Se Usa e Cina vogliono fare progressi sul cambiamento climatico, il momento è ora o mai più

[12 novembre 2014]

Quando il presidente Obama si reca in Cina per parlare con il presidente Xi Jinping, è certo che all’ordine del giorno c’è il cambiamento climatico. Entrambe le nazioni sono in cima alla classifica degli inquinatori, ed entrambi i Paesi sono alle prese con le conseguenze del cambiamento climatico. La California è nella morsa di una siccità prolungata e costosa che gli scienziati hanno collegato al cambiamento climatico. Pechino è afflitta da un’inquinamento dell’aria provocato dalle centrali a carbone che può arrivare ad essere 25 volte superiore rispetto agli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’inquinamento pericoloso sta facendo notare la sua presenza negli Stati Uniti e in Cina. E sta anche  stimolando l’azione.

Dopo anni di ritardi e depistaggi, entrambe le nazioni stanno facendo progressi reali nella riduzione delle emissioni climalteranti. Ora che si sta realizzando il momentum, la Cina e gli Stati Uniti possono agire come veri leader nei colloqui sul clima del prossimo anno, quando la comunità internazionale dovrà fissare gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento per il 2025 e oltre.

Sappiamo che la Cina e gli Stati Uniti possono impegnarsi a fare tagli significativi. Lo sappiamo perché si stanno già muovendo nella giusta direzione.

La Cina, per esempio, sta facendo molto di più per ridurre le emissioni di quanto la maggior parte degli americani si renda conto. Ha creato sette programmi regionali di cap-and-trade per l’inquinamento da carbonio e prevede di estenderli nel 2016 a un carbon market a livello nazionale. Inoltre, lo scorso anno ha installato più pale eoliche e più energia solare rispetto a qualsiasi altra nazione.

La Cina continua a consumare la metà di carbone del mondo, creando un enorme problema di salute pubblica e climatico; eppure, anche qui stiamo assistendo a un possibile punto di svolta. Nei primi tre trimestri di quest’anno la domanda cinese di carbone è diminuita, mentre il suo Pil ha continuato a crescere, e alcuni analisti prevedono che l’utilizzo del carbone potrebbe raggiungere più presto il suo picco, già quest’anno.

La Cina ha le sue ragioni per effettuare la transizione dal carbone, incluso l’aumento dei rischi per la salute da inquinamento e la necessità di diversificare l’economia. Il Natural Resources Defense Council degli Usa sta lavorando con i partner di ricerca cinesi per trasformare i limiti regionali dell’utilizzo del carbone in limite nazionale del consumo di carbone, per contribuire ad accelerare la transizione.

Un picco del consumo di carbone non porta necessariamente a un picco dell’inquinamento da anidride carbonica, dal momento che anche i trasporti e altri settori producono emissioni. Ma è una significativa pietra miliare. E in occasione del vertice sul clima dell’Onu di settembre la Cina aveva annunciato che lavorerà al picco dell’inquinamento di carbonio nel più breve tempo possibile.

Nel frattempo, qui negli Stati Uniti, l’amministrazione Obama ha compiuto passi importanti per ridurre l’inquinamento climalterante. Due anni fa, ha portato gli standard del risparmio di combustibile a 54,5 miglia per gallone entro il 2025. I nuovi standard ridurranno a metà l’inquinamento di carbonio delle nuove auto e permetteranno ai conducenti di risparmiare 80 miliardi di dollari l’anno alla pompa entro il 2025.

A giugno, l’amministrazione ha proposto i primi limiti nazionali assoluti in materia di inquinamento da anidride carbonica dalle centrali elettriche, la singola più grande fonte di emissioni degli Usa. La proposta iniziale dell’agenzia invita a ridurre l’inquinamento da carbonio del 26% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005. Questo è un buon inizio, ma un’analisi dell’Nrdc dimostra che norme più forti avrebbero permesso agli Usa  di raggiungere il 36% entro il 2020 e il 39% entro il 2025.

Questi standard più forti sono a portata di mano, tanto più che la nostra nazione continua ad espandere le proprie risorse di energia pulita. L’energia solare ed eolica contano per il 44% della nuova capacità di produzione di energia elettrica negli Usa dal 2012 al 2013. E una recente serie di aggiornamenti degli standard di efficienza per gli elettrodomestici entro il 2035 contribuirà a ridurre l’inquinamento da carbonio equivalente alle emissioni di 25 centrali elettriche a carbone.

Sia gli Stati Uniti e la Cina stanno facendo progressi, ma non possiamo fermarci ora. La portata della crisi climatica richiede azioni coraggiose e ambiziose. Le nostre nazioni devono continuare a ridurre l’inquinamento da carbonio e devono impegnarsi a tagli più profondi per il 2025 e oltre. I progressi sul terreno dimostra che possiamo raggiungere questi obiettivi e contribuire a indicare la strada per un futuro più sostenibile.

di Frances Beinecke, presidente del Natural Resources Defense Council (Nrdc)