Riscaldamento globale, le nuove rotte di navigazione artiche rimarranno aperte per mesi

Le nuove rotte artiche si aprono mentre i ghiacci marini diminuiscono

[7 settembre 2016]

Rotte artiche 0

«Il declino osservato nel ghiaccio marino artico si prevede che continuerà, aprendo rotte commerciali più brevi attraverso l’Oceano Artico, con implicazioni economiche potenzialmente globali», a dirlo, o meglio a confermarlo, è lo studio “Sea ice decline and 21st century trans-Arctic shipping routes”, pubblicato su Geophysical Research Letter da un team di ricercatori britannici del  dipartimento di meteorologia dell’università di Reading e del National Centre for atmospheric science che  ha utilizzato il Coupled Model Intercomparison Project Phase 5  (CMIP5) per  rimuovere errori e simulare la perdita di ghiaccio marino  che potrebbe far aumentare le opportunità per i trasporti marittimi artici. Secondo lo studio, « Entro la metà del secolo per le navi standard Open Water, la frequenza dei periodi navigabili raddoppierà, con rotte che diventeranno disponibili in tutto l’Artico centrale».

I ricercatori britannici hanno utilizzato anche il sea ice – ship speed relationship per dimostrare che, entro la metà del secolo, le rotte europee artiche verso l’Asia diventeranno in media 10 giorni più veloci rispetto alle alternative, e 13 giorni più veloci entro la fine del secolo, mentre le rotte del Nord America diventeranno 4 giorni più veloci.

Il problema è che questi effetti positivi per la navigazione commerciale dipendono dal fatto che «Le emissioni di gas serra future avranno un impatto maggiore entro la fine del secolo; la stagione della navigazione raggiungerà i 4 – 8 mesi a una  RCP8.5 (Representative concentration pathways di CO2, ndr), il doppio che a  RCP2.6, entrambe con notevole variabilità inter-annuale».

L’era dei rompighiaccio starebbe per finire: i ricercatori dell’ dell’università di Reading dicono che, entro la fine del secolo  navi moderatamente rafforzate per affrontare i ghiacci marini potranno navigare lungo le rotte artiche anche per 10-12 mesi.

Il principale autore dello studio, Nathanael Melia, spiega alla Bbc News che «La riduzione del ghiaccio marino estivo, forse il segno più evidente del cambiamento climatico, può anche fornire opportunità economiche. C’è un rinnovato interesse per il trasporto trans-artico a causa dei costi e dei tempi di percorrenza ridotti tra l’Asia e l’Atlantico. Finora solo poche navi commerciali hanno utilizzato queste rotte, in quanto non sono attualmente aperte in modo affidabile».

I ricercatori dicono che il declino del ghiaccio marino artico non si fermerà – quest’anno dovrebbe toccare il secondo record più basso da quando esistono dati satellitari – e un altro degli autori dello studio, Ed Hawkins, sottolinea: «Se sperimenteremo un aumento di 2 gradi della temperatura globale, andremo vicino ad un Artico che sarà effettivamente in parte libero dai q ghiacci tutto l’anno, il , che è un milione di chilometri quadrati di copertura di ghiaccio in meno. Così, anche se le emissioni future saranno n linea con l’accordo di Parigi,  questo significherà ovviamente che le rotte di navigazione saranno più aperte. Non tutto l’anno, ma più regolarmente di quanto non lo siano oggi. Le acque aperte per la navigazione non saranno più così vicine alle coste russe e  le navi del rinforzate contro il ghiaccio passeranno proprio sopra il polo».

I vantaggi per il commercio sono evidenti: se le navi possono passare dall’Artico ridurrebbero di molti giorni i tempi di percorrenza tra i porti del Pacifico e del Nord Atlantico e risparmierebbero enormi quantità carburante. Inoltre, con rotte che passano nel cuore dell’Oceano Artico, potrebbero  evitare il pagamento delle tasse richiesto per attraversare le acque territoriali russe in Siberia.

Il team ha utilizzato cinque noti  computer models climatici e li ha “addestrati” a rendere  meglio la distribuzione dei ghiaccio marini dell’Artico fra un secolo  rispetto alle  osservazioni attuali e a diversi scenari di emissione, per valutare dove, come e quando le rotte marittime diventeranno navigabili.

I cambiamenti nei trasporti marittimi internazionali potrebbero essere giganteschi:  per esempio le imprese europee  che attualmente movimentano le merci da e per l’Asia orientale – Rotterdam attraverso il canale di Suez  contano su un tempo medio minimo di di circa 30 giorni, ma  in futuro, con lo scenario di emissioni approvato a Parigi, un collegamento Artico potrebbe portare questo a  23 giorni per navi rinforzate entro la metà del secolo e a 22 giorni per le navi non specializzate entro la fine del secolo. Nello scenario di emissioni elevate, questi tempi di transito scenderebbero ulteriormente a 20 giorni entro il 2050 e a 17 giorni entro il 2100.

I guadagni non sono così grandi per i porti del Nord Atlantico, come New York, perché un percorso attraverso il leggendario Passaggio Nord Ovest non poi molto più breve rispetto all’utilizzo del Canale di Panama, ma il team britannico  dice che comunque  la nuova rotta artica sarà vantaggiose perché farà risparmiare qualche giorno.

Ma il vantaggio economico/commerciale nasconde un gigantesco problema ambientale: la stagione di navigazione artica aumenta solo perché l’estensione del ghiaccio marino artico diminuisce, anche se per gli scienziati dicono che comunque «Ci sarà sempre un po’ di ghiaccio marino, soprattutto in inverno, e che di anno in anno le condizioni potrebbero essere molto variabili».

Le compagnie di navigazione dicono che prima che le rotte artiche diventino abituali dovranno prendere in considerazione diversi fattori, come i costi del carburante, il tempo, le assicurazioni, i limiti per alcuni tipi di carico…  soprattutto per quanto riguarda le navi non rinforzate che comunque dovranno passare per rotte dove sarà ancora possibile incontrare iceberg o formazioni improvvise di ghiaccio marino.

Rachel Tilling, dell’University College of London,  che studia il ghiaccio marino mare-ghiaccio con il Croysat spacecraft, la missione dell’agenzia spaziale europea che produce mappe della  formazione della banchisa artica, conclude: «Ora ci sono le prove che artiche rotte di navigazione si stanno aprendo, per coloro che desiderano utilizzarle sarà necessario conoscere lo spessore del ghiaccio giorno per giorno. Noi forniamo queste informazioni quasi in tempo reale tramite il nostro servizio dati che abbiamo lanciato per aiutare la scienza e le attività marittime nella regione artica».