Mega-incendi in Australia: il premier negazionista climatico Morrison sotto accusa

100mila firma sotto l’appello di Greenpeace. Verdi e laburisti: è crisi climatica

[2 Gennaio 2020]

Di fronte ai mega-incendi che stanno devastando l’Australia, che hanno già divorato 5 milioni di ettari di foreste, fatto almeno 18 vittime umane e ucciso più di mezzo miliardo di animali vertebrati (gli invertebrati sono incalcolabili), il primo ministro australiano, il liberaldemocratico Scott Morrison continua testardamente a rimanere fedele al suo negazionismo climatico ideologico anche di fronte a temperature record mai toccate in Australia. Sommerso dalle critiche, Morrison nel suo discorso di capodanno ha detto che malgrado «terribili incendi, la siccità che continua e le inondazioni», comunque «l’Australia, amazing country, rimane il miglior Paese dove far crescere bambini».

Richard Di Natale, leader degli Australia Greens, ha ribattuto: «Scott Morrison non ha onorato il suo dovere di proteggere i cittadini» e denunciato «l’inadeguata risposta all’emergenza e il rifiuto di ammettere che continuare a bruciare combustibili fossili porterà a incendi sempre più frequenti e devastanti».

Ad attaccare frontalmente Morrison e il suo governo nazional-conservatore è Greenpeace Australia Pacifico che ha lanciato la petizione “Where the bloody hell are you? Scott Morrison, this is a crisis…”. che ha già raccolto quasi 100.000 firme, nella quale si legge: « Caro governo australiano, Le case australiane vengono distrutte dall’emergenza degli incendi boschivi; mezzi di sostentamento rasi al suolo e, tragicamente, vengono perse vite. Dobbiamo parlare della crisi climatica che sta causando questi incendi catastrofici e senza precedenti. L’Australia e il mondo sono di fronte a un’emergenza climatica e di estinzione. E’ tempo di agire per questo».

La ministro ombra dell’ambiente dell’Australian Labour Party, Terri Butler attacca la vera ministro dell’ambiente, Sussan Ley, che «Nega la necessità di ulteriori azioni per i cambiamenti climatici, nonostante ammetta che fino al 30% dei koala della costa centro-settentrionale del New South Wales potrebbe essere stati uccisi in un incendio boschivo. Il Ministro Ley è ben consapevole del legame tra i cambiamenti climatici e la gravità e la prevalenza degli incendi boschivi».

IL 28 dicembre la Ley aveva detto che «Il cambiamento climatico è un grosso problema e stiamo facendo la nostra parte. Stiamo raggiungendo e battendo i nostri obiettivi, è molto importante che lo facciamo. Mi concentro sulle cose che possiamo fare sul campo, con azioni pratiche qui in Australia che fanno la differenza».

Ma la laburista Butler fa notare che «I dati ufficiali sulle emissioni del governo confermano che l’Australia non rispetterà il nostro impegno di Kyoto di ridurre le emissioni del 5% entro il prossimo anno.  Il ministro Ley ha torto a dire che l’Australia sta raggiungendo e battendo i suoi obiettivi, quando la riduzione delle emissioni sarà dello 0,3%: poco più di un errore per arrotondamento. I dati del governo indicano che le emissioni dell’Australia diminuiranno nei prossimi 10 anni di meno del 5%. A quel ritmo, l’Australia impiegherà 230 anni per raggiungere emissioni net-zero, anziché i 30 anni che gli scienziati ci dicono che è necessario. Siamo nel mezzo di un’emergenza climatica. Gli incendi senza precedenti di quest’anno stanno causando una carneficina che non viene raccontata. Per fare il suo lavoro di proteggere la fauna selvatica australiana, il ministro dell’Ambiente deve una sostenitrice di una maggiore azione sui cambiamenti climatici, non un apologeta della mancanza di azione del governo Morrison».

Greenpeace Australia Pacifico ricorda che «In tutta l’Australia le famiglie e le comunità sono state devastate dall’emergenza degli incendi boschivi. Le case vengono distrutte, i mezzi di sostentamento rasa al suolo e Scott Morrison non si vede da nessuna parte … Molti sopravvissuti e le famiglie in prima linea si stanno sollevando e si rifiutano di accettare le deboli e le distrazione da parte dei nostri leader eletti. Ora è il momento di parlare della crisi climatica che sta causando questi incendi catastrofici e senza precedenti. Ecco perché stiamo portando la realtà dell’emergenza climatica, che sta distruggendo case e vite in tutto il Paese, proprio davanti alla porta dei nostri politici».

Gli ambientalisti australiani lanciano un appello: «Insieme, dobbiamo sostenere i coraggiosi sopravvissuti che hanno perso tutto e inviare un chiaro messaggio a Scott Morrison che, per come quelli che affrontano un terribile incendio boschivo, non c’è nessun posto dove nascondersi. Firma la lettera aperta per essere solidale con i sopravvissuti agli incendi e per unirti al movimento in rapida crescita delle persone che fanno ciò che serve per costringere i nostri leader a riconoscere la crisi climatica per quello che è: un’emergenza esistenziale che richiede un’azione urgente».