Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Non tutte le imprese sono uguali: la lettera delle multinazionali a favore dell’energia pulita

La EU-ASE scrive al presidente Letta dopo la presa di posizione di Confindustria, contraria al pacchetto clima ed energia dell’Ue

[17 gennaio 2014]

La European Alliance to Save Energy (EU-ASE), associazione europea di multinazionali con siti produttivi in tutti i 28 Stati Membri dell’UE, più di 150.000 impiegati e un fatturato aggregato di oltre €70 miliardi, ha oggi inviato una lettera (riportata integralmente qui di seguito) al Presidente del Consiglio, Enrico Letta, per chiedere il supporto del Governo italiano a favore di un ambizioso pacchetto EU per l’energia e il clima per il 2030, in particolare per un target europeo vincolante per il risparmio energetico al 40%. Le imprese rappresentate da EU-ASE hanno ritenuto doveroso reagire in tal modo per prendere le distanze da quanto dichiarato dal Presidente di Confindustria e apparso in una lettera pubblicata ieri da Il Sole 24 Ore. 

Egregio Presidente,

Caro Enrico,

Il dibattito europeo che verrà formalmente aperto con il Libro Bianco sul Clima e l’Energia per il 2030 che la Commissione Europea presenterà il prossimo 22 gennaio avrà come attori principali gli Stati Membri e in particolare l’Italia, in vista del prossimo semestre di presidenza dell’Unione.

Molte sono le attese per poter rilanciare l’economia europea attraverso questo pacchetto, ma la miopia di alcuni politici e rappresentanti di interessi, troppo legati alla “old economy”, rischia di bloccare il rilancio del modello europeo verso un’economia efficiente e sostenibile.

Un target del 40% di riduzione di emissioni di CO2 è insufficiente per stimolare la comunità imprenditoriale a compiere i necessari investimenti per garantire la transizione verso la Green Economy che è indispensabile se vogliamo ridurre la nostra bolletta energetica e dipendenza da combustibili fossili.

Secondo l’International Energy Agency (IEA), che definisce l’efficienza energetica come “la prima fonte d’energia”, la causa degli elevati prezzi di energia elettrica in Europa è dovuta principalmente all’aumento dei prezzi dei combustibili fossili. L’IEA osserva che, se questa tendenza fosse invertita attraverso maggiori investimenti in efficienza energetica ed energie rinnovabili, i prezzi industriali per l’energia elettrica si ridurrebbero di almeno il 15 % entro il 2035.

L’Italia non sarà mai un Paese che potrà competere su petrolio e gas, bisogna puntare su quei settori industriali che hanno ora i più alti potenziali di crescita e creazione di posti di lavoro non delocalizzabili.

É per questa ragione che, oltre ad avere un più ambizioso target per le riduzioni di emissioni di CO2, è necessario avere un target obbligatorio europeo al 40% per la riduzione dei consumi energetici.

Il risparmio energetico è la leva più efficace dell’UE per rafforzare la propria sicurezza energetica e la competitività dell’economia dell’intero continente, riducendo al contempo le emissioni di gas a effetto serra. L’Europa potrà avere un vantaggio competititvo nell’economia globale solo se riuscirà a risparmiare energia sia per la produzione industriale sia nei consumi quotidiani.

La mancanza di un quadro normativo chiaro e vincolante per la promozione dell’efficienza energetica sta indebolendo il settore in Italia e Europa.

Alcune delle multinazionali rappresentate dalla European Alliance to Save Energy hanno appena chiuso impianti industriali in Italia o stanno valutando il loro mantenimento in un Paese che non offre garanzie a lungo termine per il settore e stanno invece aprendo nuovi centri di produzione negli Stati Uniti, Asia e Turchia.

É per tale motivo che, contrariamente a quanto sostenuto dal Presidente di Confindustria nella lettera indirizzatale apparsa ieri su Il Sole 24 Ore, questo tipo di politiche climatiche ed energetiche non sono assolutamente in contraddizione con il rilancio dell’economia e la competitività delle imprese italiane ed europee.

L’Italia e l’Europa non devono perdere il vantaggio competitivo che hanno sulle tecnologie e servizi per l’efficienza energetica. L’acquisizione per 3.2 miliardi di dollari di Nest Lab, un’azienda che ha sviluppato un moderno termostato intelligente, da parte di Google è una prova dell’interesse e della dimensione economica che il settore dell’efficienza energetica ha acquistato in altre parti del mondo.

Il Parlamento europeo ha votato la scorsa settimana in favore dell’inclusione di un target vincolante del 40% per il risparmio energetico per il 2030 dando un segnale forte e ambizioso alla Commissione Europea, agli Stati Membri, alla comunità economica e ai cittadini europei.

I membri della European Alliance to Save Energy si augurano che l’Italia possa sostenere questo appello, unirsi finalmente alla lungimirante richiesta di Germania e Francia a definire un pacchetto energia e clima per il 2030 con tre target vincolanti e avere un ruolo chiave in tal senso durante i negoziati che avranno luogo durante il nostro semestre di presidenza dell’Unione.

In tale ottica, i rappresentanti italiani dei membri della European Alliance to Save Energy vorrebbero incontrarla a Roma il 24 gennaio p.v. per discutere con lei la nostra posizione.

Cordialmente,

Monica Frassoni, Presidente della European Alliance to Save Energy

Harry Verhaar, Chairman del Consiglio di Amministrazione di EU-ASE Global Head of Public and Government Affairs Philips

Tony Robson, Vice-chairman del Consiglio di Amministrazione di EU-ASE Group CEO Knauf Insulation

Claude Breining, Vice-chairman del Consiglio di Amministrazione di EU-ASE Head of European Affairs & Standardization Strategy Schneider Electric