Mezzo miliardo di cristiani dice no agli investimenti nei combustibili fossili e al nucleare

[14 luglio 2014]

Il World Council of Churches (Wcc), una coalizione globale di 345 chiese che rappresentano più di mezzo miliardo di cristiani in più di 110 Paesi e Territori in tutto il mondo, ha annunciato il ritiro di tutti i suoi investimenti nei combustibili fossili perché non li ritiene più etici.

Con il “Report of the Finance Policy Committee” il Wcc ha deciso di disinvestire dalle imprese e dai progetti petroliferi, gasieri e carboniferi ed ha raccomandato ai suoi membri di fare lo stesso: «Il comitato ha discusso i criteri degli investimento etici, e ritiene che l’elenco delle industrie nelle quali il Wcc non investe dovrebbe essere esteso per includere i combustibili fossili».

Le chiese che fanno parte del Wcc, tra cui la maggior parte delle chiese ortodosse di tutto il mondo, compresa la chiesa copta etiope (48 milioni di  aderenti), decine di chiese anglicane come quella di Inghilterra (25 milioni di fedeli), battiste, luterane, metodiste e chiese riformate, così come molte chiese unitarie e indipendenti, è convinta che la decisione abbia un ampio sostegno tra i cristiani che agiscono per combattere il cambiamento climatico.

Bill McKibben, fondatore di 350.org, ha detto  che «Il World Council of Churches ci ricorda che la morale esige di pensare in maniera molto critica al nostro futuro e che per il futuro non c’è nessun’altra minaccia maggiore rispetto alla combustione incontrollata dei combustibili fossili. «Questo è un momento straordinario per i 590 milioni di cristiani membri delle sue confessioni: una percentuale enorme di umanità che oggi dice: “fino a questo punto e non oltre”».

Il Wcc non chiede alle sue chiese di disinvestire ma di riorientare i loro investimenti, magari seguendo l’esempio della Chiesa d’Inghilterra che aveva già annunciato di riorientare i sui 9 miliardi di dollari di fondi verso attività che operano per combattere il cambiamento climatico.

Il Wcc si va ad aggiungere all’Union Theological Seminary di New York che a giugno è diventato il primo seminario al mondo a  tagliare gli investimenti nel petrolio, gas e carbone investimenti per quasi 1,5 milioni di dollari. Nel 2013, la United Church of Christ divenne la prima confessione statunitense a fare lo stesso. E il 29 giugno l’Unitarian Universalist Association’s national General Assembly ha votato per cedere le sue partecipazioni  in 200 fossil fuel companies incluse nella Carbon Tracker list stilata dalle associazioni ambientaliste.

Salvaguardare il clima e l’ambiente è una preoccupazione crescente tra i gruppi religiosi, molti dei quali non ci vedono solo un problema non solo etico ma anche spirituale, un modo per rispettare la creazione di Dio. Anche se la Chiesa cattolica non fa parte del Wcc, Papa Francesco ha più volte espresso tutta la sua  preoccupazione per l’ambiente e recentemente ha definito “un peccato” la distruzione della foresta pluviale amazzonica e lo sviluppo ed ha detto che una delle più grandi sfide del nostro tempo è «Convertirci ad un tipo di sviluppo che sappia rispettare la creazione».

Già l’8 luglio il Comitato Centrale del Wcc  aveva approvato ad Hiroshima la dichiarazione “Verso un mondo libero dal nucleare” che indicava alle chiese come lavorare per porre fine pericoli nucleari come i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki del 1945 e il disastro nucleare di Fukushima Daiichi del 2011. Il Wcc ha chiesto alle Chiese membre di approfondire dibattiti etici e teologici sugli usi civili e militari dell’energia nucleare e di esaminare “«La testimonianza inerente l’utilizzo dell’elettricità nucleare o dell’accettare la protezione dalle armi nucleari».

Per eliminare il nucleare la dichiarazione raccomanda cambiamenti degli stili di vita e l’adozione di fonti di energia rinnovabili più pulite e più sicure, inoltre incoraggia a disinvestire dalle imprese e dalle banche che «Sono coinvolte nella produzione di centrali nucleari o armi nucleari» e a «Ascoltare, sostenere e difendere  i superstiti di incidenti,  attentati e test nucleari» ed a collaborare con governi, altre religioni e gruppi della società civile, tra cui la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons Ican) che si battono per vietare le armi nucleari. Un appello particolare è stato rivolto ai 31 governi della Nato e dell’Asia nord-orientale «Che chiedono il disarmo nucleare, ma dipendono dalle forze nucleari degli Stati Uniti», ad unirsi all’eliminazione delle armi nucleari, cominciando col rimuovere dai loro territori le armi nucleari e partecipando alla negoziazione collettiva di accordi contro la proliferazione nucleare.

Secondo la dichiarazione le armi nucleari «Non possono che essere inconciliabili con la vera pace» e fa notare che «La tendenza generale tra gli Stati dotati di armi nucleari è quella di modernizzare piuttosto che eliminare i loro arsenali nucleari», inoltre «La tecnologia correlata all’energia nucleare è una forma particolarmente pericolosa di sviluppo per le persone, la vita delle comunità e degli ecosistemi naturali».

Il comunicato dice che «L’energia nucleare non soddisfa gli standard di gestione responsabile e inclusiva richiesti dall’energia odierna. Non ha dimostrato di essere sicura, rinnovabile, a prezzi accessibili o sostenibile, ed è carica di rischi che sono difficili da gestire». Secondo la dichiarazione, «I governi che sovvenzionano le centrali nucleari stanno accettando contemporaneamente rischi elevati, esponendo i loro popoli  ai rischi ed ai finanziamenti con fondi pubblici di un industria con investimenti privati».

Ma soprattutto le Chiese Wcc ricordano che «L’energia nucleare è la via per acquisire armi nucleari» e sottolineano i pericoli «Per la salute, umanitari ed ambientali e per la sicurezza negli usi civili e militari dell’energia nucleare».

In un capitolo sulle sfide teologiche si legge che «Dio è il generoso Creatore, ha suscitando la vita in essere dagli atomi e dalle molecole ha dotato la creazione di vita in abbondanza. Dividere l’atomo in micidiali  elementi innaturali è già dà motivo di seria riflessione etica e teologica. Utilizzare l’energia dell’atomo in modi che minacciano e distruggono la vita è un abuso peccaminosa della creazione di Dio.  Siamo chiamati a vivere in modi che proteggono la vita invece di metterla a rischio, non a vivere con timore, difesi dalle armi nucleari, né a vivere dispendiosamente, dipendendo dall’energia nucleare. Siamo invitati a costruire comunità ed economie in armonia con i molteplici doni e le promesse della vita di Dio».