Perché Rex Tillerson della Exxon è il peggior segretario di Stato possibile per il clima e gli Usa

Dirige una compagnia petrolifera statunitense-russa e ha diffuso bugie climatiche

[19 dicembre 2016]

Di fronte alla prossima terribile amministrazione statunitense  messa in piedi da Donald Trump, zeppa di negazionisti climatici, anche diversi media progressisti statunitensi, come Politico, dicono che alla fine la nomina dell’amministrazione delegato delle Exxon-Molbil, Rex Tillerson, a segretario di Stato non è la peggiore. Infatti, Tillerson sarebbe il candidato più pro-clima tra quelli selezionati da Trump e avrebbe dimostrato un notevole pragmatismo in campo ambientale.

Ma  Joe Romm, fondatore ed editor di Climate Progress, non è per nulla d’accordo e invita i media a non ripetere a pappagallo le campagne di greenwashing imbastite da Tillerson e di cominciare invece ad occuparsi della sue azioni reali quando ha gestito Exxon.

Romm dice che quella di Tillerson è in realtà una lunghissima storia di menzogne sul clima e cita tre fatti essenziali che non sono stati esposti, o sono stati sottovalutati, dai media mainstream: «1. Le bugie della Exxon Mobil sono uniche negli annali del clima e della corporate history. 2. ExxonMobil è l’unica grande compagnia dei combustibili fossili il cui futuro è indissolubilmente legato a Putin, vuole porre fine le sanzioni nei confronti della Russia, che ” hanno messo Exxon a rischio” (per citare il Wall Street Journal), e continuare riscaldamento che porta allo scioglimento del ghiaccio artico. 3.  Tillerson personalmente negoziato con Putin un affare mostro da 3 500 miliardi di dollari per trivellare l’Artico che “dovrebbe cambiare la traiettoria storica della Russia,” prima che le sanzioni ammazzassero l’accordo. La sua ascesa come “zar russo” della Exxon  coincide con l’ascesa di Putin come leader di Russia. The Guardian ha appena segnalato che è così legato a Putin perché  “è il direttore da  lunga data di una compagnia petrolifera russo-americana con sede nel paradiso fiscale delle Bahamas”!»

Per questo, ClimateProgress ha deciso di rispondere a tutte le bugie che circolano sulla Exxon e sul suo amministratore delegato che diventerà segretario di Stato Usa. Lo stesso ha fatto Michael Brune,  direttore esecutivo della più grande associazione ambientalista Usa, Sierra Club, che ha detto che «Rex Tillerson è un pioniere delle bugie post-elettorali di  Donald Trump sul cambiamento. Vale a dire che dice una cosa e fa l’esatto contrario».

Secondo Romm, «Tillerson non è qualificato per  per essere segretario di Stato. Ha lavorato per ExxonMobil la sua intera vita professionale, a partire da 23 anni, nel 1975. La sua unica “qualifica” –  che ha negoziato importanti accordi petroliferi con la Russia di Putin e con altri Paesi – lo rende più profondamente coinvolto negli squalificanti  conflitti di interesse dello stesso Trump».

ClimateProgress ripercorre velocemente la biografia di Tillerson  e ne emerge un quadro davvero allarmante, a cominciare dal fatto che Exxon Mobil sapeva da mezzo secolo che i suoi prodotti erano una seria minaccia per il clima, ma ha deciso di diventare il più grande finanziatore dei gruppi di disinformazione climatica proprio per nascondere  le prove di una minaccia catastrofica per l’umanità, ma che sarebbe stata evitabile.

Dal 1997, la Exxon ha speso più di 30 milioni di dollari per finanziare decine di gruppi che diffondono disinformazione su scienza e clima e lo stesso periodo in cui Tillerson scalava la Exxon: alto dirigente dal 1999, e vicepresidente dal 2001, è stato eletto presidente e membro del consiglio di amministrazione nel 2004 ed è diventato amministratore delegato nel  2006.

E’ quando era in carica che la Exxon ha pubblicato  il suo ” Corporate Citizenship Report 2007“,  che  Romm definisce un rapporto orwelliano fatto di disinformazione, e grandissime  bugie, e nel quale si poteva leggere: «Nel 2008, bisognerà sospendere i contributi a diversi gruppi di ricerca politica le cui posizioni sui cambiamenti climatici potrebbero distogliere l’attenzione dalla discussione importante su come il mondo garantirà l’energia necessaria per la crescita economica in modo ecologicamente responsabile».  Ma Romm fa notare che «Nonostante questa promessa, Exxon non ha mai smesso di finanziamento tali gruppi. Quelle  erano solo vaghe parole petrolifere – scivolose come una  chiazza di petrolio – progettate per ingannare il pubblico e i media. L’anno scorso, da sola.  la compagnia di Tillerson ha dato più di 860.000 dollari a quei  gruppi negazionisti scientifici, come American legislative exchange council (Alec), American enterprise institute, National black chamber of commerce e Manhattan institute of policy research.. E non dimentichiamo  5 milioni di dollari che Tillerson ha dato all’antiscientifica  U.S. Chamber of commerce nel 2014–2018».

Tillerson non si limitava a finanziare i gruppi di bugiardi climatici ma propagava anche le menzogne della Exxon.  In base a una sua dichiarazione del 2009, molti media statunitensi credono che Tillerson sia a favore di una carbon tax, ma per Romm si tratterebbe solo di un posizionamento tattico su una decisione del Congresso Usa contraria ad un  provvedimento di Obama che voleva introdurre il cap-and trade, ma la Exxon non ha mai smesso di sostenere i deputati e i senatori repubblicani e innumerevoli gruppi iper-conservatori che a lavoravano alacremente per impedire che la  carbon tax non venisse mai approvata.

E’ bastato che la Exxon twittasse una dichiarazione a sostegno dell’Accordo di Parigi subito dopo l’elezione di Trump, perché grandi agenzie di stampa come l’AP, scrivessero che Tillerson sostiene un accordo globale che prevede che la maggior parte dei combustibili fossili resti sotto terra.

Romm si chiede: «Se Tillerson in realtà sostiene  lo storico Accordo di Parigi, come ha affermato , allora perché  Exxon  ha appoggiato quasi esclusivamente politici  che si oppongono, a livello nazionale e internazionale, all’azione per il clima? Perché Exxon  sta ancora diffondendo disinformazione che sa essere bugie? Perché Exxon sta commettendo enormemente sul petrolio più difficile e carbon intensive da  sviluppare: quello delle le sabbie bituminose e il petrolio artico?»

Domande che riportano al matrimonio politico/affaristico tra il prossimo Segretario di Stato Usa e il presidente russo Putin.

Il sito della Exxon spiega che nel gennaio 1998, Tillerson «divenne vice presidente della Exxon Ventures (CIS) Inc. e presidente di Exxon Neftegas Limited. In questi ruoli, è stato responsabile delle holdings Exxon in Russia», sia onshore che offshore. «Casualmente aggiunge Romm –  il cambiamento di posizione di Tillerson si è verificato più o meno allo stesso tempo in cui l’ex agente del Kgb Vladimir Putin ha iniziato ad assumere  sempre più potere, diventando  primo ministro russo nel 1999. Per coincidenza, ancora una volta, s documenti trapelati nel  2001 documenti mostrano che Tillerson è “il direttore di lunga data di una compagnia petrolifera russo-americana con sede nel paradiso fiscale delle Bahamas”, come  riferisvce il quotidiano britannico The Guardian. Più recentemente, nel 2013, Putin ha conferito  a Tillerson  lsa più alta onorificenza che può essere data a uno straniero: l’Ordine dell’Amicizia, per la negoziazione di un accordo di da 500 miliardi di dollari con la compagnia petrolifera russa Rosneft, di proprietà dello Stato (cioè controllata da Putin). Questo accordo –  per sfruttare le riserve di petrolio dell’Artico difficili da trivellare – è fondamentale per il futuro sia della Russia che della Exxon. Forse è solo un altro caso che questo affare da mezzo trilione di dollari potrà andare avanti solo se finiranno le sanzioni e se le agenzie di intelligence Usa  concordano sul fatto che Putin è intervenuto nelle elezioni degli Stati Uniti per aiutare ad eleggerei Trump. E forse è solo una coincidenza che, poco dopo l’elezione, Putin sia stato in grado di intascate 11 miliardi di dollari dal Qatar e da altri svendendo il 19,5% di Rosneft, come ha segnalato Fortune, “le aspettative confuse sulla situazione di stallo del Cremlino con l’Occidente avrebbero spaventato i grandi investitori. Un’altra coincidenza è il fatto che Condoleezza Rice e Bob Gates abbiano aperto la strada per portare Tillerson all’attenzione di Trump come potenziale candidato a segretario di stato – e che la loro ditta sia consulente della Exxon. Il fatto che se continuerà il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci polari  questo renderebbe molto più facile trivellare nelle bruali condizioni dell’offshore dell’Artico russo è senza dubbio solo un’altra coincidenza, così come il fatto che la Russia abbia sorpreso alcuni osservatori  per non aver ancora ratificato l’Accordo di Parigi».

Romm aveva già scritto  che un accordo tra Putin, Trump, e Tillerson potrebbero provocare uno sconquasso nei prossimi negoziati climatici per  costringere altri Paesi a non prendere  nuovi impegni per tagliare le loro emissioni, il che farebbe praticamente crollare la strategia di Parigi ‘per evitare cambiamenti climatici catastrofici.

Come disse Lee Raymond, il predecessore di Tillerson alla Exxon, «Non siamo una compagnia  statunitense e non prendiamo decisioni basate su ciò che è bene per gli Stati Uniti».

Ora il capo di questa multinazionale “non statunitense” determinerà la politica estera, energetica e climatica degli Usa, «Quindi – conclude Romm –  se pensate che Tillerson  sia la scelta meno cattiva per il clima e per i vostri figli, è solo una notizia falsa che tentano di vendervi…»