Il progetto italiano Life Derris alla Cop23 Unfccc di Bonn (VIDEO)

Un esempio di come sostenere le PMI davanti al crescente rischio climatico

[7 novembre 2017]

Domani, alla 23esima Conferenza dellle parti Unfcc in corso a Bonn, durante ’EU Side Event “Financing climate-smart investments in Europe: the role of the LIFE Programme”, organizzato dall’Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese della Commissione europea (Easme) e dalla Direzione generale Azione per il clima della Commissione europea (Dg Clima), verrà presentato “Life Derris – Il clima cambia riduciamo i rischi” che è uno dei progetti italiani finanziati dall’Unione europea per far fronte al cambiamento climatico globale.

Derris ha un budget totale di 1.317.166 euro, di cui il 60% finanziato dalla Unione europea per una cifra pari a 790.299 euro. La Commissione europea spiega che «Nello specifico il progetto mira a fornire alle PMI gli strumenti necessari a ridurre i rischi generati da questo fenomeno e a creare un ponte tra il mondo assicurativo, la Pubblica amministrazione e le aziende». L’Ue cita il rapporto Ispra del 2015 “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischi” che sottolinea che «La necessità di implementare nuovi schemi di prevenzione e gestione del rischio è tanto più forte in Italia, dove oltre 760.000 imprese sono in aree a rischio alluvione elevato o medio e oltre 80.000 in aree a rischio elevato o molto elevato di frane».

Life Derris è stato avviato nel  settembre 2015 con una prima fase sperimentale a Torino de ora è  attivo anche a Genova. Nei prossimi mesi verrà applicato a Varese, Rovereto, Molfetta, Udine, Bologna, Valdelsa, Padova e Alghero. Per il progetto la partecipazione alla Cop23 di Bonn è anche un’occasione per lanciare la “fase 2”: «L’obiettivo è ottenere l’adesione di 200 PMI, di cui circa 50 già presenti nelle due città dove il progetto è attivo. Le imprese che partecipano a Derris  vengono aiutate nello sviluppo di un piano di azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, che contiene l’elenco degli interventi da intraprendere per ridurre i rischi, attraverso il supporto e la formazione degli esperti del progetto e la collaborazione con il Comune di appartenenza».

Beatrice Covassi, a capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, spiega che «Il rispetto degli obiettivi dell’Accordo di Parigi è stato ribadito come una priorità dal Presidente Juncker nel Discorso sullo Stato dell’Unione dello scorso 13 settembre. Sono assai importanti progetti come Derris che, pur non portando a un abbassamento delle emissioni, vanno esattamente in questa direzione, offrendo alle imprese una serie di strumenti concreti per far fronte a fenomeni di grave entità, prevedere il rischio e poter rapidamente tornare all’operatività».

Paolo Testa, Capo Area Studi e Ricerche di Anci – che partecipa al progetto insieme a R Gruppo Unipol, UnipolSai, Città di Torino, Agende 21 locali italiane e Consorzio universitario Cineas – aggiunge che «Nell’ambito del progetto Derris le città svolgono un ruolo centrale per l’implementazione delle politiche di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici: in Italia, dove per le caratteristiche geofisiche del Paese più dell’80% ei Comuni presenta almeno un’area classificata ad elevato rischio idrogeologico, l’azione di sensibilizzazione e formazione per città e PMI promossa dal progetto Derris risulta di fondamentale importanza e rappresenta per ANCI un impegno concreto per città sempre più resilienti».

Derris  ha ideato il CRAM tool, uno strumento di autovalutazione del rischio climatico, per aiutare le PMI a prendere consapevolezza e valutare i rischi cui sono esposte e sottolinea che «Il suo obiettivo è di portare all’elaborazione di un piano di azione con i possibili interventi per prevenire e gestire i rischi relativamente ai 7 fenomeni meteoclimatici analizzati nel progetto: alluvione, pioggia, vento, grandine, fulmini, temperatura e frane».

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  • Tutorial CRAM tool DERRIS