Zari (Conaf): «Trend preoccupante che impone approfondite riflessioni»

Olivi toscani e cambiamenti climatici, l’impatto sul territorio

Il clima che cambia tra le cause del flop produttivo dell’ultimo anno nell’olivicoltura senese

[16 aprile 2015]

La vicepresidente del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali (Conaf),Rosanna Zari, che modererà il convegno “Olivo e colture toscane in relazione ai cambiamenti climatici, sfide e strategie” del 17 aprile a Radicondoli (Si), ricorda che «Le colture rappresentano un valore aggiunto economico e sociale per il territorio» e sottolinea che «L’obiettivo per l’olivicoltura senese è non ripetere annate tragiche come quella dello scorso anno che ha falcidiato il settore sia in termini produttivi sia economici».

Secondo la Zari «E’ fondamentale valorizzare la coltura dell’olivo. Come? Prima di tutto attraverso analisi approfondite sui fenomeni in corso: i cambiamenti climatici e le temperature medie sempre più elevate degli ultimi inverni, che stanno favorendo il proliferarsi di attacchi di mosca dell’olivo, sono la causa principale di annate olivicole “drammatiche” nel territorio senese come quella del 2014. Ultimi anni che fanno segnare un trend in questa direzione che impongono analisi agronomiche approfondite, sui tipi di cultivar delle varietà di olivo, di “lotta integrata” e trattamenti da compiere nelle diverse fasi di vita della pianta. Salvaguardare le produzioni principali come olivo, vite e cereali significa creare economie a livello locale, che diversamente non sarebbero possibili in territori come quello di Radicondoli, ma il concetto è valido per gran parte della provincia. Valorizzare le produzioni agricole significare dare un valore aggiunto all’ambiente, all’economia turistica ed al tessuto sociale delle nostre campagne, evitando l’abbandono delle stesse andando incontro a probabili dissesti idrogeologici come, purtroppo, sta già avvenendo».

Al convegno di Radicondoli sugli olivi e il clima si parlerà anche di colture alternative a quelle tradizionali che possono avere un futuro nel senese e in Toscana.

Monica Coletta, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Siena interverrà sulla “Pianificazione territoriale e sviluppo rurale 2015-2020”, valutando «azioni e interventi per difendere ed aiutare le imprese agricole e gli operatori del settore; per definire le interazioni e le strategie conseguenti alle nuove condizioni climatiche, valutando le opportunità offerte dal nuovo PSR 2015/2020; per avere maggiori strumenti per la valorizzazione del nostro principale partner, il territorio».

Giacomo Tagliaferri, del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Biometereologia Firenze, parlerà di “Effetto serra, cambiamenti climatici e impatti sull’agricoltura”; Franco Rossi, dell’Associazione Italiana Conoscere l’Olio d’Oliva illustrerà la “Necessità di tutela dell’olivicoltura per l’eccellenza dell’olio”; Marco Garosi, della confederazione italiana agricoltori di Radicondoli porterà un contributo sul tema “Olivicoltura, governo del territorio collinare, risorsa di qualità in mercato di quantità”; Paolo Bucelli, agronomo ed ex dirigente della Provincia di Siena, parlerà delle “Prospettive economiche della filiera olio, PIF”; Fabio Primavera, agronomo, delle “Nuove colture, prospettive di sviluppo nelle colline toscane”; Monica Coletta, presidente Ordine degli Agronomi e Forestali di Siena di “Pianificazione territoriale e sviluppo rurale 2015-2020”.