Pressioni sui senatori Usa perché boccino la nomina. Ma i repubblicani hanno la maggioranza

Rivolta di ambientalisti e democratici contro Pruitt, il nemico dell’Epa nominato da Trump all’Epa.

«Scott Pruitt all’Epa è come mettere la volpe a guardia del pollaio»

[9 dicembre 2016]

Il presidente eletto Usa Donald Trump ha nominato il procuratore generale dell’Oklahoma, Scott Pruitt, a direttore dell’Environmental protection agency (Epa), sarebbe un po’ come nominare Chicco Testa ministro dell’ambiente in Italia, ma  l’indicazione di Pruitt, che non è certo una sorpresa (solo qualche buontempone poteva credere ai dubbi climatici di Trump), significa un ripensamento completo dell’Epa e le associazioni ambientaliste sono preoccupatissime, a cominciare dalla più grande, Sierra Club, che dice che si tratta di una vittoria degli inquinatori e di una sconfitta per il popolo americano.

Secondo il presidente di  Earthjustice Trip Van Noppen, «Ogni americano dovrebbe essere inorridito dal fatto che il presidente eletto Trump abbia appena nominato  qualcuno che ha fatto carriera come vociante difensore degli inquinatori alla testa della nostra Environmental protection agency. Ha combattuto Econtro i limiti dell’Environmental Protection Agency sull’inquinamento delle sostanze tossiche, come il mercurio e lo smog, che mettono tutti a rischio di aumento del cancro, asma infantile e di altri problemi di salute. Sostiene falsamente che il fracking non contamina l’acqua potabile».

Come tanti di coloro che fanno parte del gabinetto di transizione di Donald Trump, Pruitt è un negazionista climatico e come procuratore generale ha sempre sostenuto gli interessi della lobby dei combustibili fossili, ma ha anche pesantemente attaccato l’Epa che ora è chiamato a dirigere per il regolamento sulle emissioni di CO2 e ha negato che il riscaldamento globale abbia un’origine antropica.

I legami di Pruitt per compagnie petrolifere e del gas sono saldissimi: la lobby dei combustibili fossili ha finanziato con circa 300.000 dollari la sua campagna elettorale per diventare procuratore generale dell’Oklaoma e lui l’ha ripagata dando il via libera senza alcun freno al fracking  e attaccando in ogni modo e in ogni occasione l’Epa e i suoi standard per la produzione di gas. Secondo il New York Times, sarebbe stata in realtà la Devon Energy, una compagnia petrolifera e gasiera dell’Oklahoma, a scrivere la lettera – su carta intestata dello Stato –  con la quale nel 2011 Pruitt si opponeva alle politiche ambientali di Barack Obama e dell’Epa.

Con Pruitt, l’Oklahoma è stato uno degli Stati Usa che hanno promosso un’azione legale per bloccare il Clean power plan, un ambizioso regolamento dell’Epa voluto da Obama che punta a ridurre le emissioni delle centrali elettriche. Prima di intentare la causa, insieme con altri procuratori generali repubblicani, Pruitt aveva  partecipato a meeting privati con denarose compagnie del carbone.

L’Epa ha il compito di redigere e far rispettare le più importanti leggi ambientali Usa, comprese il Clean Air Act e il Clean Water Act. Molti dei regolamenti più forti dell’Epa, come ad esempio il Clean power plan, sono stati sviluppati a discrezione dell’Agenzia, nel tentativo di trovare il modo migliore per limitare le emissioni di CO2. E proprio questi regolamenti potrebbero essere annullati, riconsiderati e stravolti da Pruitt. Inoltre, anche se molti di questi tentativi di limitare la regolamentazione ambientale saranno probabilmente impugnati dagli ambientalisti in tribunale, la Corte Suprema sarà presto di nuovo controllata dai repubblicani e quindi la deregulation ambientale avrà la strada spianata.

La nomina di Pruitt è soggetta alla conferma del Senato e le associazioni ambientaliste sperano che almeno una parte dei repubblicani si vergognino e la respingano insieme ai democratici. «L’entrata in funzione di Scott Pruitt all’Epa è come mettere la volpe a guardia del pollaio – ha detto il presidente della League of Conservation Voters Gene Karpinski – La League of Conservation Voters si oppone fortemente questa nomina e invita i senatori a votare contro la conferma di Scott Pruitt. Tutte le persone in questo Paese hanno il diritto di respirare aria pulita, bere acqua pulita, e godere dei benefici economici e per la salute della rivoluzione dell’energia pulita ed è di vitale importanza che abbiamo un amministratore dell’EPA che rispetti tali diritti».

Il portavoce di Greenpeace Usa Travis Nichols, è durissimo: «Con la nomina di Scott Pruitt a capo dell’Environmental Protection Agency, Trump sta mettendo a rischio l’America. Pruitt è un puro prodotto dell’industria del petrolio e del gas, piazzato successivamente in posti di governo per  svendere i suoi elettori ad ogni turno. Spingerà questo paese molto indietro rispetto al resto del mondo nella corsa per l’energia pulita del XXI secolo. Con Scott Pruitt come capo dell’Epa, le persone e l’ambiente saranno nelle mani di un uomo che non si preoccupa di nessuno dei due».

Nichols Ricorda che «Come procuratore generale dell’Oklahoma, Pruitt è stato un entusiastico sostenitore o dell’industria del fracking, e un’ostruzionista sconsiderato del Clean power plan. Mettendo i leccapiedi dei combustibili fossili e negazionisti climatici come Pruitt in posizioni di potere, Trump sta portando l’America più lontana dalle soluzioni climatiche e dalla rivoluzione energetica pulita globale e verso il disastro planetario. Mentre Trump può mandare segnali ai media che ha una “mente aperta” sui cambiamenti climatici, questa nomina e il resto della sua proposta di gabinetto confermano che non capisce quale è  la posta in gioco del gioco a cui sta giocando. Sempre più persone si preoccupano dei cambiamenti climatici rispetto a quelle che hanno votato per Trump. E’ dalla parte sbagliata di questo problema. Se il negazionismo del cambiamento climatico negazione sta per essere la default position del Trump alla Casa Bianca, allora la resistenza implacabile sarà la default position del popolo americano».

Anche Rhea Suh, presidente, dell’Action Fund  del Natural resources defense council, un’altra grande associazione ambientalista Usa, sottolinea che «Pruitt è un forte alleato della industria dei combustibili fossili, ha: ha una lunga storia di ostilità verso l’Epa  ed è incaricato della causa federale per eliminare il Clean power plan, l’iniziativa sul cambiamenti climatico firmata dal presidente Obama per ridurre l’inquinamento delle centrali energetiche.

L’Nrdc chiede ai suoi soci e a tutti gli americani di rivolgersi direttamente ai Senatori  firmando una email che  esprime forte preoccupazione per la nomina di Pruitt e  che che chiede di non ratificarla.

La Suh  sottolinea che «Quando gli americani hanno votato a novembre non hanno votato per scatenare più inquinamento tossico, per lo sviluppo dilagante dei combustibili fossili e  per il pericolosi cambiamenti climatici. L’obiettivo di Trump di nominare Pruitt a gestire  l’Epa è come assumere una volpe a guardia del pollaio».

L’Nrdc chiede ai senatori di respingere la nomina di Pruitt perché «Degli amministratori Ea qualificati dovrebbero accettare la scienza climatica. Dovrebbero credere all’importanza delle leggi ambientali che ci proteggono dall’inquinamento atmosferico, dall’inquinamento delle acque e delle sostanze chimiche tossiche.  Non dovrebbero avere una lunga storia di attacchi alla stessa agenzia per minarla. Purtroppo, Pruitt appare inadeguato su tutti i fronti. Uno dei compiti più solenni di Trump quando sarà presto in carica come presidente sarà quello di far rispettare le leggi dalle quali tutti noi dipendiamo per proteggere il nostro ambiente, la nostra salute e il futuro dei nostri figli. Con Scott Pruitt, Trump sta facendo suonando l’allarme che vuole sottrarsi a tali responsabilità».

Bernie Sanders, che fa pate della Commissione ambiente del Senato Usa che terrà le audizioni sulla  conferma di Pruitt, è il primo a rispondere all’appello: «In un momento in cui il cambiamento climatico è la più grande minaccia ambientale per l’intero pianeta, è triste e pericoloso che mister  Trump abbia nominato Scott Pruitt alla guida dell’Epa. Il record di mister Pruitt non è solo quello di essere un negazionista climatico, ma anche qualcuno che ha lavorato a stretto contatto con l’industria dei combustibili fossili per rendere questo Paese più dipendente, non di meno, dai combustibili fossili. Il popolo americano deve esigere leader che siano disposti a trasformare il nostro sistema energetico uscendo dai combustibili fossili. Mi opporrò con forza  a questa nomina».

Anche il senatore democratico Ed Markey , della commissione lavori pubblici, ha detto che  «Negare la scienza del cambiamento climatico e portare acqua alle Big Oil e all’industria dei combustibili fossili rende  [Pruitt] inadatto a guidare l’Epa. Mi opporrò energicamente alla nomina di Scott Pruitt».  Un altro senatore democratico Jeff Merkley, ha definito quella di Pruitt «Una scelta pericolosa e inaccettabile per la guida di un’Agenzia che ha il compito di leader  nei nostri sforzi climatici e per  proteggere l’aria pulita e l’acqua pulita per tutti gli americani». Il senatore Sheldon Whitehouse, anche lui democratico ha detto che Pruitt è inadatto all’incarico perché è un negazionista climatico ma soprattutto perché ad ogni elezione «Ha scelto i suoi donatori combustibili fossili contro la salute e il benessere delle persone che serve. Mi aspetto che il popolo americano sia scioccato per il fatto che il presidente eletto Trump abbia scelto una persona con tale disprezzo per la loro salute mentre impareranno di più su Pruitt durante le sue udienze di conferma».

Altri democratici dicono che Pruitt dovrebbe approfittare del procedimento di conferma per rivedere il suo negazionismo climatico e i suoi profondi legami con l’industria dei combustibili fossili.

Ma i repubblicani – che in Senato hanno la maggioranza assoluta – applaudono la nomina di Pruitt e lo invitano a fare davvero piazza pulita delle fastidiose norme ambientali volute da Obama. Secondo la senatrice repubblicana Shelley Moore Capito, «Pruitt è esattamente il tipo di persona che abbiamo bisogno di mettere all’Epa questo momento critico. E’ stata una forza trainante dietro la battaglia legale contro le  politiche ambientali e le normative di vasta portata del presidente Obama. Non vedo l’ora di lavorare con lui contro le politiche che minacciano l’energia affidabile e a prezzi accessibili e fanno andare indietro occupazione».

Stessa solfa dal senatore repubblicano Jim Inhofe, presidente della Commissione ambiente e lavori pubblici e forse il più famoso negazionista climatico del Senato Usa: «Pruitt ha combattuto contro normative ambientali incostituzionali e troppo zelanti per gli Usa  come il Waters act ed il Clean power plan, ha dimostrato che essere un buon amministratore dell’ambiente non significa gravare i contribuenti e le imprese con la burocrazia. Sono soddisfatto per la selezione del presidente eletto Trump e non vedo l’ora di lavorare con i mio  collega dell’Oklahoma nella sua nuova veste».

Per far deragliare la nomina di Pruitt, i democratici puntano sul buonsenso dei senatori repubblicani moderati, come quei 6 che votarono per la conferma di Gina McCarthy a direttrice dell’Epa. Intervenendo a una conferenza stampa di League of conservation voters, il snatore democratico Brian Schatz  ha definito la nomina di Pruitt «una cartina di tornasole per ogni senatore che ha affermato di credere nella scienza climatica. Si tratta di un allarme per un incendio a livello 4. Ci accingiamo a fare tutto il possibile per bloccare  la sua nomina e per questo avremo bisogno del  sostegno bipartisan di un’ampia base».

Whitehouse è convinto che una manciata di senatori repubblicani potrebbe essere convinto a bocciare la nomina di un negazionista climatico a capo dell’Epa: «Ci sono molti senatori repubblicani che in passato hanno sostenuto le leggi sui cambiamenti climatici, che hanno votato gli emendamenti sul clima proposti da me e da Brian [Schatz]  e che devono essere informati su questo. E’ una reale opportunità per spostare il problema in avanti e dobbiamo trarne il massimo vantaggio».

E’ proprio quel vantaggio sui cambiamenti climatici ed energia pulita che Hillary Clinton non ha voluto e saputo trarre in campagna elettorale.