Papa Francesco approva la petizione sul clima ai leader mondiali (FOTOGALLERY)

Mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5° C e per aiutare i poveri e vulnerabili

[18 maggio 2015]

Dopo aver dichiarato che per quanto riguarda i cambiamenti climatici c’è un «Chiaro, definitivo e ineludibile imperativo etico ad agire», Papa Francesco ha esortato i cattolici di tutto il mondo a firmare una nuova petizione che invita i leader mondiali a limitare il riscaldamento globale a 1.5 gradi centigradi, come già chiesto dalla dichiarazione episcopale di Lima 2014.  Nella petizione Gccm ai leader mondiali che ha avuto l’appoggio del Papa si legge:  «Il cambiamento climatico ci colpisce tutti, però soprattutto i più poveri e vulnerabili. Spinti dalla nostra fede cattolica, vi imploriamo di ridurre drasticamente le emissioni di carbonio perché l’aumento della temperatura globale non superi la pericolosa soglia di 1,5° C  e per aiutare i Paesi più poveri a resistere agli impatti del cambiamento climatico».

Il Papa ha dato il suo consenso ad una petizione che richiede un’azione sul clima molto più audace di quella prevista dagli accordi internazionali in discussione dopo aver incontrato in vaticano il nuovo Global Catholic Climate Movement  (Gccm), una rete internazionale di oltre 100 organizzazioni cattoliche, nata  per mettere in atto le esortazioni del Papa e della Chiesa sulle questioni ambientali.

Il problema che è sporto è che il Papa non può firmare una petizione e quindi ha chiesto al cerimoniere pontificio, Monsignor Guillermo Karcher, di firmare la petizione a suo nome per sottolineare la sua approvazione e incoraggiare tutti i cattolici a firmarla. Un atto che è un altro segnale del fatto che il Papa vuole che i cattolici diano una risposta attiva ai cambiamenti climatici.

Tomás Insua, l’argentino co-fondatore del Gccm che ha presentato in Piazza San Pietro la petizione a Bergoglio, spiega che «Papa Francesco era molto favorevole il lavoro che stiamo facendo per impegnare i cattolici di tutto il mondo in una risposta coordinata ai cambiamenti climatici. Il Papa ha anche scherzato sul fatto che eravamo in competizione con la sua enciclica. La sua approvazione del nostro lavoro è estremamente importante per sensibilizzare gli ambienti cattolici a livello globale e di raccogliere più firme».

Le firme saranno presentate  ai leader mondiali a dicembre, alla Conferenza delle parti Unfccc di Parigi.

Insieme ad Insua c’era anche il keniano  Allen Ottaro, direttore di Cynesa e co-fondatore del Gccm, che ha ribadito: «Il sostegno di Papa Francesco alla petizione è molto importante in quanto il cambiamento climatico è una questione morale grande ed urgente. Il cambiamento climatico colpisce prima e più duramente i più poveri e lascerà un’eredità inutilmente terribile alle generazioni future. Noi cattolici dobbiamo intensificare la battaglia contro i cambiamenti climatici e alzare forte la nostra voce per chiedere ai leader politici di agire  con urgenza. Incoraggio tutti a firmare la petizione sul nostro sito web».

Il Papa Il Papa ha anche donato agli attivisti del Gccm il libro “Energia del Sole in Vaticano”, per sottolineare l’impegno della Santa Sede per le energie rinnovabili come strumento per affrontare la crisi del cambiamento climatico.

L’obiettivo del Gccm è più ambizioso di quello dei colloqui climatici internazionali in corso ed ha adottato cme punto di riferimento un obiettivo massimo di aumento delle temperatire globali di 1,5° C, cioè quello che chiedono i piccoli Stati insulari e molti Paesi poveri e vulnerabili ai cambiamenti climatici, «Perché si tratta di una convenzione accettata ed offertaci dagli  scienziati e da molti altri in tutto il mondo – spiega Bill Patenaude, uno dei fondatori del Gccm –  Quel grado e mezzo di energia termica è l’ammontare di  riscaldamento che si presume sia il massimo prima che i sistemi globali di inizino a mutare ancora più drammaticamente di quanto la gente di tutto il mondo stanno già osservando. I leader mondiali non possono modificare ogni variabile che influenza le temperature globali, ma possono contribuire a costruire un mondo con meno gas serra scaricati dalle scelte di vita di tanti (come me). Ed anche se non accetti la scienza del cambiamento climatico, la riduzione delle emissioni non è comunque una buona cosa? Certo, molte persone accettano la scienza del cambiamento climatico. Non lo fanno perché sono climatologi, ma perché sono i pescatori, agricoltori, birdwatchers, coltivatori ed hanno altre vocazioni che richiedono loro di tenere traccia dei cicli della natura. Queste persone stanno notando cambiamenti. E quello che stanno notando è coerente con ciò che accade quando l’atmosfera contiene ancor di più energia termica se il cambiamento è un po’ caotico, come ci si aspetterebbe da un sistema complesso come un pianeta. Poi, naturalmente, ci sono posti come le Filippine, che sono stati ripetutamente preso a pugni da violente tempeste. E ci sono luoghi che hanno visto un aumento dell’intensità delle precipitazioni ed altri una diminuzione. Tutto questo (e molto altro) ha spinto alla necessità di essere ascoltati e di fare qualcosa e di esigere che i nostri leader agiscano. Questa esigenza è in crescita, perché così tante persone sentono che non hanno modo di contribuire soluzioni ad un problema grande e spaventoso».

Papa Francesco riprende le suggestioni dei suoi predecessori sul cambiamento climatico e l’ambiente, ma lo fa con un piglio più deciso e coinvolgente, ma anche innalzando il livello scientifico, come con il vertice alto livello sul cambiamento climatico di due settimane fa della Pontificia accademia delle scienze in Vaticano, l nella cui dichiarazione finale si legge che «I cambiamenti climatici indotti dall’uomo sono una realtà scientifica, e la loro decisiva mitigazione è un imperativo morale e religioso per l’umanità». L’enciclica di Papa Francesco sull’ecologia che dovrebbe essere pubblicata a giugno darà sicuramente un ulteriore impulso all’attivismo cattolico sui temi ambientali e climatici.