Realacci: «Aziende che investono in green economy sono quelle che esportano e assumono di più»

Ora della Terra, si spengono anche San Pietro, moschea e sinagoga di Roma (VIDEO)

Wwf: «La sfida climatica è anche una grande questione morale»

[27 marzo 2015]

La nona edizione di Earth Hour – Ora della Terra domani sera inizierà alle ore 20.30 delle Isole Samoa (ore 8.30 italiane), dal lato opposto della Terra, e la “grande “ola del buoio” proseguirà lungo tutti i fusi orari fino a raggiungere le 20.30 italiane per poi proseguire in direzione dell’Atlantico.  Earth Hour, farà il giro del mondo e si concluderà domenica alle 7.30 nelle isole Cook. Quest’anno è stato raggiunto un nuovo record: 172 Paesi e Territori nel mondo hanno confermato la partecipazione, comprese le aree sempre più colpite dagli eventi climatici estremi come le Filippine, le Maldive e il Madagascar insieme a paesi chiave per le soluzioni come Brasile, Stati Uniti e Cina. Si spegneranno la Torre Eiffel, il Golden Gate di San Francisco e altri luoghi simbolo, tra cui 40 siti Unesco, come l’Acropoli di Atene e il castello di Edimburgo e la Valle dei Templi Agrigento.

In Italia sono 323 i comuni che hanno aderito ufficialmente, con 400 spegnimenti di luoghi e simboli totali e Bruno Valentini, presidente della commissione ambiente e territorio dell’Associazione Nazionale Comuni Italia, ha a sottolineato che «L’ANCI ha aderito con entusiasmo alla campagna Earth Hour promossa dal WWF , un importante momento  di mobilitazione rispetto ai cambiamenti climatici.  In vista del vertice sul clima di Parigi   in programma il prossimo dicembre, tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale post 2020,  è ancor più importante testimoniare l’impegno delle comunità locali, quali nodi cruciali per le  politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, data la densità abitativa e la scarsa flessibilità delle infrastrutture presenti sul territorio. Sono ben 323 i Comuni che partecipano attivamente a questa giornata, che riteniamo possa essere  un’occasione per evidenziare a Governo e istituzioni  l’impegno dei territori che già si stanno muovendo nella corretta direzione».

A Roma si spegneranno simbolicamente anche i luoghi di culto delle tre principali religioni monoteiste: la cupola della basilica di San Pietro, la grande moschea di Roma e la sinagoga. Secondo il Wwf «Lo spegnimento di questi simboli religiosi testimonia l’importanza morale che la sfida del cambiamento climatico rappresenta in quanto minaccia per il creato e per l’umanità; rappresenta anche la  compassione,  la  saggezza  e  la  leadership  millenaria che  l’umanità  nel  suo  complesso  ha saputo esprimere. Prendersi  cura e  rispettare la  Vita  sono elementi  centrali per ogni fede sulla Terra. Eppure  oggi  si  mette a repentaglio la vita  sulla  Terra con  emissioni pericolosamente elevate di  gas serra che destabilizzano  l’equilibrio  climatico  globale,  fanno  salire  la  temperatura,  inacidiscono  gli  oceani  ed espongono l’umanità e  tutte le creature viventi a  rischi inaccettabili. Gli effetti  del riscaldamento globale già colpiscono le vite, i mezzi di sussistenza e i diritti dei più poveri ed emarginati, e quindi le popolazioni più vulnerabili. Coloro che hanno meno responsabilità nelle azioni che hanno provocato e provocano il cambiamento climatico sono quelli più colpiti. Inoltre, il pericolo degli effetti più disastrosi grava sulle future generazione, minacciando le fondamenta della civilizzazione umana. Tutto questo è moralmente ingiusto.Di qui anche il sostegno e la partecipazione a un’iniziativa come Earth Hour, che unisce tutte le persone e i popoli, chiamandoli  prima di tutto a prendersi  cura  della  Terra e diventare protagonisti del cambiamento per “cambiare il cambiamento climatico”;  e poi a chiedere  vero impegno e capacità di visione e di speranza a tutti i Governi e tutti gli Stati, perché il 2015 deve essere l’anno delle decisioni concrete, eque ed efficaci, l’anno in cui si comincia ad agire».

Il Wwf, nell’anno di Expo 2015, ha scelto come luogo simbolo l’Expo Gate, con il Castello Sforzesco, e il Wwf sottlinea che «Il luogo simbolo è stato scelto in quanto i cambiamenti climatici impattano direttamente sulle produzioni agricole e mettono a rischio l’approvvigionamento di cibo per il futuro, specie nelle zone più povere e/o intensamente popolate: accelerano, infatti, la crescita e la fioritura di alcune specie, modificando i calendari agricoli e le pratiche della viticoltura; favoriscono la diffusione di patogeni e di specie nocive alle colture su ampie aree geografiche; causano un impoverimento delle risorse idriche e della stessa disponibilità di terra agricola. L’agricoltura e l’intero settore agro-alimentare utilizzano l’80% del totale delle acque dolci che l’umanità sottrae ai cicli naturali,  rappresentano il 30% della domanda totale di energia e causano dal 12 al 30% delle emissioni mondiali di gas serra. Con le  esigenze di crescita della produzione globale di cibo per fare fronte ad una popolazione umana crescente (dagli attuali oltre 7.2 miliardi di abitanti ai 9.6 miliardi previsti per il 2050) il settore agro-alimentare  rischia di avere un impatto profondo e senza precedenti sui sistemi naturali del nostro pianeta. Per l’immediato futuro è fondamentale puntare su un’agricoltura che rientri finalmente nei cicli naturali e nei loro processi circolari e che non li distrugga, un’autentica ecoagricoltura che rispetti e curi i suoli e la loro ricchezza di vita, che rispetti e curi le acque, che rispetti e curi le colture locali; occorre abbandonare un modello industriale ed intensivo che ha favorito l’omogenizzazione genetica, sfavorendo la diversità e la capacità di resistenza e di resilienza delle produzioni alimentari, e favorendo invece gli sprechi, gli scarti e l’inquinamento. Oggi nel mondo si sprecano ogni anno 400 miliardi di dollari di cibo: non possiamo più permettercelo».

Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera, ha detto: «Mi auguro che anche quest’anno la mobilitazione l’Ora della Terra promossa dal WWF in tutto il mondo  contro  i mutamenti climatici si confermi un successo globale e che il gesto simbolico di spegnere le luci dalle 20.30 alle 21.30 di domani serva a ricordare a cittadini, istituzioni e opinione pubblica internazionale come il risparmio energetico sia una leva fondamentale, gratuita e subito disponibile per contribuire agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e anche alla riduzione delle bollette. Un’iniziativa la cui importanza è amplificata dal fatto che arriva a circa nove mesi dal vertice Onu  di Parigi, che sarà una tappa fondamentale nei negoziati verso il nuovo accordo globale sul clima per il dopo 2020, e alla quale aderiscono significativamente anche il Quirinale e la Camera. Oltre ad essere una priorità, contrastare i mutamenti climatici è anche un’occasione per creare lavoro e nuova economia. Non a caso proprio le nostre aziende che hanno investito sulla green economy sono quelle che esportano di più e assumono di più. Secondo una recente indagine di Symbola e Unioncamere, infatti, già oggi esiste un’Italia green che è fatta dal 22% delle imprese, che crea occupazione e ricchezza.  Una percentuale che sale al 33% nella manifattura, dove il 25.8% delle imprese eco-investitrici ha visto crescere il fatturato nel 2013. Sempre le imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti sono più forti nell’export: il 44% esporta stabilmente, contro il 24% di quelle che non investono verde, e sono collegati alla green economy il 61% dei nuovi posti di lavoro prodotti lo scorso anno».

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