Il riscaldamento globale apre la nuova Via della Seta (in treno) per la Cina

GoGreen di Dhl: «Movimentare le merci con risparmio ambientale fino al 57%»

[21 febbraio 2017]

Il riscaldamento globale sta aprendo nuove totte commerciali, ma il nuovo passaggio a Nord-Est, dall’Europa Centrale al Sud Asia passando per la Siberia, non è una delle rotte marittime sempre più sgombre dai ghiacci, ma una rotta ferroviaria che riduce di due terzi il percorso rispetto alle attuali rotte via nave che passano dagli stretti di Gibilterra, Malacca e Suez.

A Dhl, tra i leader mondiali nel settore della logistica, non sfuggono le opportunità economiche offerte dal mutato contesto ambientale e afferma che il suo servizio «Rail global forwarding rappresenta, viaggiando sulla nuova Transiberiana che unisce la Cina all’Europa in circa due settimane, una nuova via della seta con un costo inferiore dell’aereo e transit time più veloce della nave».

Secondo l’Unione europea, entro il 2030 il 30% delle sue merci dovrà viaggiare su rotaia, ma Dhl sottolinea che «l’Italia è in ritardo – fanalino di coda d’Europa – con solo il 6% delle merci che utilizzano questo mezzo. Se il volume oggi trasportato su ruote viaggiasse integralmente via ferrovia, il risparmio ambientale sarebbe pari al 57%: quest’ultima è la modalità più efficiente dal punto di vista energetico, infatti a parità di tonnellate è necessaria meno della metà dell’energia richiesta per lo spostamento su strada».

Certo, parlare di ambiente mentre si cercano di sfruttare economicamente le possibilità aperte al global business dal cambiamento climatico può sembrate paradossale, ma Mario Zini, amministratore delegato di Dhl global forwarding Italia guarda ad entrambi i lati della medaglia e sottolinea che «la quantità di merci che si muovono quotidianamente da una parte all’altra del globo è in crescita costante e progressiva e il settore delle spedizioni, generando il 14% delle emissioni di anidride carbonica globali, ha un ruolo di primo piano nel combattere i cambiamenti climatici. Uno spostamento verso il Rail non può più essere rimandato: si tratta di un sistema sicuro, un compromesso eccellente fra tempi e costi. La nostra nuova Transiberiana è inoltre un’ottima occasione di incrementare l’import-export tra Cina ed Europa, due tra le realtà più in evoluzione in fatto di business».

Le cifre fornite da Dhl sono impressionanti: «Dhl ha trasportato su Rail circa 50.000 Teu (container da 40 piedi) nel 2016, il 119% in più rispetto all’anno precedente (21.770 Teu). Dalla Cina la rete si estende a coprire Sud Corea, Giappone, Taiwan e Vietnam. Una logistica via treno che permette di definire spedizioni con tempi di transito regolari e certi, con un alto livello di sicurezza (controlli fisici e Rfid), attenta all’impatto ambientale e tracciabile attraverso un sistema Gps con monitoraggio 24/7. In particolare gli eventi monitorabili sono: Route management: posizione geografica del container; Breach detection: segnalazione se il contenitore viene aperto; Light detection: presenza di luce all’interno del container; Shock: avviso in caso il contenitore subisca scosse; Temperature and humidity: monitoraggio di temperatura e umidità all’interno del container».

Numeri dai quali risulta tra l’altro evidente che, nel mondo del commercio globalizzato, le merci ricevono molte più attenzioni e tutele dei migranti e dei profughi e che, mentre il cambiamento climatico apre strade più veloci per spostare i prodotti che sostengono il consumismo planetario, gli esseri umani – che spesso quelle stesse merci le producono, o che estraggono le materie prime per realizzarle –  trovano molte più difficoltà a passare per rotte chiuse da muri e filo spinato.

Comunque, mentre la tragedia umana del mondo si ripete sempre uguale e sempre diversa, anche le multinazionali hanno un’anima e Dhl assicura che grazie al suo programma GoGreen «ha migliorato la propria carbon print del 10% nel 2012, del 25% nel 2015 e si è data come obiettivo il miglioramento della propria efficienza energetica del 30% entro il 2020: per questo è nato il programma globale GoGreen, che coinvolge tutte le Business Unit del Gruppo i partner e le società clienti che desiderano implementare le proprie strategie ambientali nel campo della logistica».

Mentre i treni e le navi che trasportano merci lungo nuove rotte nell’Oceano Artico e nelle ferrovie della nuova via della seta libera dalla neve e dal gelo, Dhl spiega che «il fulcro del programma è duplice: da una parte, favorire sempre più pratiche e abitudini che riducano l’impatto ambientale; dall’altra, forse ancora più importante, modificare la logica della short term value a favore di un’ottica di lungo periodo, che premi asset e investimenti con pay back meno immediati ma più significativi».

E’ la nuova ed eterna contraddizione che viaggia sulla Transiberiana delle merci, attraverso il mondo del global warming creato dalla corsa al profitto, ma (finalmente) temperato da un po’ di green.