La missiva di Vaugan sui Bonn Climate Talks

Riflettendo sul futuro del clima e del pianeta: lettera a mio figlio

[21 giugno 2013]

Mio caro Alfred,

mentre scrivo questo, la pioggia sta sferzando il terreno ed è tardi. L’ultima volta che ti ho scritto riguardo alla questione alla quale lavoro, il cambiamento climatico, ero lontano, a Rio de Janeiro, in Brasile, in occasione del vertice dell’Onu per lo sviluppo sostenibile. Un anno dopo, sono corso da casa fino a Bonn, in Germania, dove ho trascorso la scorsa settimana all’ultimo round dei negoziati sul clima dell’Onu  che cercano di supportare i governi nell’agire rapidamente e con coraggio per far fronte alla crisi climatica globale.

Mentre guardo fuori dal finestrino del treno un tempo estivo insolitamente umido, sono preoccupato per le persone che negli ultimi giorni hanno subito inondazioni estreme nell’Europa orientale, molti di loro non troppo lontano da dove hanno avuto luogo i colloqui di Bonn; inondazioni che sono esacerbate dal crescente cambiamento climatico o, come lo chiamo io, dalla distruzione climatica globale.

Vedi Alfred, con il riscaldamento della Terra, il sistema climatico globale è fuori controllo, diventando meno stabile e sempre più imprevedibile. Il ghiaccio artico si sta sciogliendo, i mari stanno risalendo, le tempeste sono sempre più intense e il tempo del mondo è sempre più irregolare. In breve, la base stessa della nostra società, un clima stabile e prevedibile, è oggi in rapida evoluzione al di fuori del nostro controllo.

Mi dispiace dirti che l’ultimo round di negoziati Onu è stato in stallo per una settimana intera su un punto di disaccordo. Questo è stato uno spreco di migliaia di ore di tempo delle persone, di centinaia di migliaia di dollari e di tonnellate di carbonio emesse da decine di persone che erano andate in Germania con l’intenzione di fare progressi per salvaguardare il futuro del pianeta.

Ancora una volta nel corso dei negoziati, abbiamo ascoltato i piccoli Paesi insulari in via di sviluppo, come Barbados e Tuvalu, supplicare i grandi emettitori di smetterla di inquinare e di contribuire a garantire un futuro più sicuro per le persone che vivono nelle nazioni dei Paesi a bassa elevazione prima che le loro case vadano sott’acqua. Ma grandi emettitori come gli Stati Uniti e le economie in crescita come Cina e India ancora non riescono a dimostrare la leadership necessaria richiesta per fermare un peggioramento della catastrofe climatica. Data la gravità del problema che incombe su di noi, trovo incomprensibile che coloro che occupano posizioni di potere non riescano ancora ad agire con l’urgenza e la leadership di cui abbiamo disperatamente bisogno.

Nonostante la mia frustrazione, non posso dimenticare i campanelli d’allarme climatici che risuonano nella mia testa. Non è una buona notizia, Alfred. Il mese scorso, il mondo ha raggiunto una pietra miliare critica nel quale la concentrazione di anidride carbonica ha raggiunto livelli record di 400 parti per milione. Ciò significa che ora c’è più anidride carbonica nell’atmosfera che in qualsiasi periodo negli ultimi 3-5 milioni di anni. Infatti, l’ultima volta che la CO2 era così abbondante, i livelli del mare erano fino a 40 metri più alti.

E non è tutto. Diverse ricerche pubblicate la scorsa settimana dall’International energy agency dimostrano che abbiamo solo fino al 2017 per trasformare radicalmente le nostre società e adottare nuovi, sostenibili, low carbon e climaticamente resilienti modi di vivere sul pianeta Terra, se vogliamo avere qualche speranza di mantenere il global warming  entro il limite di sicurezza di 2°C entro la fine del secolo.

Ma Alfred, dobbiamo anche mettere la crisi climatica all’interno del contesto. Tu ed io abbiamo il lusso di un posto per dormire e pasti regolari da mangiare. Ma per milioni di persone più povere del mondo, che hanno fatto molto poco per causare il cambiamento climatico, gli impatti di un clima globale in rapido cambiamento sono molto, molto peggiori.

Il cambiamento climatico non sta avvenendo isolatamente. Si presenta in testa a molte altre disuguaglianze. Come può essere che nel 2013 quasi un miliardo di persone ancora vadano a letto affamate ogni sera? O che i due terzi dei 774 milioni di persone che non sanno leggere e scrivere nel mondo siano donne? O che 780 milioni di persone non abbiano accesso all’acqua pulita? Per i più poveri del mondo, che stanno già combattendo con la fame, la scarsa assistenza sanitaria, la scarsa igiene e la disparità di diritti, l’impatto del peggioramento del cambiamento climatico sta rendendo la vita ancora più difficile.

Per fortuna, ci sono alcune buone notizie. Abbiamo i mezzi per assicurare la continuazione della prosperità, per salvaguardare gli stili di vita delle persone e per contribuire a sollevare le persone dalla povertà. Dobbiamo solo essere più intelligenti in quel che facciamo. Abbiamo bisogno di investimenti in nuove forme di energia rinnovabile e dobbiamo garantire che i Paesi più poveri abbiano accesso a percorsi di sviluppo verde. Soprattutto, dobbiamo affrontare le disuguaglianze e garantire misure chiave di successo.

Qui nel nord del  globo abbiamo urgente bisogno di una rivoluzione verde in tutte le nostre economie e in tutti i settori, come il cibo, l’energia, i trasporti o la produzione sostenibile. Ma dobbiamo anche vivere fino a pagare i costi per i danni che le nostre società stanno facendo a quelle del sud del mondo attraverso forme non sostenibili di consumo e di produzione.

L’unica cosa che ci frena è la debolezza dei nostri leader mondiali, la nostra dipendenza dal petrolio e, soprattutto, la mancanza di una visione comune collettiva che le cose possono e devono cambiare. Non abbiamo tempo da perdere. Se i leader mondiali non potranno agire, dobbiamo avere il coraggio di chiederlo e agire noi stessi.

Abbiamo tutti un ruolo da svolgere, soprattutto quelli del nord del mondo che sono più responsabili e in grado di compiere passi decisivi. Le scelte di ognuno di noi fatte su base quotidiana sono fondamentali per risolvere la crisi climatica. Possiamo cominciare a consumare meno, riciclare le cose di cui non abbiamo più bisogno, comprare cibo locale, mangiare meno carne e scegliere prodotti del commercio equo e biologici. Ma soprattutto dobbiamo far smettere alle nostre banche di investire i nostri soldi in attività non sostenibili e immorali che danneggiano il nostro pianeta e i poveri del mondo.

Alfred, quello che sto cercando di insegnarti è come si cresce, che siamo in grado di fare la differenza anche con le scelte che facciamo nella nostra vita quotidiana. Per il benessere della vostra generazione, e della mia, intervenire oggi non è più una scelta, ma una necessità. Ricordati: dobbiamo agire positivamente insieme. Collaborando possiamo costruire un mondo più sicuro e migliore per tutta l’umanità, non solo per i ricchi, ma anche per i non abbienti.

Questa è la nostra sfida, Alfred. Un altro mondo è possibile, dobbiamo solo crederci e lottare per esso.

Con tanto amore, tuo padre,

Kit

di Kit Vaugan, direttore di Care International’s Poverty, Environment and Climate Change Network