Nasce CO2 RESA, e il vino diventa più sostenibile

[12 novembre 2013]

Nasce in Italia il primo Registro per la valorizzazione dei crediti di carbonio sul mercato volontario del settore agroalimentare, che produce il 18,8% del totale delle emissioni nazionali. CSQA Certificazioni e Valoritalia (la società leader nel controllo dei vini italiani a Denominazione di Origine) hanno realizzato CO2 RESA, un progetto innovativo in Italia e in Europa.

All’interno del registro verranno iscritte tutte le aziende che hanno messo, nei due anni scorsi, o metteranno in pratica azioni volte a ridurre le quantità di gas climalteranti emesse per la propria produzione nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale. Si partirà dal settore vitivinicolo che ha mostrato negli anni un crescente interesse per la sostenibilità come fattore di sviluppo. «Con la creazione di CO2 RESA – ha dichiarato Pietro Bonato, direttore generale di CSQA Certificazioni – offriamo una risposta concreta alle molte aziende agroalimentari, e in particolare vitivinicole, che si stanno impegnando sul tema della sostenibilità e necessitano di uno strumento in grado di misurare gli sforzi attuati e soprattutto di darne evidenza al mercato.

CO2 RESA, infatti, è innanzitutto la garanzia di tracciabilità dei crediti registrati, che vengono identificati in modo univoco contrastando il rischio di conteggi plurimi e greenwashing. Ma il vero punto di forza, che si ricollega alla nostra mission, è garantire la possibilità di acquistare crediti generati da progetti di mitigazione 100% made in Italy, provenienti dal settore agroalimentare italiano. Un’ottima credenziale per chi acquista, specialmente per i compratori esteri. In questo senso, con CO2 RESA si guarda a un mercato potenziale di assoluto rilievo nello scenario internazionale».

Il percorso prevede innanzi tutto il calcolo delle emissioni generate dalle organizzazioni, dai processi e dai prodotti, prestando attenzione al ciclo produttivo e, nel caso della carbon footprint di prodotto, al ciclo di vita. Una volta fotografato questo quantitativo di emissioni in conformità a standard codificati a livello internazionale (es: ISO 14064, ISO 14067, GHG Protocol) si dovrà provvedere all’elaborazione di un Piano di Riduzione delle emissioni. Il Piano conterrà le strategie necessarie al raggiungimento degli obiettivi complessivi di mitigazione climatica.

In questa fase iniziale le tre tipologie di intervento, che possono essere valorizzate tramite il Registro, sono: “Energia ed efficientamento energetico”: la metodologia prevede l’istallazione di sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, quali biomasse e solare, e interventi di efficientamento energetico delle aziende che riducono costi e impatto ambientale; “Corridoi ecologici”: la metodologia prevede la creazione e il miglioramento gestionale di siepi e boschetti sulle superfici agricole;  “Biochar”, carbone vegetale che assorbe CO2 ottenuto dalla combustione di biomassa di scarto in assenza di ossigeno e utilizzato come ammendante del suolo.  «In sinergia con CSQA – ha detto Luigino Disegna, presidente di Valoritalia – abbiamo raccolto questa sfida. La posizione di leadership nelle attività di controllo sui vini a denominazione di origine che ricadono su oltre il 70% della produzione, porta con sé una profonda conoscenza del comparto, per questo siamo consci che il settore vitivinicolo è al momento uno dei più sensibili alla riduzione di CO2, anche e soprattutto in ragione della sua forte vocazione all’export. È necessario, infatti, che queste aziende rispondano a obiettivi di salvaguardia ambientale imposti dall’Europa e mettano in atto azioni di compensazione dei gas climalteranti emessi nel ciclo produttivo. Il Registro permetterà loro inoltre di valorizzare il prodotto in termini reputazionali, classificandolo come ‘green’».

Una volta messe in pratica le azioni e raggiunti gli obiettivi, si procede alla contabilizzazione delle emissioni ‘risparmiate’ all’ambiente e si accede al mercato volontario delle emissioni di carbonio. Ci sono due tipi di mercati del carbonio hanno spiegato i partner di progetto: i mercati regolamentati e i mercati volontari. I primi puntano a evitare che determinati soggetti emettitori sforino un tetto massimo di emissioni a loro assegnate. Il mercato volontario è invece sostenuto dalla volontà di soggetti pubblici e/o privati di ridurre la propria impronta ecologica attraverso il meccanismo di “baseline and credits”: i progetti che portano alla riduzione delle emissioni rispetto a uno scenario di riferimento (baseline), generano crediti che possono essere scambiati sul mercato e acquistati da altre aziende che vogliono compensare le proprie emissioni di gas serra.

Il mercato volontario è quindi alimentato da crediti generati da interventi (progetti) di riduzione di gas serra (GHG) e le variazione delle emissioni dei vari gas serra possono essere misurate con un’unica unità di misura, la tonnellata di CO2 equivalente. «Per dare il via al Registro CO2 RESA – ha spiegato Michele Crivellaro, Responsabile di CO2 RESA – abbiamo creato un Comitato Scientifico, composto da autorevoli esperti e realizzato delle schede da cui partire per l’elaborazione delle strategie delle aziende che vorranno iscriversi. Il sito internet, www.co2resa.it attivo da lunedì 11 novembre, verrà implementato e continuamente aggiornato con tutte le informazioni necessarie.

In secondo luogo provvederemo allo scouting delle aziende coinvolte e poi partiremo con l’attività vera e propria di commercializzazione dei crediti con dei broker sia italiani che internazionali». Il Comitato scientifico, con funzione di supervisor, è composto attualmente da tre membri e verrà integrato in seguito all’implementazione delle attività eleggibili per la generazione dei crediti.