Quote di emissione di CO2, via dell’Europarlamento alle misure per sostenere i prezzi

[10 dicembre 2013]

Oggi il Parlamento europeo ha approvato, 385 voti favorevoli, 284 voti contrari e 24 astensioni, il “backloading”, il congelamento della vendita all’asta di una parte dei permessi di CO2 per aumentarne il prezzo e incoraggiare le imprese a investire in innovazioni low carbon. L’Europarlamento sottolinea che «Le misure, emendate dal Parlamento europeo lo scorso luglio per fissare condizioni più rigorose per il congelamento, ripristineranno l’effetto d’incentivazione dell’Emissions Trading System (EU Ets) per ridurre le emissioni di CO2».

L’emendamento, proposto dal Parlamento europeo, già concordato con gli Stati membri, prevede che in circostanze eccezionali la Commissione europea possa modificare il calendario delle aste, ma solo nell’eventualità che uno specifico studio di valutazione d’impatto mostri che non c’è rischio significativo di delocalizzazione al di fuori dell’Ue delle imprese dei settori interessati. La Commissione Ue potrà procedere all’adeguamento nella terza fase dell’Eu Ets e per un massimo di 900 milioni di quote.

Dalla sua istituzione nel 2005, l’Eu Ets ha fissato un massimale complessivo delle emissioni che a si va riducendo gradualmente sul lungo termine, così, entro il 2020, le emissioni delle industrie coperte dal sistema Ue Ets saranno inferiori del 21% rispetto al 2005.

Si tratta di un sistema contestato da diverse associazioni ambientaliste che dicono che in realtà si tratta di una licenza di inquinare data alle grandi industrie, infatti, come spiega una nota dell’Europarlamento, «Le imprese ricevono o acquistano crediti messi all’asta dagli Stati membri; con un credito che corrisponde a una tonnellata di emissioni di CO2. Le aziende possono anche procedere alla vendita dei crediti inutilizzati. Limitando l’offerta di crediti ci si assicura che essi conservino valore e in tal modo il sistema premia le aziende che investono per limitare le emissioni, contrastando così il cambiamento climatico».

Ma l’Ue Ets, preso come esempio da iniziative simili in corso o progettate nel mondo ha avuto una ricaduta inaspettata: «Il crescente surplus di quote di emissioni – dovuto a un’offerta eccessiva e al rallentamento dell’economia – ha visto il prezzo del carbonio cadere ben al di sotto dei livelli stimati quando fu creato il sistema Ets». Per questo la Commissione europea ha proposto misure che consentano di rinviare o ritardare la tempistica di una parte dei crediti da mettere all’asta, facendo ulteriormente arrabbiare il fronte anti-Ets. .

Il Consiglio europeo, dovrà esprimersi su questa materia il 16 e 17 dicembre, poi le misure per correggere il mercato del carbonio potranno essere attuate dalla Commissione Ue.

Il relatore, il socialdemocratico tedesco Matthias Groote, conclude: «Sono lieto che siamo riusciti a convincere i nostri colleghi che il backloading è assolutamente necessario affinché il nostro sistema di commercio delle emissioni raggiunga i propri obiettivi. L’Ets non esiste per danneggiare la nostra industria, al contrario. Si premia l’innovazione e l’efficienza, mettendo un prezzo al carbonio. Ma bisogna fornire un chiaro segnale sui prezzi. I dibattiti alla conferenza sul clima di Varsavia del mese scorso hanno evidenziato che i sistemi del mercato del carbonio sono ora a un punto di svolta. È quindi fondamentale lasciare che il sistema raggiunga la sua maturità».