«Il primo decennio di questo secolo è stato il più caldo negli ultimi 160 anni»

Quinto rapporto Ipcc: il presidente Pachauri contro gli ecoscettici

«Le persone razionali saranno convinte dalla scienza del prossimo rapporto sul clima»

[24 settembre 2013]

E’ intervenuto personalmente Rajendra K. Pachauri, presidente dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), per rintuzzare la martellante campagna mediatica degli ecoscettici che punta a screditare il quinto rapporto Ipcc che verrà presentato ufficialmente il 27 settembre. Secondo Pachauri, che è intervenuto a una conferenza stampa organizzata dal Natural Resources Defence Council in occasione della visita negli Usa del primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha sottolineato che «Le persone razionali saranno convinte dalla scienza. Ggli elevati standard scientifici del rapporto evidenzieranno bene perché sia il caso di intraprendere un’azione per il clima. Saranno fornite abbastanza informazioni, in modo che le persone razionali in tutto il mondo vedranno che occorre agire sul cambiamento climatico. Io davvero non voglio dire nulla su nessuno degli sforzi che abbiamo visto per respingerlo. Stiamo facendo il nostro lavoro e siamo ragionevolmente certi che le persone razionali nei  governi e di tutto il mondo potranno vedere nel merito il lavoro che è stato fatto».

Le lobby che liquidano come truffa la scienza climatica e che si oppongono alla riduzione delle emissioni di gas serra  stanno facendo di tutto per mettere in cattiva luce il nuovo rapporto Ipcc, cioè il risultato di 6 anni di lavoro di centinaia di scienziati di tutto il mondo. L’ultima trovata è stata quella di prendere i dati forniti da istituzioni coinvolte nei lavori dell’Ipcc e di ribaltarli per dimostrare una finta ripresa della copertura del ghiaccio marino artico dovuta ad un ipotetico “raffreddamento” del clima planetario, e a nulla è servito che gli stessi scienziati citati dagli eco-scettici abbiano detto che il trend rimane quello di un rapido scioglimento dei ghiacci artici. Così come a questi gruppi anti-scientifici, anti-darwiniani e finanziati dalle multinazionali petrolifere non interessa che i rapporti Ipcc siano il frutto dei risultati di circa 9.000 articoli pubblicati su riviste scientifiche.

E’ bastato un errore nelle oltre pagine 900 dell’ultimo rapporto Ipcc del 2007, che riprendeva uno studio del Wwf che asseriva che i ghiacciai dell’Himalaya avrebbero potuto sciogliersi del tutto entro il 2035, perché  l’Ipcc venisse presentata come una banda di falsari e si chiedessero a gran voce le dimissioni di Pachauri. Ora il presidente dell’Ipcc può levarsi qualche sassolino dalla scarpa, e afferma che «I climate contrarians e quelli che si oppongono all’azione sul cambiamento climatico hanno volutamente esagerato l’importanza di tale errore per cercare di danneggiare il lavoro dell’Ipcc, danneggiando così l’azione per il clima. Quel  singolo errore era rimasto sepolto da qualche parte lì in mezzo e non era mai arrivato fino al summary for policymakers, preparato come guida per i responsabili governativi  per la preparazione dei futuri cambiamenti climatici, o in altre aree del rapporto. Ma questo non c’entra in alcun modo con la realtà che ghiacciai dell’Himalaya si stanno sciogliendo. Si stanno ritirando. Questo è un errore che avrebbe dovuto essere visto in modo equilibrato e non avrebbe dovuto fare tutto questo effetto».

Pachauri ha anche confermato che l’errore sull’Himalaya non era così grave, visto che i suoi ghiacciai  si stanno sciogliendo così rapidamente che «Entro 22 anni, influenzeranno le forniture di acqua di una popolazione doppia rispetto a quella degli Stati Uniti. Questo è qualcosa di cui essere preoccupati».

Ma è indubbio che le sparate e le accuse degli ecoscettici  e la polarizzazione politica negli Usa e in altri Paesi anglosassoni, dove la destra è sempre più manifestamente contro un nuovo accordo mondiale sul clima, abbiano creato un ulteriore livello di controllo attorno rapporto Ipcc.

L’origine antropica del global warming è ormai così evidente che alcuni scienziati si chiedono se siano ancora necessari i rapporti Ipcc e se invece non sarebbe meglio utilizzare queste risorse e  queste competenze scientifiche  per concentrarsi su regioni specifiche o sugli eventi meteorologici estremi. Pachauri ha detto che l’Ipcc discuterà di questo ad ottobre in un meeting a Batumi, in Georgia, ma ha aggiunto che «La decisione finale sulla missione dell’Ipcc e sul futuro dei successivi rapporti sul clima spetta ai  governi. Noi siamo un organismo intergovernativo e facciamo quello che i governi di tutto il mondo vogliono che facciamo. Se i governi decidono che dovremmo fare le cose in modo diverso e fornir loro un set molto diverso di prodotti, saremo a loro completa disposizione».

Il nuovo rapporto Ipcc comprende un esame molto più completo di argomenti, come l’aumento del livello del mare, e affronterà anche un altro tema che sta suscitato interesse e nuove accuse di truffa da parte degli eco-scettici: il tasso di rallentamento del global warming negli ultimi 15 anni. «Avremo qualcosa da dire su questo –  ha detto Pachauri – Penso che la gente dovrebbe tenere a mente un recente rapporto della  World Meteorological Organisation, che dimostra come il primo decennio di questo secolo è stato il più caldo negli ultimi 160 anni».

Tornando agli attacchi preventivi dei “climate doubters” al nuovo rapporto, che sembrano la ripetizione di quelli al rapporto 2007, Pachauri ha detto che «L’Ipcc ha preso misure supplementari durante tutto il tutto il lungo processo di compilazione del rapporto, per garantire che sia accurato  e fedele alla scienza. Abbiamo fatto tutto quanto umanamente possibile per assicurare che in tutte le fasi  di elaborazione, tutte le fasi di commento e recensione effettuate dagli esperti, sia stato ricercato ogni potenziale errore o qualsiasi fonte di informazioni che potrebbe non avere i massimi livelli di credibilità. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma questo è uno sforzo umano e dobbiamo solo sperare per il meglio»

Pachauri ha infine aggiunto: «Direi che, sulla base della nostra esperienza, ho trovato la comunità scientifica del tutto all’altezza del compito, anche se la sua ampiezza e complessità è certamente cresciuta nel corso del tempo. Il carico di lavoro è aumentato, perché c’è molto più materiale da valutare oggi di quanto non fosse 10 anni fa, ma posso dire che gli scienziati sono stati all’altezza del compito. Hanno solo dovuto lavorare molto di più, e, francamente, questa è una osservazione molto incoraggiante».

Pachauri vorrebbe anche che i governi studiassero il lavoro dell’Ipcc con più attenzione durante le Conferenza delle parti dell’United Nations Framework Convention on Climate Change, e spera che al summit Unfccc di quest’anno, che si terrà a Varsavia a novembre/dicembre, «Delle due settimane trascorse a discutere di ciò che deve essere fatto per il cambiamento climatico, un minimo di tre o quattro giorni dovrebbe essere speso concentrandosi sulla scienza. Perché penso che è solo quando ci si rende conto del costo dell’inazione e di quello che causerà in diverse parti del mondo che la gente realizza cosa significa ritardare quell’azione».