Negli ultimi 100 anni il riscaldamento globale non si è mai fermato

Lo iato è semplicemente un equilibrio decennale tra il riscaldamento globale e il raffreddamento nel Pacifico equatoriale

[13 novembre 2018]

Il riscaldamento globale è in gran parte attribuito, a partire dal 1870 e dalla rivoluzione ibdustriale, al continuo aumento delle emissioni di gas serra, in particolare nella CO2. Una constatazione scientifica messa in dubbio dal fatto che la tendenza al rialzo della temperatura superficiale media globale (Gmst) è rallentata o addirittura cessata durante il primo decennio del XXI secolo, anche se i livelli di CO2 hanno continuato a salire e hanno raggiunto quasi 400 ppm nel 2013.  Un episodio  che è stato in definito come l’interruzione o rallentamento del riscaldamento globale e che è stato utilizzato dai negazionisti climatici per mettere in dubbio la veridicità della scienza cimatica.

Lo iato è caratterizzato da una tendenza prossima allo zero per un periodo. XSEcondo diversi studi, lo iato ha fatto la sua comparsa nel periodo 2001-2013 / 2002-2012 con una variabilità interannuale estremamente debole in alcune sequenze GMST e con un rallentamento in altre. Lo iato è spesso attribuito alla variabilità intrinseca del clima, a un forcing esterno o entrambi, e può essere provocato dall’aumento degli aerosol nella stratosfera nel periodo 2000-2010, dalla fase negativa dell’Interdecadal Pacific Oscillation (IPO) che accompagna l’intensificazione degli alisei, dall’l’assorbimento di calore dall’oceano profondo o da un numero estremamente basso di macchie solari durante l’ultimo ciclo di attività solare.

Ora il nuovo studio “Identifying the early 2000s hiatus associated with internal climate variability” pubblicato su Scientific Reports da Xin-Gang Dai  e da Ping Wang  dell’Accademia cinese delle  scienze rivela che «Il riscaldamento globale non si è mai fermato negli ultimi cento anni, con il massimo tasso di cambiamento dopo la seconda guerra mondiale e un tasso quasi costante (0,08 o C/10a) negli ultimi trent’anni».

Ma la pessima notizia per i negazionisti climatici è che, come dicono all’istituto di fisica atmosferica dell’Accademia cinese delle scienze, «Tuttavia, il raffreddamento chiave contro il riscaldamento globale deriva dalla variabilità interannuale della temperatura che è coincisa con la variabilità della temperatura superficiale del mare nel Pacifico centro-orientale equatoriale. Quindi, lo iato è semplicemente un equilibrio decennale tra il riscaldamento globale e il raffreddamento risultante dall’anomala temperatura superficiale del mare nel Pacifico equatoriale».

l’interruzione del riscaldamento globale si è conclusa nel 2014 quando si stava sviluppando nel Pacifico centro-orientale equatoriale un nuovo evento dell’El Niño Southern Oscillation (Enso) che ha causato un rapido riscaldamento della Terra. I ricercatori cinesi sottolineano che «D’altra parte, l’oscillazione climatica multidecadale segue un percorso discendente con aumento del raffreddamento».

Insomma, il contributo antripico al riscaldamento globale è stato incessante, mitigato in parte temporaneamente da un ciclo naturale. Che è l’esatto contrario di quello che dicono i negazionisti climatici.

Xingang, dell’Istituto di fisica atmosferica all’Accademia delle scienze cinese, conclude: «Il nostro studio suggerisce che le future condizioni climatiche si baseranno probabilmente sulla concorrenza tra il raffreddamento multidecadale e il riscaldamento globale, se il ciclo climatico multidecadale si ripeterà, come è stato sperimentato durante la seconda metà del XX secolo».