Nel 2025 l’energia solare potrebbe costare meno del carbone e del gas

[25 febbraio 2015]

Secondo lo studio “Current and Future Cost of Photovoltaics – Long-term Scenarios for Market Development, System Prices and LCOE of Utility-Scale PV Systems”, commissionato dalla Ong tedesca Agora Energiewende al Fraunhofer-Institute for Solar Energy Systems (ISE), tra meno di 10 anni l’energia solare sarà meno costosa di quella prodotta dalle centrali a carbone e a gas.

Lo studio afferma che entro il 2025 il costo di produzione dell’energia solare nell’Europa centrale e meridionale calerà fino a 0,04 euro – 0,06 € per kilowattora e nel 2050 scenderà addirittura a 0,02  –  0,04 €.

I ricercatori dell’ISE guidati da Johannes N. Mayer dicono di aver fatto «ipotesi prudenti», basandosi sui progressi tecnologici nel campo dell’energia solare e di non aver tenuto conto di innovazioni che potrebbero rendere il fotovoltaico ancora meno caro. Ma le conclusioni dello studio avvertono che tutto questo potrebbe essere vanificato da una cattiva regolamentazione che farebbe raddoppiare i costi di installazione. Attualmente i grandi impianti fotovoltaici tedeschi forniscono energia a meno di 9 centesimi al Kwh, mentre il prezzo delle nuove centrali a carbone ed a gas è intorno ai 5 centesimi Kwh e quello delle centrali nucleari a 11 centesimi Kwh. Ma già ora negli Emirati Arabi Uniti è stato firmato un accordo a lungo termine per l’acquisto d energia solare a 5 centesimi/Kwh.

Agorà è convinta che «Questi risultati potrebbero avere implicazioni significative per la riduzione della dipendenza energetica dell’Europa e per aiutare l’Ue a raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione per il 2020 e il 2030. Al solare fotovoltaico è stato fino ad ora spesso concesso un ruolo molto limitato a causa del suo costo elevato rispetto ad altre soluzioni low carbon. Lo studio Agorà dimostra che il solare fotovoltaico non è solo una valida opzione  tra e energie rinnovabili, ma che potrebbe competere con le opzioni che sembrerebbero più economiche, come il carbone e il gas. Questo significa che il solare potrebbe svolgere un ruolo cruciale e finanziariamente percorribile nei principali obiettivi della nuova Unione dell’energia: ridurre la dipendenza energetica dell’Ue e raggiungere gli obiettivi energia e clima 2020 e 2030».

Patrick Graichen, direttore di Agora Energiewende, ricorda che «Lo studio dimostra che i prezzi dell’energia solare sono molto più rapidamente di quel che avevano previsto gli esperti e continuano a calare. I progetti dei futuri sistemi di approvvigionamento energetico dovrebbero essere esaminati a livello mondiale. Fino ad ora, la maggioranza dei progetti hanno incluso solo una minima parte di energia solare nel mix. In considerazione dei costi estremamente vantaggiosi dell’ energia solare, al contrario, può svolgere un ruolo di primo piano, insieme all’’energia eolica, anche, e soprattutto, come un modo economico per contribuire alla protezione del clima internazionale».

I rapporto evidenzia che «I costi elevati prodotti dalle installazioni fotovoltaiche dimostrano che i costi di produzione dell’elettricità sono ampiamente dipendenti dalla situazione finanziaria e regolamentare», sono le difficoltà ad ottenere finanziamenti i tassi di interesse e la cattiva regolamentazione che possono far salire i costi di installazione del fotovoltaico anche del 50%. «L’impatto è così grande – dice lo studio – che potrebbe controbilanciare tutti i vantaggi procurati da una grande quantità di sole».

Graichen sottlinea che «Una situazione finanziaria favorevole ed un quadro giuridico stabile sono quindi delle condizioni necessarie per un’elettricità solare pulita e poco cara. Spetta ai decisori politici creare e preservare queste condizioni».

Fino ad ora la Commissione Ue ha considerato le energie rinnovabili come una costosa necessità, ma secondo il documento di lavoro per il progetto di Unione dell’energia l’integrazione delle rinnovabili nel mix energetico europeo dovrebbe diventare meno costosa con la realizzazione di nuove infrastrutture.

Recentemente il commissario Ue all’energia e clima, Miguel Cañete, ha detto che l’Unione dell’energia attrarrà gli investitori privati grazie a delle garanzie pubbliche, il problema è che sono stati proprio politici come Cañete che, in Spagna, in Italia e in altri Paesi Ue hanno fatto marcia indietro, diminuendo o sopprimendo gli incentivi alle energie rinnovabili.