Molto bene Verdi e socialdemocratici, bene sinistra e liberaldemocratici, male il Partito Popolare, pessimi gli eco-scettici

Parlamento europeo, ambiente ed energia sono cose di sinistra?

[24 aprile 2014]

Dal 22 al 25 maggio 503,7 milioni di europei sono chiamati ad eleggere i 751 eurodeputati del nuovo Parlamento europeo, ma come si sono comportati i grandi gruppi politici nella legislatura 2009-2014 nelle votazioni che hanno riguardato l’ambiente? Lo spiega “Ranking European Parliamentarians on Climate Action” un rapporto nel quale Climate Action Network (Can) Europe analizza  la partecipazione dei partiti e degli eurodeputati eletti in ogni Paese membro dell’Ue alle votazioni su clima ed efficienza energetica. Il lodevole dossier sconta purtroppo il fatto di essere stato redatto da un’associazione che – come si intuisce facilmente dal nome – ha il suo focus sui cambiamenti climatici, ma evidentemente non ha molto da dire riguardo a quelle votazioni che hanno in qualche modo influito sulla gestione delle risorse naturali non energetiche, i flussi di materia. Soprattutto, è avvilente che nessun altro network abbia apparentemente deciso di dedicare attenzione al tema, parte fondamentale di qualsiasi riflessione compiuta sulla sostenibilità. Ma si tratta probabilmente solo di un riflesso condizionato dallo stato d’attenzione dell’opinione pubblica e politica, tristemente ancora basso per quanto attiene i flussi di materia.

Comunque sia, il dossier Can è unico nel suo genere perché prende in esame le prestazioni degli europarlamentari  e delle forze politiche rappresentate nel Parlamento europeo basandosi esclusivamente sui dati legati ai ai cambiamenti climatici e l’energia, in particolare sulle 10 più importanti votazioni su  clima ed energia dell’ormai conclusa legislatura europea che hanno riguardato questioni come l’EU Emissions Trading Scheme, il  Mechanism for Monitoring and Reporting emissions, gli obiettivi per le energie rinnovabili e il risparmio energetico per il 2030,  i target per il 2020 di riduzione delle emissioni di gas serra e quello per il 2030, le politiche per le energie rinnovabili e quelle per il risparmio energetico, il sostegno europeo ai negoziati internazionali sul clima, l’integrazione del cambiamento climatico nello politiche per lo sviluppo dell’Ue e la partecipazione alla finanza climatica internazionale.

Wendel Trio, direttore di Can Europe, ha  sottolineato che «La azioni per il clima sono più eloquenti delle parole e questa analisi permette alle persone di vedere esattamente ciò che i partiti politici nazionali ed i loro deputati hanno sostenuto durante il loro mandato al Parlamento europeo. Questo strumento consentirà alla società civile ed ai singoli cittadini sia di sfidare che votare i partiti ed i deputati che sosterranno il progresso di più ambiziose politiche climatiche e energetiche europee per il 2030 e oltre».

Peggio dei padani della Lega nord  (8% di presenze) fanno, con lo 0% il Front National (3 deputati) che si appresta ad un annunciato successo nel 2014;  Solidarna Polska (4 deputati), gli antieuropeisti di  Mouvement pour la France (1 deputato)  Vlaams Belang, la destra fiamminga (1 deputato) Artikel 50 NL (1 deputato) e il blocco dei partiti anti-europei, populisti  e nazionalisti Britannici; United Kingdom Independence Party (11 deputati); We Demand a Referendum (1 deputato); Democratic Unionist Party – Northern Ireland (1 deputato), British Democratic Party (1 deputato). Tra loro ed i leghisti padani c’è solo il populista Partij voor de Vrijheid olandese con 4 deputati e il 3% di presenze nelle votazioni ambientali ed energetiche.

Fortunatamente ci sono anche dei gruppi parlamentari nazionali che hanno assicurato il 100% di presenze, ma sono quasi tutti ambientalisti o di sinistra: Die Grünen – Die Grüne Alternative (Austria); Socialistische Partij.Anders  e Groen (Belgio); EDEK Kinima Socialdimokraton (Cipro); Socialistisk Folkeparti (Danimarca); Sotsiaaldemokraatlik Erakond Estonia); Partitu di a Nazione Corsa (Francia); Par cilvēka tiesībām vienotā Latvijā (Lettonia); Miljöpartiet de gröna (Svezia).

Tra i gruppi politici del Parlamento europeo il record di presenze “ambientali” spetta, con l’88%, alla Greens/European Free Alliance (Verdi/EFA – 58 parlamentari), seguita dalla Progressive Alliance of Socialists and Democrats (Socialistri & Democratici – 194 parlamentari), del quale fa parte il PD italiano. Punteggio buono, 67% per European United Left – Nordic Green Left (GUE/NGL Partito della Sinistra europea – 35 parlamentari), ma qui pesano cattive performance come quelle del Partito Comunista greco (Kommounistikó Kómma Elládas – 10%) anche se l’unico eurodeputato di  Syriza (Synaspismós Rizospastikís Aristerás) ha l’80% di presenze, cosa che fa ben sperare, visto che il leader della sinistra greca, Alexis Tsipras. capeggerà le liste GUE/NGL che i sondaggi danno in forte ascesa. Attualmente il gruppo non ha nessun eurodeputato italiano.

Buono il giudizio anche per il gruppo Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE  Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa), con il 62% di presenze dei suoi 85 eurodeputati ed al quale aderiscono anche l’Italia dei Valori e il Partito Radicale Italiano che però non ha eurodeputati.

Cattivo il comportamento sui temi ambientali ed energetici  del più grosso gruppo del Parlamento europeo, l’European People’s Party (EPP/PPE Partito Popolare Europeo) che con i suoi 275 parlamentari raggiunge solo il  45% di presenze. Al PPE aderiscono Forza Italia, CDU, Südtilorer Volkspartei.

Male anche il 25% dei 56 deputati dell’European Conservatives and Reformists (ECR) al quale aderisce Susy De Martini di Forza Italia/Conservatori Social Reformatori.

Pessimo il 15% dei 32  anti-europeisti di destra di Europe of Freedom and Democracy (EFD) al quale aderiscono la Lega Nord e Magdi Cristiano Allam che hanno contribuito molto al menefreghismo di questo gruppo per le tematiche dell’ambiente e dell’energia.

Sembra proprio che l’interesse per l’ambiente cali, fino quasi a scomparire, passando da sinistra verso destra e da chi è più favorevole a chi è assolutamente contrario ad una nuova integrazione europea. Anche greenreport.it ha scritto spesso che l’ambiente ed il cambiamento climatico non sono tematiche “di sinistra”, ma nell’attuale Parlamento europeo, fatte le dovute eccezioni, il centro-destra che ha egemonizzato la Commissione Ue ed i rampanti populismi antieuropeisti non sembrano essersene accorti.