Rapporto Usa: il 2012 è stato uno dei 10 anni più caldi mai registrati

[8 agosto 2013]

Secondo il rapporto “2012 State of the Climate” presentato dall’ American Meteorological Society Usa, «A livello mondiale il 2012 è stato tra i 10 anni più caldi mai registrati». Al rapporto, realizzato insieme al National Climatic Data Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), hanno contribuito 384 scienziati provenienti da 52 Paesi e fornisce un aggiornamento dettagliato mondiale sugli indicatori climatici, gli eventi meteorologici di rilievo ed altri dati raccolti dalle stazioni di monitoraggio ambientale su terra, mare, ghiaccio ed atmosfera.

L’amministratrice della Noaa, Kathryn D. Sullivan, sottolinea che «Molti degli eventi che hanno reso il 2012 un anno così interessante fanno parte dei trend a lungo termine che vediamo in un clima mutevole e variabile: i livelli di carbonio sono rampanti, i livelli del mare sono in aumento, il ghiaccio marino artico si sta sciogliendo, mentre tutto il nostro pianeta sta diventando un luogo più caldo. Questo rapporto annuale è ben studiato, ben rispettato e ben utilizzato, è un superbo esempio di tempestività, per dare le informazioni delle quali la gente ha bisogno dal Noaa, per aiutare a prepararsi agli estremi nel nostro ambiente in continuo cambiamento».

Il rapporto ha utilizzato decine di indicatori climatici per tracciare e identificare i cambiamenti e le tendenze complessive del sistema climatico globale e i ricercatori del Noaa spiegano che «Questi indicatori comprendono le concentrazioni di gas serra, la temperatura dell’atmosfera inferiore e superiore, la copertura nuvolosa, la temperatura della superficie del mare, l’innalzamento del livello del mare, la salinità dell’oceano, l’estensione del ghiaccio marino e la copertura nevosa. Ogni indicatore include migliaia di misurazioni da più set di dati indipendenti».

Ecco le principali tendenze climatiche secondo il “2012 State of the Climate”

Continua il trend di riscaldamento delle temperature superficiali a terra: i quattro maggiori dataset indipendenti dimostrano che il 2012 è stato tra i 10 anni più caldi mai registrati, secondo il dataset utilizzato, si classifica  tra l’ ottavo e il nono anno più caldo. Usa ed Argentina hanno avuto il loro anno più caldo mai registrato.

La Niña si dissipa in condizioni neutre: una debole Niña si è dissipata durante la primavera del 2012 e, per la prima volta in molti anni, né El Niño né La Niña, che possono dominare meteo regionali e le condizioni climatiche in tutto il mondo, ha prevalso per la maggior parte dell’anno.

L’Artico continua a scaldarsi e l’estensione del ghiaccio marino raggiunge i minimi storici: il riscaldamento dell’Artico è stato ancora di circa il doppio rispetto a latitudini più basse. A settembre si è registrato il record minimo di presenza di ghiaccio nel Mar Artico e nell’emisfero settentrionale il manto nevoso a giugno ha  raggiunto i nuovi minimi storici. Il 16 settembre 2012 il ghiaccio marino artico  occupava ormai solo 1,32 milioni di miglia quadrate, il dato più basso da quando esistono i dati satellitari, il 18% in meno del precedente record negativo di 1,61 milioni miglia2 del 2007 e il 54%  dei  2,90 milioni di miglia2 degli anni ‘80. In Alaska la temperatura del permafrost, il suolo perennemente ghiacciato, ha raggiunto valori record. L’11 e il 12 luglio la calotta della Groenlandia ha registrato uno scioglimento record, con il 97% dei ghiacciai interessati, 4 volte di più della media normale.

Record dell’estensione del ghiaccio marino in Antartide: il 26 settembre 2012 il ghiaccio marino antartico ha raggiunto l’estensione record di 7,51 milioni di miglia2, lo 0,5% in più rispetto al precedente record di 7,47 milioni di miglia2 del 2006 e il 7% superiore al minimo record toccato nel 1986 con 6,96 milioni di miglia2.

Aumentano ancora le temperature della superficie del mare:  tutti i 4 dataset indipendenti indicano che la temperatura della superficie globale media del mare nel 2012 è stato tra le 11 più calde mai registrate.  Dopo un periodo di 30 anni, 1970 – 1999, di aumento delle temperature della superficie del mare a livello mondiale, il periodo 2000 – 2012 sembrava aver quasi bloccato la tendenza. Ma il rapporto avverte che parte di questa differenza è legata alla prevalenza de La Niña nel corso del XXI secolo, che in genere portano ad abbassare le temperature della superficie del mare a livello mondiale.

Il calore contenuto negli oceani resta vicino ai livelli record: nei primi 2.300 piedi, circa 800 metri, nel 2012 le temperature oceaniche sono state vicine ai livelli record, ma nel 2001 – 2012 incrementi complessivi della temperatura si sono verificati tra profondità di 2.300 – 6.600 piedi e persino nelle estreme profondità dell’oceano.

Record del livello del mare:  dopo forti diminuzioni del livello marino globale nel primo semestre del 2011, legate agli effetti de La Niña, nel 2012 i livelli del mare hanno raggiunto livelli record. Negli ultimi 20 anni, nel mondo  il livello del mare è aumentato ad un tasso medio di 3,2 ± 0.4 mm all’anno. .

Continua il trend della salinità degli oceani: prosegue la tendenza iniziata nel 2004 e gli oceani sono stati più salati rispetto alla media nelle zone di alta evaporazione, compreso il Nord Pacifico centrale tropicale, e meno salate della media nelle zone ad alta precipitazioni, tra cui il l’Oceano Indiano del centro-nord, suggerendo che le precipitazioni sono in aumento nelle zone già piovose e che l’evaporazione si sta intensificando in quelle aride.

I cicloni tropicali nella media: nel 2012 l’attività globale dei cicloni tropicali è stata vicina nella media, con un 84 tempeste, la media 1981 – 2010 è di 89. Un dato simile al 2010 e 2011, il Nord Atlantico è stato l’unico bacino  che ha sperimentato un’attività di uragani superiore al normale.

Continua la crescita dei gas serra: le grandi concentrazioni di gas serra, tra i quali  l’anidride carbonica, metano e protossido di azoto, hanno continuato a crescere nel 2012. Dopo un leggero calo delle emissioni antropiche dovuto alla  crisi economica globale, le emissioni di CO2 da combustibili fossili e produzione di cemento hanno raggiunto un livello record nel 2011 di 9,5 ± 0,5 petagrammi (1.000.000.000.000.000 di grammi) di carbonio, e per il 2012 si stima un nuovo record di 9,7 ± 0.5 petagrammi di carbonio. Le concentrazioni atmosferiche di CO2 nel 2012 sono aumentate di 2,1 parti per milione, raggiungendo una media globale di 392,6 ppm all’anno. Nella primavera del 2012, per la prima volta, la CO32 nell’atmosfera ha superato le  400 ppm in diversi siti di osservazione dell’Artico e alle Hawaii.

La temperatura della bassa stratosfera resta “fresca”:  la bassa stratosfera, tra 6 e 10 miglia sopra la superficie della Terra, nel 2012 ha registrato, a seconda dei dataset il record del freddo o ci si è avvicinata. Un fenomeno dovuto all’aumento dei gas serra ed al declino di ozono stratosferico che tendono a raffreddare la stratosfera, mentre riscaldano il pianeta negli strati di atmosfera vicini alla superficie.