Memo To America, le anticipazioni del Piano climatico di Obama (VIDEO)

«Il cambiamento climatico non è un problema di un'altra generazione. Non più»

[3 agosto 2015]

Memo to America

La Casa bianca ha condiviso il  video messaggio Memo To America del  presidente Usa Barack Obama che annuncia che oggi verrà presentata la  versione finale del Clean Power Plan, un documento che rischia di avere l’effetto di una bomba nelle primarie per le presidenziali e di mettere in grossa difficoltà i candidati repubblicani che fanno a gara a chi è più eco-scettico.

Secondo il piano, l’Environmental Protection Agency (Epa) adotterà una norma che regolamenterà per la prima volta le emissioni di CO2  dalle centrali elettriche, cosa che Big Oil e King Coal hanno tentato in tutte le maniere di impedire ma che, nel video, Obama ha definito «il più grande, più importante passo che abbiamo mai fatto per combattere il cambiamento climatico».

Rispetto alla prima proposta, questa nuova versione del regolamento taglia addirittura più emissioni dell’industria energetica e lo fa utilizzando più energia rinnovabile e un po’ meno gas naturale, cosa che farà piacere agli ambientalisti anti-fracking, e che da agli Usa maggiore flessibilità nel cammino per raggiungere i loro obiettivi.

Secondo quanto trapela dalla Casa Bianca, la versione finale del regolamento dovrebbe ridurre del 32% l’inquinamento da carbonio entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005, più del 30% rispetto alla pima proposta per lo stesso periodo.

La quota delle energie rinnovabili dovrebbe raggiungere il  28% nel 2030 (era il 22%), ma il piano conferma il passaggio delle centrali elettriche al gas, quindi un massiccio utilizzo del fracking, che per non aumentando così rapidamente come negli ultimi anni mantiene un trend business-as-usual.

Comunque, secondo le anticipazioni raccolte da ClimateProgress, l’incremento della quota di energie rinnovabili verrebbe in gran parte incentivato da  sarebbe in gran parte favorito da un Clean Energy Incentive Program che punta a favorire uno sviluppo più rapido delle energie rinnovabili. Gli Stati Usa otterranno crediti per l’energia elettrica prodotta nel 2020 e 2021 per progetti di energia rinnovabile che inizieranno ad essere realizzati subito dopo la presentazione dei piani di conformità. Verranno anche raddoppiati i finanziamenti a fondo perduto  per i progetti di efficienza energetica nelle comunità a basso reddito.

La struttura del piano resta comunque in gran parte quella della prima proposta di Obama: entro il 2030, ogni Stato Usa dovrà ottenere un determinato obiettivo di riduzione delle emissioni in base al suo attuale mix energetico; l’Epa non prevede un unico livello di riduzione delle emissioni in tutti gli Usa e nemmeno di costringere per forza a chiudere alcune centrali a carbone; ogni Stato Usa potrà raggiungere i suoi obiettivi come vuole:  chiudendo le vecchie centrali a carbone, realizzando più impianti ad energie rinnovabili, aumentando l’efficienza energetica, o lavorando con gli altri Stati per bilanciare le emissioni e i tagli attraverso sistemi basati sul mercato, come il modello cap-and-trade già utilizzato dagli Stati del nord-est che fanno parte della Regional Greenhouse Gas Initiative.

Secondo l’amministrazione  Obama,  entro il 2030 questo cambiamento farà risparmiare 85 dollari all’anno in bolletta della luce e farà calare dell’88% le morti premature causate dall’inquinamento degli impianti energetici a combustibili fossili.

A quanto pare gli Stati Usa avranno due anni in più per attuare il piano: dal 2020 si può slittare fino al 2022.

Nella prossima settimana e nei prossimi mesi, Obama si rivolgerà direttamente all’opinione pubblica statunitense per spiegare come il cambiamento climatico sta già danneggiando americani. Parlerà al 2015 National Clean Energy Summit in Nevada e a fine mese sarà il primo presidente statunitense a recarsi nella regione artica dell’Alaska, dove rischia di essere accolto dalle proteste ambientaliste per aver dato il via libera alle trivellazioni petrolifere della Shell nell’Artico Usa.

Obama discuterà di cambiamento climatico con Papa Francesco, che ha recentemente pubblicato l’enciclica Laudato Si’, quando il pontefice sarà a in visita a Washington a settembre ed è probabile che interverrà anche alla Conferenza delle parti dell’Unfccc di Parigi, che a dicembre dovrebbe finalmente approvare il nuovo accordo globale sulla lotta al cambiamento climatico.

Nel video Memo To America rivolto al popolo americano Obama dice di basarsi sui fatti, non sulle opinioni ed avverte che il cambiamento climatico in corso «Minaccia la nostra economia, la nostra sicurezza e la nostra salute», per questo è tempo di agire.

«Il cambiamento climatico non è un problema di un’altra generazione –  ha detto Obama – Non più. Ecco perché il Lunedi, la mia amministrazione rilascerà la versione finale dell’ America’s Clean Power Plan». Poi ha sottolineato che «Le centrali elettriche sono la principale causa del dannoso inquinamento da  carbonio che contribuisce al cambiamento climatico. Ma, fino ad ora, non ci sono stati limiti federali alla quantità di inquinamento che questi impianti possono scaricare nell’aria». E’ solo mettendo un limite a sostanze chimiche tossiche come il mercurio, lo zolfo e l’arsenico che gli americani potranno avere aria ed acqua pulite, «Ma le centrali elettriche esistenti – ha ricordato Obama –  possono ancora scaricare una quantità illimitata di inquinamento da anidride carbonica nociva nell’aria che respiriamo. Per il bene dei nostri figli, per la salute e la sicurezza di tutti gli americani, questo sta per cambiare».

Il presidente Usa ha detto anche che la sua Amministrazione ha  lavorato con gli Stati e le compagnie elettriche per garantire che abbiano la flessibilità necessaria per rispettare il nuovo regolamento e alcuni trend che Obama spera di avviare con il suo piano in realtà sono già in corso: la produzione di energie rinnovabili è in pieno boom e quest’anno il gas ha sostituito il carbone come la maggiore fonte di produzione di energia elettrica.

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  • President Obama on America's Clean Power Plan