A Puerto Rico, dove vivono 3,4 milioni di americani, l'amministrazione Trump ha fallito miseramente

Puerto Rico a un mese dall’uragano Maria: è disastro ambientale

I portoricani ancora senza energia e bevono acqua contaminata

[20 ottobre 2017]

A quasi un mese dall’uragano Maria che ha devastato lo Stato associato Usa di Puerto Rico, l’Envirommental protection agency (Epa) ha annunciato di aver stipulato appalti e assunto personale per riparare la recinzione di un sito di rifiuti pericolosi, per metterlo in sicurezza e impedire alla gente di attingere acqua da un pozzo di acqua “potabile” che in realtà è fortemente contaminata da sostanze tossiche.

La cosa incredibile è che l’Autoridad de Acueductos y Alcantarillados, l’autorità idrica di Puerto Rico, stava distribuendo quell’acqua contaminata di una falda del sito di  Dorado che dal 2016 è stato inserita nel programma federale Usa Superfund per la bonifica dei  rifiuti pericolosi. L’Autorità idrica portoricana non era semplicemente stata avvertita dal governo Usa e del fatto che il sito fosse contaminato e lo ha saputo solo dalla CNN  quando è stata contattata per sapere quali fossero i siti di Superfund, aree altamente contaminate e per le quali il governo federale Usa prevede bonifiche perché pericolosi per la salute umana e per l’ambiente.

Ora l’Epa ha inviato a Dorado un camion cisterna e acqua in bottiglia per rifornire i residenti. Ma in questo brandello caraibico dello Stato più potente del mondo, nell’America great again di Donald Trump, quasi un mese dopo che l’uragano Maria ha colpito l’isola, oltre il 35% dei portoricani non ha ancora accesso ad acqua potabile sicura.

Intanto le acque reflue non depurate continuano a sversare nei fiumi e nei bacini idrici  di Puerto Rico e la gente senza elettricità si lava e  fa il bucato in corsi d’acqua contaminati. Contaminati. Judith Enck, che con l’amministrazione di Barack Obama è stata amministratrice della regione Epa 2 che include Puerto Rico,  ha detto a CBS News che «Questa sarà la risposta alla sfida ambientale più impegnativa dopo un uragano che il nostro Paese abbia mai visto. E’ passato quasi un mese da quando l’uragano Maria  ha colpito Porto Rico, e  i numeri ufficiali sull’accesso all’acqua potabile  inspiegabilmente sono scesi dal 72% al 65%».

Il governo di Puerto Rico assiste attonito e sempre più arrabbiato all’incapacità del presidente Trump di aiutare i portoricani ad accedere al più presto all’acqua potabile. Rib volto a Trump, in tweet  l’ex ambasciatore Usa in Svizzera e deputato democratico della Virginia Don Beyer ha denunciato «Un mese dopo Maria, l’82% degli americani di Puerto Rico non hanno energia elettrica, il 35% non ha l’acqua. E lui sta ancora twittando attacchi ai giocatori di footbal».

La direttrice esecutiva di Food & Water Watch, Wenonah Hauter  conferma e aggiunge che «A Puerto Rico e la gente soffre ancora: è senza cibo, acqua e energia elettrica. Questa è l’America nel 2017, e ci sarà solo maggiore caos climatico, grazie alla presa ferrea che gli interessi dei combustibili fossili hanno sulla politica climatica. Quale sarà la risposta alla nuova normalità di questi uragani mortali, ai terrificanti incendi mortali  e alle loro conseguenze altrettanto mortali? Le ultime settimane di disastri climatici, durante questa stagione storicamente pessima, hanno dimostrato che dobbiamo abbandonare rapidamente i combustibili fossili che spandono gas serra. Hanno anche dimostrato che se diamo priorità a una risposta equa e giusta a questi disastri innaturali, sempre più americani continueranno ad affrontare crisi umanitarie alimentate dal clima. E gli americani che saranno maggiormente colpiti sono i più vulnerabili . bambini, anziani, donne incinte e comunità a basso reddito e comunità di colore. Puerto Rico è una delle storie più brutali della giustizia ambientale del nostro tempo, ci ricorda che la nostra risposta ai disastri deve proteggere tutti quelli che abbiamo di fronte. Questa è il nostro primo test di risposta umanitaria all’interno delle nostre frontiere per un numero massiccio di persone che non dispongono di cibo e di acqua e a Puerto Rico, dove vivono 3,4 milioni di americani, l’amministrazione di Trump ha fallito miseramente.

Food & Water Watch sottolinea che «L’acqua è la vita e i portoricani sono sulla soglia del disastro.  Il loro sistema idrico si basa sull’elettricità per gestire le attrezzature per il trattamento e la distribuzione dell’acqua , ma solo il 22% dell’isola ha energia e questo ostacola gli sforzi per far sì che i sistemi idrici e fognari entrino in funzione».

Secondo la Federal emergency management agency Usa (Fema), funziona  solo il 56% degli impianti di  gestione delle acque fognarie e se in totale l’accesso all’acqua potabile è calato al 65%,  nel nord di Puerto Rico meno della metà delle famiglie ha acqua pcorrente in casa. La Hauter denuncia che «Molti si affidano all’acqua dei fiumi e sono a rischio di contrarre malattie come la leptospirosi e degli abitanti stanno già morendo per aver bevuto acqua contaminata».

L’uragano Maria ha messo in evidenza tutta la fragilità del sistema alimentare di Puerto Rico che era già troppo dipendente dalle importazioni e con i supermercati che vendevano frutta e verdura importate che avrebbero potuto essere facilmente coltivate sull’isola. Ma l’uragano ha distrutto anche l’80%  dei raccolti agricoli di Puerto Rico e ora quasi tutta la popolazione dipende dai prodotti alimentari trasformati. Ma secondo le statistiche ufficiali, solo l’87% dei negozi di generi alimentari è aperto e quelli aperti non sono ben forniti. Secondo un funzionario della Camera di commercio portoricana ci vorrà tempo per ripristinare la catena di approvvigionamento nell’isola.

Di fronte a tutto questo, Trump non ha trovato di meglio che dichiararsi offeso per le proteste del governo di Porto Rico. Ma la Hauter richiama alla responsabilità la politica statunitense: «Non è il momento di abbandonare Puerto Rico, come ha minacciato di fare  Donald Trump la scorsa settimana, Il Congresso deve finanziare integralmente l’aiuto umanitario e la ricostruzione di Porto Rico e prendere in considerazione l’annullamento del debito. Dobbiamo finalmente cominciare a mettere le persone prima del profitto,per rispondere a questa crisi e ricostruire i sistemi alimentari, idrici e energetici di Puerto Rico in modo sostenibile e per sopportare meglio i futuri disastri».

Per Food & Water Watch, «Il governo federale non deve perdere altro  tempo e fornire puntii di emergenza di acqua potabile pulita, finché il 100% dell’isola non abbia acqua potabile dai rubinetti. Piuttosto che nascondersi dietro il segreto, il governo degli Stati Uniti deve riportare tutte le morti da acqua potabile contaminata. I funzionari non possono affrontare ciò che non sanno. Deve inoltre fornire ulteriori informazioni sull’acqua potabile pericolosa. Devono essere fornite alle comunità mappe di cose tipo e le fuoriuscite fognarie e i siti contaminati. Dobbiamo anche garantire che il governo federale fornisca un finanziamento diretto per il sistema idrico di Puerto Rico e non lo privatizzi».

Ora viene fuori che, prima dell’uragano, l’Epa aveva tagliato finanziamenti federali vitali perché  Puerto Rico potesse mantenere il suo  sistema idrico, lasciandolo così esposto alle pretese dei debitori. Ora gli ambientalisti dicono che «Una giusta ricostruzione deve rafforzare ulteriormente il diritto all’acqua, non i profitti di Wall Street».

Food & Water Watch aggiunge che «Portorico deve essere dotato degli strumenti e delle risorse per costruire un sistema agricolo locale e sostenibile che offre alla regione una dieta vasta e varia. Anche se prima dell’uragano Puerto Rico importava circa l’80% del suo cibo, ora c’è un’occasione per ricostruire usando pratiche agroecologiche per garantire la sovranità alimentare dell’isola, che aiuterà anche a diventare più resilienti a fronte di futuri disastri. Dobbiamo anche aiutare il Portorico a ricostruire il suo sistema elettrico in modo che sfrutti le sue abbondanti risorse rinnovabili e non si basi più sul petrolio importato».

La Hauter  conclude: «Questo è il futuro, e questo è l’unico modo per costruire la resilienza nel nostro sistema energetico e per evitare un caos climatico peggiore, lasciando i combustibili fossili. La legislazione recentemente proposta dalla deputata Tulsi Gabbard, Off Fossil Fuels for Better Future Act, richiede che nei prossimi 10 ann l’80% della nostra energia elettrica sia alimentata da energie rinnovabili e il 100% entro il 2035, il che ci aiuterà a realizzare l’obiettivo di una transizione giusta e rapida a livello nazionale. Come nazione abbiamo l’obbligo morale di proteggere tutto il nostro popolo dai disastri e a Puerto Rico stiamo fallendo. Ma non è troppo tardi per cambiare strada. Noi, il popolo, dobbiamo levarci in piedi e chiede una risposta umanitaria equa e giusta e un finanziamento federale per aiutare la ricostruzione di  Puerto Rico in modo sostenibile».