«Un forte passo in avanti nella realizzazione degli impegni assunti nel quadro dell’accordo di Parigi»

Parlamento europeo e clima: ridurre le emissioni di CO2 e finanziare l’innovazione low-carbon

Meno permessi ETS di emettere CO2, due nuovi fondi per l’innovazione e la transizione

[7 febbraio 2018]

Il Parlamento europeo ha approvato, con 535 voti favorevoli, 104 contrari e 39 astensioni, una legge per rafforzare le restrizioni Ue sulle emissioni industriali di CO2 e iniziare così a concretizzare gli impegni di Parigi sul clima. In una nota l’Europarlamento sottolinea che «La nuova legge, sulla quale c’è già un accordo informale con i ministri dell’Ue, accelererà il ritiro delle quote di emissione disponibili sul “mercato del carbonio” del sistema Ue di scambio delle quote di emissione (ETS), che copre circa il 40% delle emissioni di gas serra dell’Ue».

La legge approvata dal Parlamento europeo punta anche a prevenire la “rilocalizzazione delle emissioni di carbonio”, «ossia il rischio che le imprese possano delocalizzare la produzione al di fuori dell’Europa, in paesi con regole meno stringenti in materia di riduzione delle emissioni. I settori a più alto rischio riceveranno gratuitamente le loro quote ETS. I settori meno esposti riceveranno gratuitamente un 30% di quote in più».

Il sistema ETS dell’Ue fissa una soglia massima alla quantità totale di gas serra che può essere emessa dai settori interessati dal sistema. All’interno di questa soglia, le imprese Ue ricevono o acquistano “quote di emissioni” (permessi di emettere i CO2) che possono, se necessario, scambiare tra loro.

La relatrice, la conservatrice britannica Julie Girling (Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei) ha detto che «Il sistema Ets rimane la pietra angolare della politica dell’Ue di lotta al cambiamento climatico. Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un aggiornamento ambizioso. L’ETS ha avuto molti detrattori nel corso degli anni. Abbiamo affrontato molti problemi, dal prezzo del carbonio chiaramente troppo basso per far funzionare il mercato, alla difficile questione dell’equilibrio tra la nostra ambizione ambientale e la protezione dell’industria europea ad alta intensità energetica».

Nel nuovo testo si richiede di: «accelerare la riduzione annua delle quote di emissioni messe all’asta (il cosiddetto “fattore di riduzione lineare”) del 2,2% dal 2021, ossia in aumento rispetto al 1,74% previsto attualmente (tale fattore sarà inoltre riesaminato, per aumentarlo ulteriormente, dal 2024); raddoppiare la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS, che serve a eliminare le quote di emissioni in eccesso sul mercato: una volta attivata, la riserva assorbirebbe fino al 24% delle quote in eccesso in ogni asta annuale, per i primi quattro anni, aumentandone il prezzo e incentivando di conseguenza la riduzione delle emissioni».

Inoltre è stato approvato un “fondo di modernizzazione” che «contribuirà a migliorare i sistemi energetici negli Stati membri a basso reddito» e gli eurodeputati hanno approvato delle regole più severe per i finanziamenti Ue, «che non potranno più andare a progetti industriali alimentati a carbone, ad eccezione dei sistemi di teleriscaldamento negli Stati membri più poveri», A questo si aggiunge un fondo per l’innovazione che fornirà sostegno finanziario per i progetti sulle rinnovabili, per la contestata tecnica della carbon capture and storage  e per l’innovazione low-carbon.