Galletti: «Acceleriamo interventi, finisce epoca lungaggini burocratiche che bloccano opere»

Rischio idrogeologico: più di 83 milioni alle Regioni del centro nord

Ministero dell’ambiente: copriranno gli accordi di programma

[22 maggio 2015]

dissesto idrogeolgico

Il ministero dell’ambiente sta predisponendo gli atti necessari ad attribuire alle Regioni del Centro-Nord 83 milioni e 650 mila euro inizialmente previsti dal Fondo Sviluppo Coesione e non assegnati, intervenendo con proprie risorse di bilancio, serviranno a completare il finanziamento degli Accordi di Programma stipulati nel 2010 e portare a termine rapidamente gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.

Una nota del ministero dell’ambiente spiega che «Questi fondi  sommati ai 50 milioni e 947 mila euro già trasferiti, arriveranno a coprire i 134 milioni e 596 mila euro di  risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione mai assegnate. Ciò consentirà di chiudere definitivamente la questione del finanziamento sul Piano nazionale contro il rischio idrogeologico avviato nel 2010. Negli ultimi tre anni proprio il ministero, avendo già provveduto alla chiusura finanziaria del programma di interventi con le Regioni del Sud per la quota di competenza, si è costantemente adoperato per consentire la rapida attuazione degli interventi inclusi negli Accordi sottoscritti con le Regioni del Centro Nord, seguendo due linee d’azione: da un lato trasferendo le risorse FSC assegnate alle regioni del centro-nord con la delibera 6/2012 (circa 56 milioni e 200 mila euro nel 2013 ed  oltre 24 milioni di bilancio anticipati nel 2014 per le urgenti necessità manifestate dalle Regioni) dall’altro attivandosi per reperire nel proprio bilancio le risorse ancora mancanti. Il ministero dell’Ambiente continuerà a lavorare intensamente per accelerare l’utilizzo delle risorse già erogate».

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, conclude: «Vogliamo accelerare la realizzazione delle opere ponendo fine all’epoca delle lentezze burocratiche che troppe volte in passato hanno fermato la messa in sicurezza di molti territori a rischio in Italia. E’ un intervento necessario, che accompagna il nuovo Piano di contrasto al dissesto idrogeologico da sette miliardi nei prossimi sette anni».