A rischio anche i merluzzi dell’Artico

Orche e squali si mangeranno gli orsi polari?

Orche e squali della Groenlandia potrebbero attaccare meglio anche foche, beluga, balene franche, narvali

[20 dicembre 2016]

I cambiamenti climatici stanno già costringendo gli orsi polari (Ursus maritimus) a fare i conti con l’arretramento della banchisa ghiacciata dell’Artico, dove cacciano le loro prede preferite: le foche, ma ora da predatori all’apice dell’ecosistema artico potrebbero diventare prede di orche  (Orcinus orca) e squali della Groenlandia (Somniosus microcephalus).

Infatti, mentre il ghiaccio si ritira a velocità sempre più preoccupante, gli orsi polari sono costretti a nuotare su distanze sempre più lunghe per raggiungere il ghiaccio dove si riproducono le foche, questo li rende vulnerabili agli attacchi  delle orche e squali della Groenlandia, o eqalussuaq come li chiamano gli Inuit, che invece si stanno spostando sempre più a nord grazie al riscaldamento globale che libera dai ghiacci aree sempre più vaste di mare.

Kit Kovacs, una biologa norvegese che insegna al Norsk Polarinstitutt, ha trovato una mascella di un orso polare nello stomaco di uno squalo, anche se non è chiaro se lo squalo abbia ucciso l’orso o se fosse già morto quando l’ha mangiato.

Le orche mangiano anche foche, beluga (Delphinapterus leucas), balene della Groenlandia (Balaena mysticetus) e narvali (Monodon monoceros ), che perà non riescono a cacciare per gran parte dell’anno perché sono protetti dal ghiaccio marino. Infatti, le orche evitano il ghiaccio perché danneggia le loro lunghe pinne, ma con la scomparsa del ghiaccio per questi intelligentissimi cetacei si aprono nuovi sconfinati territori di caccia e fra 15 – 20 anni quando il ghiaccio marino artico potrebbe essere completamente scomparso, il destino di queste specie potrebbe essere segnato

Sull’International Business Times Mark Piggott fa l’esempio della Baia dell’ Hudson, dove si rifugiano 57.000 balene per sfuggire agli attacchi delle orche e che con lo scioglimento dei ghiacci verrebbe aperto agli attacchi delle orche.

Steve Ferguson, dell’università del Manitoba, intervenendo alla conferenza scientifica ad ArticNet,  ha detto che «Alla fine, le orche potrebbero trovarsi in cima alla catena alimentare della regione artica, cosa che sarebbe una notizia ancora più cattiva per gli orsi, la cui popolazione si prevede che scenderà di un terzo entro il 2050» .

Inoltre, lo scioglimento della banchisa polare sta avendo un forte impatto su creature più piccole come il merluzzo polare (Boreogadus saida) che trascorre gran parte della fase iniziale della sua esistenza sotto il ghiaccio, protetto dai predatori.

Come ha detto la Kovacs a The Times, «I merluzzi polari costituiscono l’80% della dieta delle foche dagli anelli (Pusa hispida), che sono principale preda degli orsi polari. Quindi, se il ghiaccio s ne va, lo farà anche il pesce. Questo significa che le foche moriranno di fame e così fanno gli orsi».

Le orche e gli squali della Groenlandia rischiano così di diventare gli involontari becchini del cambiamento climatico e dello sconvolgimento ambientale e della catena alimentare che l’uomo ha causato nell’Artico.