Quali impegni (per quali benefici) dallo sviluppo della geotermia italiana?

L’Unione geotermica italiana suggerisce le misure necessarie per conseguire un robusto sviluppo del settore, legate ad ampi benefici ambientali, sociali ed economici

[11 maggio 2018]

Nello studio Stime di crescita della geotermia in Italia 2016- 2030, con proiezioni al 2050, l’Unione geotermica italiana delinea un futuro potenzialmente roseo per l’impiego nel nostro Paese di questa preziosa energia rinnovabile.

Ma si tratta di stime – anche se tecnicamente raggiungibili, vista la presenza delle condizioni geologiche e quindi della “risorsa” necessaria a conseguirle – e non di traguardi certi: perché lo divengano occorrono impegno, investimenti e progettualità ben precise. Per questo Ugi dedica un focus specifico alle «misure necessarie per conseguire gli obiettivi indicati».

A livello nazionale e istituzionale si richiede un forte impegno di governo e partiti per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili e non convenzionali di energia – tra le quali la geotermia è la più costante e dunque affidabile –, spaziando dall’emissione di un Piano energetico nazionale con previsioni di sviluppo almeno al 2030; incentivi certi e prolungati per le fonti che hanno il minimo impatto ambientale, con un accesso semplificato per i progetti geotermici; una o più leggi per lo sviluppo delle fonti indigene di energia, secondo criteri omogenei sul territorio nazionale; programmi di R&S e, per la geotermia in particolare, un “Progetto finalizzato di R&S” per la valorizzazione dei sistemi geotermici non convenzionali da realizzarsi entro il 2030. Senza dimenticare l’importanza di campagne «sistematiche di informazione pubblica per illustrare i vantaggi economici ed ambientali derivanti dall’uso del calore della Terra».

Per quanto riguarda invece il livello regionale e locale, l’Unione geotermica italiana suggerisce la stesura di un Piano di indirizzo energetico in tutte le regioni d’Italia per la cui stesura, in particolare per la geotermia, dovrebbe contare su di un quadro normativo lo sviluppo degli usi diretti; l’individuazione sul territorio dei principali poli di richiesta di calore e quantificazione del possibile contributo atteso dalla geotermia; studi comparati di mercato sulla domanda di calore a bassa temperatura; della CO2 emessa dalle diverse fonti di energia per il riscaldamento degli ambienti; incentivi per riqualificare i vecchi impianti di riscaldamento in almeno metà degli edifici pubblici, con priorità alla risorsa geotermica; incentivi per l’installazione di impianti di climatizzazione geotermici nei nuovi grandi edifici; formazione di progettisti, installatori e manutentori e, anche in questo caso, la promozione di «campagne informative nelle scuole superiori e medie sulla natura ed i vantaggi dell’energia geotermica».

Si tratta di impegni significativi e ambiziosi che, tuttavia, hanno tutte le potenzialità per essere realizzati. La particolare condizione geologica e geotermica dell’Italia in generale, e della Toscana in particolare mette infatti in condizioni il nostro Paese di poter contare su risorse energetiche abbondanti e di grande utilità presenti sul territorio.

L’Ugi individua infatti benefici più che significativi derivanti dallo sviluppo della geotermia: «Il contributo della geotermia ai consumi energetici totali del Paese potrà aumentare dallo 0,87% del 2015 all’1% circa nel 2030 per entrambi gli Scenari, ed attestarsi poi nel 2050 intorno all’1,5% per lo Scenario I ed all’1,6 % per lo Scenario II», ovvero con «valori percentualmente modesti, che sono però molto importanti sul piano economico-sociale, ambientale e scientifico».

Le stime prodotte da Ugi sono utili a rendere l’idea. Si va dalle 3,54 alle 4,50 MTep di petrolio equivalente risparmiate al 2050, corrispondenti a 9,10-11,43 MTonn di CO2 non emessa in atmosfera, ad esempio; oppure dai 1.200 ai 2.000 M€ di investimenti sul territorio nazionale (sempre al 2050) per le attività di esplorazione e coltivazione di risorse geotermiche; oppure ancora, alle 50-100mila persone occupate – laureati, tecnici, impiegati ed operai – nel settore geotermico. Obiettivi che, com’è evidente, varrebbe la pena inseguire fin da subito, in modo da permettere una loro concreta realizzazione.