Quale sarà il clima fra qualche decennio? A migliorare le previsioni ci pensa Specs

[22 ottobre 2014]

In questi giorni di disastri e lutti si discute molto sulla possibilità di fare previsioni meteorologiche accurate in un clima in rapido cambiamento e con fenomeni, come le “bombe d’acqua”, che sembrano sempre più frequenti e imprevedibili, come successo a Genova a Parma o in Maremma, dove i bollettini meteo non annunciavano eventi così disastrosi.

Come scrive il bollettino scientifico dell’Unione europea Cordis «siamo tutti abituati a guardare le previsioni meteorologiche del notiziario serale e abbiamo ormai abbastanza familiarità con le previsioni a lungo termine riguardanti il cambiamento climatico», ma  prestiamo meno attenzione alle informazioni climatiche che coprono i periodi vanno da parecchi mesi a parecchi anni e «questa lacuna di conoscenze è problematica poiché questo tipo di dati – conosciuti come informazioni climatiche stagionali/decennali (s2d) – sono necessari per supportare la pianificazione economica, industriale e politica».

E’ di questo che si occupa il progetto Seasonal-to-decadal climate Prediction for the improvement of European Climate Services (Specs), coordinato dall’Institut català de ciències del clima (IC3) e al quale per l’Italia partecipa l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea). I ricercatori Specs dicono che «ci sono molte sfide che riguardano le previsioni s2d, le quali hanno una qualità di previsione limitata, in particolare per l’Europa dove c’è una reale necessità di una regionalizzazione operativa e di una raffinata calibrazione delle previsioni climatiche. Inoltre, vi è una chiara mancanza di attenzione sulla scala temporale s2d in molti progetti di ricerca e nei nascenti servizi climatici. A causa delle preoccupazioni pubbliche, politiche e scientifiche riguardanti gli effetti del cambiamento climatico a lungo termine, questo rappresenta il centro di attenzione primario per molti progetti di ricerca».

Il progetto Specs ha preso il via nel 2012 e proseguirà fino al  2017 con attività di ricerca e divulgazione per «fornire una nuova generazione di sistemi di previsione del clima europeo che utilizzano i più recenti progressi scientifici nella modellazione climatica e nelle previsioni operative. Questi sistemi possiederanno una migliore qualità delle previsioni ed efficienti strumenti di regionalizzazione per produrre informazioni affidabili sul clima locale della terraferma su scale temporali s2d. Inoltre forniranno un protocollo di comunicazione potenziato e servizi per un’ampia gamma di portatori di interesse pubblici e privati».

Il team Specs sta esaminando aspetti scientifici che riguardano «lacune nelle conoscenze specifiche, con un’attenzione particolare alle scarse capacità legate al clima nella regione europea». I ricercatori stanno testando cambiamenti radicali nei sistemi di previsione «in termini di forzante radiativo variabile e di un aumento nella risoluzione spaziale nei sistemi per le previsioni globali» e stanno lavorando allo sviluppo di «sistemi migliorati basati su esistenti modelli all’avanguardia per le previsioni climatiche, sistemi di integrazione dati, combinazione di obbiettivi e metodi di ridimensionamento».

All’Ic3 sottolineano che «Specs sta inoltre integrando serie di dati multidimensionali basati sull’osservazione del sistema combinato atmosfera/oceano/criosfera/superficie terrestre nella produzione di informazioni climatiche, sia per la preparazione di migliori condizioni iniziali, che per la post elaborazione delle previsioni».

Il team di ricerca è convinto che il progetto Specs «sta portando qualcosa di nettamente differente agli altri progetti in questo settore. La filosofia di Specs è unica in quanto affronta i suoi obbiettivi integrando e testando le conoscenze consolidate riguardanti la modellazione climatica e la valutazione degli impatti generate da altri progetti finanziati dall’Ue e attività operative per ottimizzare i risultati del progetto e ottenere il massimo impatto».

Un progetto specifico nel quale è attuamente coinvolto Specs è quello di supportare il Met Office britannico o nello scambio di previsioni decennali multimodello: «Questo consente a molti istituti in giro per il mondo di scambiare informazioni in modo informale mentre tentano di sviluppare una capacità di previsione decennale – concludono i ricercatori –  Le diverse previsioni provenienti da ciascun istituto, che coprono temperatura dell’aria superficiale, pressione a livello del mare e precipitazioni, sono raccolte nel sito Web del Met Office del Regno Unito, e per il futuro sono pianificati più strumenti diagnostici, che includono le variabili oceaniche».