Obama taglia il 30% delle emissioni delle centrali elettriche Usa: è una buona notizia?

[3 giugno 2014]

Il presidente Usa Barack Obama ha dato il via libera all’Environmental Protection Agency  (Epa) per proporre il Clean Power Plan che per la prima volta taglia le emissioni di CO2 dalle centrali elettriche esistenti, la più grande fonte di inquinamento di carbonio negli Stati Uniti.

La direttrice dell’Epa Gina McCarthy ha sottolineato che «Il cambiamento climatico, alimentato dall’inquinamento da anidride carbonica, potenzia i rischi per la nostra salute, la nostra economia e il nostro modo di vita. L’Epa sta fornendo un pezzo fondamentale del Piano d’azione sul clima del presidente Obama, proponendo un Clean Power Plan che ridurrà il dannoso inquinamento di carbonio proveniente dalla nostra più grande fonte: le centrali elettriche. Sfruttando le fonti energetiche più pulite e tagliando gli sprechi energetici, questo piano ripulisce l’aria che respiriamo, mentre aiuta a rallentare il cambiamento climatico in modo da poter lasciare un futuro sano e sicuro per i nostri bambini. Non dobbiamo scegliere tra un’economia sana e una ambiente sano:  la nostra azione saprà affinare il vantaggio competitivo dell’America, stimolare l’innovazione e creare posti di lavoro».

Anche la commissaria all’azione climatica dell’Unione europea, Connie Hedegaard ha definito un passo avanti il Piano Epa: «Questa norma proposta è l’azione più forte mai adottata dal governo degli Stati Uniti per combattere il cambiamento climatico, che è una buona notizia e dimostra che gli Stati Uniti stanno prendendo sul serio il cambiamento climatico. Se attuata come previsto, questa misura aiuterà il Paese a raggiungere il suo obiettivo sulle emissioni per  il 2020. Questo, naturalmente, manda un segnale positivo in vista della conferenza di Parigi del prossimo anno per finalizzare un nuovo accordo globale sul clima. Ma per realizzare a Parigi quel che è necessario per rimanere al di sotto di un aumento di 2° C della temperatura globale, tutti i Paesi, compresi gli Stati Uniti, devono fare ancora di più di quello che indica questa traiettoria di riduzione. Tuttavia, questo è un passo importante per un’amministrazione e il Presidente ha veramente investito politicamente nella lotta al cambiamento climatico».

Il piano di Obama presentato un anno fa prevede entro il 2030 di: Tagliare le emissioni di CO2 dell’industria energetico del 30% rispetto ai livelli del 2005, pari alle forniture elettriche più della metà delle case Usa in un anno; ridurre di oltre il 25% l’inquinamento del particolato e di ossidi di azoto, biossido di zolfo; evitare fino a 6.600 morti premature, fino a 150.000 attacchi di asma nei bambini, e fino a 490.000 giornate di lavoro o scuola perse, con benefici fino a 93 miliardi dollari  per  la salute pubblica; ridurre la bolletta elettrica di circa l’8% aumentando l’efficienza energetica e riducendo la domanda.

E’ un provvedimento molto atteso dalle associazioni ambientaliste, che ora esultano. Sierra Club dice che «Questo nuovo standard, che è una parte fondamentale del Piano d’azione sul clima del Presidente, ripulirà le industrie che fanno la parte del leone nell’inquinamento da carbonio nel nostro Paese. Le nuove protezioni aiuteranno a ridurre l’inquinamento atmosferico ed altri pericoli per la  vita tra i quali il mercurio, la fuliggine e smog. Queste protezioni faranno in modo che i nostri bambini e le nostre comunità così come la forza possono prosperare».

Secondo Frances Beineke, presidente del Natural Resources Defense Council (Nrdc), l’amministrazione Obama ha annunciato un importante passo avanti per «Salvaguardare la nostra salute e proteggere le generazioni future dal cambiamento climatico incontrollato. Per la prima volta, gli Usa fissano un limite nazionale su quanto inquinamento di carbonio può essere rilasciato dalle centrali elettriche esistenti. Questa è la cosa più importante che la nostra nazione può fare adesso per combattere il cambiamento climatico. Le centrali elettriche emettono il 40% di tutto l’inquinamento da carbonio in questo Paese. Gli Usa limitano il mercurio, l’arsenico e la fuliggine dalle centrali elettriche. Eppure, sorprendentemente, non c’erano limiti nazionali sulla quantità di inquinamento da CO2 che questi impianti possono scaricare nella nostra atmosfera. Questo non era giusto, e l’Environmental Protection Agency sta facendo qualcosa al riguardo. Onorando il suo obbligo ai sensi del Clean Air Act per salvaguardare gli americani dall’inquinamento pericoloso».

L’Nrdc incoraggerà L’Epa ad approvare limiti definitivi più forti possibili quando l’agenzia emetterà le norme finali di carbonio nel 2015, intanto la Beineke è convinta che «La maggior parte degli americani sono pronti per una forte azione per il clima. Secondo un sondaggio di aprile dello Yale Project on Climate Change Communication, l’opinione pubblica sostiene misure del governo per limitare l’inquinamento di carbonio con un margine di 2 ad 1». Infatti il 67% degli americani, ma anche il 53% degli elettori repubblicani sono a favore degli sforzi dell’Epa per ridurre l’inquinamento da CO2 dalle centrali elettriche ed una percentuale ancora maggiore vede con favore lo sviluppo dell’energia eolica e del fotovoltaico.

Ma l’Nrdc non si nasconde che «Tuttavia i grandi inquinatori ed i loro alleati nel Congresso stanno già attaccando i limiti del carbonio e sostenendo che l’America non può produrre energia senza sporcare la nostra aria e destabilizzando il nostro clima. Sappiamo che non è vero. La nostra nazione ha l’ingegno per affrontare la crisi climatica e siamo già sulla strada. Ma non dobbiamo lasciare che le comagnie del petrolio, gas e carbone ostacolino la strada del progresso. Lo dobbiamo ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli, di affrontare subito  il cambiamento climatico».

Anche Greenpeace, un’associazione di solito non molto tenera con il presidente Usa, ammette che  «Il piano dimostra che il presidente Obama fa sul serio nel portare il settore energetico fuori dal carbone e verso le energie rinnovabili (…) Questo è un buon inizio, anche se l’amministrazione potrebbe e dovrebbe rafforzare tali obiettivi considerevolmente».

Greenpeace cita il suo rapporto  Energy [R]evolution uscito a maggio che dimostra che, tecnicamente, «Il settore energetico degli Stati Uniti potrebbe raggiungere quasi il doppio delle riduzioni proposte nel regolamento. Eppure, il presidente sta inviando un chiaro segnale alle utilities che gestiscono le  centrali elettriche e ci vendono la nostra energia elettrica che la sua amministrazione si aspetta che loro abbandonino il carbone per l’energia eolica e solare e l’uso più efficiente dell’energia. Le utilities ora sono di fronte a una scelta: possono aggrapparsi al passato, guardare indietro e combattere i nuovi limiti per il  carbonio. Oppure possono andare avanti e abbracciare l’energia rinnovabile come chiedono molti dei loro clienti».  Ma intanto i front groups che rappresentano le utilities – come l’ American Legislative Exchange Council –  e i King Carbon hanno già scatenato una campagna contro l’Epa e le energie rinnovabili che metterebbero in pericolo il lavoro degli americani e Greenpeace accusa  Duke Energy, la più grande utility Usa, di boicottare eolico e solare. Un modello antiquato di business che la mossa di Obama rischia di mettere fuori gioco, perché  la sfida dell’energia rinnovabile è stata accettata da giganti come Apple, Facebook e Google.

Greenpeace conclude: «i nuovi regolamenti del Presidente Obama possono aiutare a metterci su questa strada. La palla è ora nel campo delle aziende elettriche. La respingeranno, urleranno e citeranno in giudizio mentre i loro modelli di business cadono a pezzi e il nostro clima diventa sempre più pericoloso? O sapranno adattarsi ed accogliere l futuro, come fanno le imprese intelligenti fanno? Il tempo ce lo dirà».

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