Domani il nuovo pacchetto clima-energia europeo al 2030. Via libera a fracking e Ccs?

Nubi sul clima dell’Europa, c’è la petizione a Tajani per l’accordo: «Fai la cosa giusta»

Commissione Ue, centro-destra spaccato: la Hedegaard vuole un taglio del 40%, Tajani e Oettinger -35%

[21 gennaio 2014]

Domani il capo della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, presenterà il nuovo pacchetto clima e energia dell’Unione europea che dovrà essere discusso ed approvato al summit di marzo di leader dell’Ue. I Commissari europei si incontreranno per decidere gli obiettivi europei sul cambiamento climatico dei prossimi 17 anni e secondo Avaaz.org «potrebbe essere un italiano a fare a pezzi un fondamentale accordo per salvare il pianeta, ignorando addirittura la posizione del nostro governo», e quest’uomo sarebbe il commissario Ue all’industria, Antonio Tajani (Pdl/Forza Italia), che potrebbe essere tentato di appoggiare Confindustria e di tirare un tiro mancino al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che ha firmato con altri 8 ministri “virtuosi” un appello perché l’Unione europea assuma obiettivi ambiziosi per il 2030, con un taglio del 40% delle emissioni, ed ancora di più per il 2050: meno 50%.

Lo scontro passa anche attraverso il centro-destra europeo: ieri la commissaria Ue all’azione climatica, la conservatrice danese Connie Hedegaard ha confermato di essere a favore di un taglio delle emissioni di gas serra del 40% ed ha detto che «Ciò implica uno sforzo aggiuntivo, ma non eccessivo», Tajani e il commissario all’energia, il democristiano tedesco Günther Oettinger, sarebbero  disposti  ad accettare un obiettivo di riduzione del 35%. Una fonte della Commissione Ue ha detto che «Nulla è stato ancora deciso» e si dice che il compromesso potrebbe essere raggiunto su un taglio delle emissioni del 38%, mentre la quota di energie rinnovabili potrebbe addirittura essere fissata al 27%, mentre se il taglio fosse del 35% come vuole Tajani le fonti rinnovabili potrebbero calare dalla proposta iniziale del 30% al 25%, solo il 5% in più del pacchetto 20-20-20 approvato per il 2020. Nonostante i molti proclami di Tajani sull’innovazione, praticamente al 25% di rinnovabili si arriverebbe comunque senza nessuno stimolo politico, lasciando semplicemente fare al mercato, ma così il tanto decantato “ruolo guida dell’Ue” nel campo del clima e dell’innovazione ambientale si andrebbe a far benedire. A meno che per innovazione non si intenda il via libera al contestatissimo fracking del gas da scisti ed all’altrettanto problematico Carbon capture and storage, che la Commissione avrebbe già inserito nel pacchetto 2030.

Avaaz.org spiega che «la Commissione Europea sta mettendo proprio ora nero su bianco gli obiettivi per tutta l’UE  sulle emissioni di CO2 e sulle energie rinnovabili fino al 2030! E’ un accordo dall’impatto enorme, poiché delle regole forti a livello europeo avrebbero un effetto domino su Cina, Usa e altri paesi, al fine di raggiungere un accordo globale sul clima il prossimo anno. Un accordo al ribasso non solo renderebbe inevitabile il fallimento del vertice di Parigi, ma sarebbe anche una enorme opportunità persa per l’Europa di diventare un leader mondiale nel settore della green economy. In questo momento il commissario europeo Antonio Tajani è uno dei personaggi chiave che si oppongono all’accordo. Ma il suo mandato si esaurirà tra qualche mese, e volendo tornare a fare politica in Italia, guarda con grande attenzione l’opinione pubblica in Italia».

L’organizzazione specializzata nelle petizioni su grandi e piccoli temi, spesso di carattere ambientale, sottolinea che «tutto questo significa che per evitare uno scontro politico, la Commissione farà partire i negoziati partendo da un compromesso di basso livello che consenta di raggiungere un accordo velocemente. Ma possiamo cambiare la situazione se mostreremo che c’è questa debolezza avrà delle ripercussioni di immagine pubblica. Tajani sostiene che un taglio ambizioso delle emissioni di CO2 danneggerà l’industria dell’Ue. Ma molti esperti dicono l’opposto e cioè che, questo accordo è fondamentale per sbloccare decine di migliaia di investimenti per le industrie a basso impatto ecologico, che usa l’innovazione per spingere l’occupazione e la crescita economica. Non riusciremo a evitare gli effetti più drammatici del cambiamento climatico se lasceremo che i nostri leader la passino liscia nel fissare degli obiettivi che semplicemente non sono utili. La nostra comunità ha giocato un ruolo fondamentale nel far cambiare la politica sul clima in paesi chiave come Brasile, Germania e Giappone. Ora abbiamo una grande battaglia in Europa, facciamo il possibile per vincerla!».

I negoziati sono in corso a Bruxelles e non mancano fortissime pressioni politiche del “Patto di Varsavia” capeggiato da Gran Bretagna e Polonia e delle lobby economiche/mediatiche.  Avaaz.org ribatte che ci sono pochi giorni per convincere Tajani e la Commissione Ue e lancia l’appello per il rush finale: «Sommergiamolo di messaggi per mostrargli con quanta forza i cittadini chiedono che venga trovato questo accordo per salvare il pianeta».

Per firmare la petizione on-line:  

http://www.avaaz.org/it/save_eu_climate_legacy_it_sam/?bgrntdb&v=34526