Olanda: proposta di legge per ridurre del 95% le emissioni di gas serra entro il 2050

Jesse Klaver, di GroenLinks: «E’ la legge sul clima più ambiziosa al mondo»

[28 giugno 2018]

Una coalizione interpartitica olandese – GroenLinks, PvdA, SP, D66, ChristenUnie, VVD e CDA – di diversi orientamenti politici ha presentato una proposta per una legge nazionale sul clima che comprende una riduzione delle emissioni di gas serra del 95% entro il 2050. Quindi, la sesta economia più grande dell’Unione europea si unisce agli altri leader climatici  mondiali fissando uno degli obiettivi più ambiziosi al mondo in materia di riduzione delle emissioni di gas serra.

Jesse Klaver, leader di GroenLinks, ha sottolineato che «L’accordo di Parigi è stato rivoluzionario per il mondo. La legge olandese sul clima è rivoluzionaria per i Paesi Bassi. Per più di 25 anni il mio Partito ha combattuto il riscaldamento globale. Oggi sette partiti, con una vasta gamma di ideologie politiche, si è trovata d’accordo su una legge olandese sul clima, che è attualmente la legge sul clima più ambiziosa al mondo».

Ala coalizione olandese sono arrivati i complimenti di Christiana Figueres, ex segretario esecutivo dell’United Nations framework convention on climate change (Unfcc) ed attuale Convener di Mission 2020: «La bozza di legge sul clima olandese è un esempio ispiratore di leadership sull’azione climatica: la proposta ha un sostegno trasversale e indica un chiaro senso di direzione per l’economia e la società. I Paesi Bassi stanno diventando un punto di riferimento globale per la legislazione sul clima, con un ambizioso obiettivo a lungo termine e un regular ratchet-mechanism in linea con l’Accordo di Parigi. E’incoraggiante vedere che è in programma anche l’azione per eliminare gradualmente lo sfruttamento del carbone e del gas. Altri Paesi possono seguire questo entusiasmante approccio»

Il progetto di legge olandese comprende diversi aspetti previsti dall’Accordo di Parigi del 2015: un obiettivo vincolante a lungo termine di riduzione delle emissioni del 95% dei gas serra entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990; un obiettivo intermedio ambizioso che prevede una riduzione del 49% delle emissioni di gas serra entro il 2030;  una revisione periodica: a partire dal 2019, il governo olandese sarà obbligato a presentare piani climatici aggiornati ogni 5 anni. Un processo che comprende la fissazione di obiettivi successivi in linea con il meccanismo di revisione previsto dell’accordo di Parigi.

Inoltre, i Paesi Bassi, inoltre, stanno già dimostrando di essere leader climatici, visto che hanno deciso di chiudere tutte le loro centrali a carbone entro il 2030 e che hanno annunciando la cessazione della produzione di gas a Groningen entro il 2030.

Ma il  direttore esecutivo di Greenpeace Nederland, Joris Thijssen, non è soddisfatto: «Prendendo in considerazione una legge sul clima ampiamente sostenuta, i Paesi Bassi dimostrano che la battaglia contro il cambiamento climatico è mortalmente seria. Ma, rispetto al testo originale, fa due passi indietro: l’obiettivo è stato aggiustato dal 55% al ​​49% e scritto in modo più “libero”, non così rigoroso come speravamo. Questo è deludente e non allineato con le ambizioni del “governo  più verde di sempre”».

Secondo Bert Metz, fellow all’European Climate Foundation ed ex co-presidente dell’Ipcc III Working Group III on mitigation on climate change, «Un obiettivo di riduzione del 95% per tutti i gas serra entro il 2050 rispetto al 1990 è coerente con l’obiettivo ” ben inferiore a 2 gradi “dell’Accordo di Parigi, ma non è ancora sufficiente a limitare il riscaldamento a 1,5 gradi, come previsto anche nell’Accordo di Parigi. Per gli 1,5°,  sarebbe più appropriato l’obiettivo net zero di gas serra entro il 2050. L’obiettivo 1.5 ridurrebbe significativamente il rischio di cambiamento climatico, anche per l’Europa. Ciò vale per il danno economico complessivo, la perdita di biodiversità, gli impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico associato ai combustibili fossili, l’innalzamento del livello del mare, in particolare nelle prossime centinaia di anni, e molti altri aspetti che riguardano la società e la natura».

Il progetto di legge è in linea con l’invito rivolto all’Unione europea da Italia, Olanda, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito a impegnarsi maggiormente,. oltre agli impegni già assunti, per combattere i cambiamenti climatici,. I 14 ministri dell’ambiente di questi Paesi invitano a Commissione europea a garantire che la sua nuova strategia a lungo termine sul clima contenga sia un percorso per azzerare le emissioni di gas serra Ue entro il 2050 e che serva a limitare l’aumento del riscaldamento globale ai 1,5° C. Inoltre, hanno esortato la Commissione Ue ad allineare il suo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 con questi percorsi più ambiziosi di riduzione delle emissioni a lungo termine.