Motokari: il riscaldamento globale visto dai popoli indigeni

La denuncia di Survival International: «Alla Cop 21 non sembra esserci alcuna intenzione di sostenere i loro sforzi»

[24 novembre 2015]

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«Il clima sta cambiando. Voi lo chiamate riscaldamento globale. Noi lo chiamiamo Motokari. Sta facendo ammalare i polmoni della terra. Dobbiamo rispettare questo mondo, dobbiamo mettere un freno. Non possiamo continuare a distruggere la natura, la terra e i fiumi». Sono le parole del noto attivista indigeno Davi Yanomam, raccolte da Surival International alla vigilia della Cop 21 parigina.

Una Conferenza di rilevanza mondiale, alla quale però – ricorda l’ong – i popoli indigeni più direttamente minacciati dalla catastrofe ecologica non troveranno spazio al tavolo dei negoziati.  I popoli indigeni del Brasile e di altri paesi sudamericani stanno cercando di resistere al disboscamento, alle attività minerarie e all’allevamento di bestiame che stanno distruggendo vaste aree della foresta, ma «alla Cop 21 – osservano da Survival International – non sembra esserci alcuna intenzione di sostenere i loro sforzi Secondo un recente rapporto del Rights and resources initiative (Rri), pochissimi dei governi che parteciperanno al summit di Parigi hanno menzionato i diritti indigeni nelle loro politiche per la conservazione o per il clima. Pochi si sono limitati a qualche cenno mentre ventisei dei quarantasette paesi esaminati non hanno addirittura fatto nessun riferimento in assoluto alla gestione delle terre indigene nelle loro proposte». Eppure la loro rilevanza nel contesto mondiale è di assoluto rilievo; basti pensare al polmone verde del pianeta, l’Amazzonia, dove la metà delle specie arboree – come dimostra una recente ricerca pubblicata su Science Advances – è oggi a rischio d’estinzione.

Sebbene siano stati esclusi dalle principali tribune di dibattito, centinaia di leader indigeni dal Sud America e del mondo parteciperanno comunque alla Conferenza di Parigiper far sentire la propria voce. Tra questi ci saranno noti attivisti indigeni, come Davi Yanomami, Raoni Kayapó e Mauricio Yekuana. Tra le tribù più attive nella lotta per salvare l’ambiente, Survival ricorda i Guajajara (coinvolti in scontri con le bande armate di taglialegna), i Ka’apor (che hanno risposto al disboscamento illegale nel loro territorio formando un ‘esercito’ indigeno) e i Guarani (che stanno cercando di organizzare il boicottaggio della carne e della soia prodotte nelle loro terre senza il loro consenso, ed esportate all’estero). «Non potete continuare a ucciderci, a uccidere noi Indiani della foresta – ha dichiarato con forza Davi Yanomam – Noi sappiamo prenderci cura della nostra foresta».