Nel 2016 le emissioni di gas serra dell’Unione europea sono diminuite leggermente

In pista per rispettare gli obiettivi 2020 ma difficile centrare quelli 2050

[7 novembre 2017]

Secondo il rapportoTrends and projections in Europe 2017 – Tracking progress towards Europe’s climate and energy targets”, appena pubblicato dall’European environment agency (Eea), «le emissioni di gas a effetto serra in tutta l’Unione europea sono diminuite modestamente nel 2016». Inoltre,  le  stime confermano che l’Ue resta sukka strada per rispettare i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni fissato per il 2020, ma, come emergeva da un precedente rapporto del Joint research centre e della Netherlands environmental assessment agency , bisogna lavorare molto per conseguire obiettivi a lungo termine.

L’Eea spiega che “Trends and projections in Europe 2017” comprende  una valutazione dei progressi verso gli obiettivi climatici dell’Ue, le stime preliminari dei gas serra nell’Ue nel 2016 e un’analisi specifica dei trend e delle proizioni riguardanti l’Emissions Trading System Ue (Eu Ets). La parte finale del frapporto, che valuta i progressi rispetto agli obiettivi energetici, sarà pubblicata entro la fine di questo mese.

I rapporti vengono redatti annualmente dall’Eea per esaminare i progressi nel conseguimento degli obiettivi climatici e energetici compiuti dall’Ue e dagli Stati membri,  obiettivi che prevedono entro il 2020una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990.

Il direttore esecutivo dell’Eea, Hans Bruyninckx, ha evidenziato che «L’Ue è saldamente in pista per raggiungere i suoi obiettivi delle emissione 2020. Questa evoluzione illustra gli effetti positivi dell’innovazione e degli investimenti nell’economia low carbon del futuro. Tuttavia, è chiaro che tutti dobbiamo intensificare notevolmente i nostri sforzi se vogliamo soddisfare i nostri impegni dell’Accordo di Parigi e gli obiettivi più ambiziosi a lungo termine per il 2030 e il 2050 per la creazione di un’economia low carbon«.

Secondo le stime preliminaricdell’Eea, nel 2016 le emissioni nell’Ue sono diminuite dello 0,7% rispetto al 2015 e «Il leggero calo corrisponde ad una diminuzione del 23% delle emissioni tra il 1990 e il 2016. La riduzione nel 2016 è dovuta principalmente ad una quota crescente di energia rinnovabile el passaggio dal carbone al gas nel mix di combustibili dell’Ue per la produzione di energia, nonostante un aumento del consumo di energia e la crescita delle emissioni nei settori residenziale e dei trasporti. Questi fattori si riflettono nei cambiamenti delle emissioni nell’ambito dell’Ue Etse dell’Effort Sharing Decision».

Nell’Eu DEts, che riguarda i grandi impianti industriali e i voli intracomunitari, tra il 2015 e il 2016 le emissioni sono diminuite del 2,6% e l’Eea dice che «La riduzione è stata sostanzialmente determinata dai tagli delle emissioni nelle grandi centrali elettriche, che riflettono fattori quali il phasing out of coal nei  diversi Stati membri. Le emissioni degli operatori aerei, che rappresentano il 3% delle emissioni totali coperte dall’Ue Ets, sono aumentate rispetto all’anno precedente (+ 7,6%), in quanto il numero dei passeggeri ha continuato a crescere. Complessivamente, le emissioni provenienti da impianti industriali nell’ambito dell’Ue Ets sono ora del 26% al di sotto dei livelli del 2005».

In altri settori, come i trasporti, gli edifici, l’agricoltura e i rifiuti, per i quali gli Stati membri hanno obiettivi annuali in materia di emissioni a livello nazionale in base all’ dell’Effort Sharing Decisioni, le stime preliminari indicano che «Nel 2016 le emissioni aggregate a livello Ue sono aumentate dello 0,9». Le cause sono da ricercare soprattutto in un maggior consumo di energia per il riscaldamento a causa delle condizioni meteorologiche  da una domanda di trasporti più elevata. Le emissioni di questi settori sono ora del 11% al di sotto dei livelli del 2005.

L’Eea fa notare che «Le ultime proiezioni degli Stati membri mostrano che, sebbene le emissioni dell’Ue nel suo complesso rimarranno al di sotto dell’obiettivo 2020, la situazione differisce tra gli Stati membri. 21 Stati membri dell’Ue si aspettano di mantenere o ridurre le loro emissioni al di sotto dei loro obiettivi nazionali entro il 2020. Tuttavia, Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo e Malta devono migliorare immediatamente i loro sforzi per raggiungere i loro obiettivi 2020».

Le proiezioni aggiornate dell’Eea mostrano inoltre che «occorre intensificare gli attuali sforzi per raggiungere obiettivi più ambiziosi a più lungo termine. Come già affermato nelle valutazioni precedenti, in base alle politiche attuali, il ritmo delle riduzioni delle emissioni oltre il 2020 dovrebbe rallentare, non rientrando nell’obiettivo di riduzione del 40% per il 2030».

L’Unione europea sta discutendo l’adozione di  un nuovo pacchetto legislativo su clima e energia per raggiungere questo obiettivo, insieme a quelli previsti nell’Unione dell’energia.

«Allo stesso modo – conclude l’Eea – gli sforzi per raggiungere gli obiettivi a lungo termine del 2050 sulla decarbonizzazione richiederanno anche una considerevole intensificazione degli sforzi e includono una trasformazione importante dei settori energetico, alimentare e della mobilità dell’Europa».