Sentinel Alpine Observatory: le Alpi sotto costante osservazione

Competenze e dati a disposizione di scienziati e amministratori per monitorare i cambiamenti del territorio

[11 maggio 2017]

le immagini delle Alpi inviate dai satelliti Sentinel dell’Agenzia spaziale europea (Esa), sono impressionanti: «Oltre 300 mila chilometri quadrati di territorio fotografati ogni tre giorni con un risoluzione di 10-20 metri. Immagini ottiche e radar che ritraggono le montagne giorno e notte, con qualsiasi condizione meteo e mostrano aspetti come l’evoluzione dei ghiacciai alpini, le condizioni del suolo e lo stato di salute della vegetazione».

Gli esperti del centro di ricerca altoatesino organizzano le informazioni in database e mappe preziosi per la comunità scientifica internazionale e gli amministratori dei territori alpini e sottolineano che «L’estensione dell’area, la frequenza e il dettaglio delle immagini, i prodotti per il monitoraggio ambientale già validati fanno di questo osservatorio un punto di riferimento per lo studio delle aree di montagna in tutto il mondo».

A Eurach Research spiegano che «La cosiddetta linea delle nevi perenni è una variabile importante per calcolare l’esatta quantità di massa persa dai ghiacciai durante l’estate. Per individuarla i glaciologi fanno dei sopralluoghi nelle poche zone accessibili di alcuni ghiacciai». In estate, in quello che stimano sia il momento di massima erosione del ghiaccio, i ricercatori rilevano alcuni punti con il gps e tracciano le linee. «Se con questi sopralluoghi i glaciologi possono approssimare queste linee solo per alcuni ghiacciai dicono a Eurac Research – grazie ai dati inviati dai satelliti Sentinel, gli esperti di osservazione della Terra di Eurac Research possono tracciarle, seduti a una scrivania, in ogni momento dell’anno per qualsiasi ghiacciaio dell’arco alpino».

Attualmente, i satelliti del programma ambientale Sentinel dell’Esa che orbitano in intorno alla Terra sono 5 e sono una fonte enorme di informazioni: l’estensione dei ghiacciai è solo un esempio, basta sapere come ottenerle. Per questo Eurac Research ha fondato il Sentinel Alpine Observatory e spiega che «Da anni gli esperti di osservazione della Terra del centro di ricerca altoatesino lavorano sulle tecnologie di acquisizione e di validazione dei dati, sull’elaborazione e sugli algoritmi per ottenere prodotti pronti all’uso. I prodotti sono destinati ad amministratori o altri ricercatori e sono per esempio immagini ad altissima qualità per monitorare le foreste, mappe di umidità del suolo e serie temporali della copertura nevosa, mappe di estensione dei ghiacciai».  Marc Zebisch, climatologo di Eurac Research e direttore dell’Istituto di Osservazione della Terra, aggiunge: «L’Alto Adige è stato il nostro laboratorio per anni e ora il nostro know how ci permette di ampliare l’orizzonte e di diventare un centro di riferimento per i dati satellitari sulle Alpi. Nessuna catena montuosa è monitorata a questo livello».

Ma, come spiegano ancora i ricercatori,  «Grazie alle tecnologie satellitari si possono valutare i danni sulle foreste di una tromba d’aria, misurare la produttività della vegetazione e l’umidità del suolo per programmare l’irrigazione, prevedere con esattezza la portata dei fiumi nei periodi di scioglimento della neve, confrontare l’ampiezza della copertura nevosa di una determinata zona nel corso degli inverni»,

A Bolzano, i ricercatori di Eurac Research ricevono e elaborano i dati dei satelliti Sentinel ogni tre giorni circa (la frequenza dell’orbita è ogni sei giorni, ma alla latitudine delle Alpi i passaggi sono più frequenti) che vengono resi disponibili su un piattaforma online accessibile a tutti, basta registrarsi al portale. L’offerta va dal dato grezzo o elaborato solo in parte – una risorsa di base per continuare la ricerca in un ambito specifico – a prodotti finiti come mappe o serie temporali, utili agli amministratori dei territori.

Carlo Marin, esperto di telerilevamento di Eurac Research, conclude: «Uno degli aspetti che rende unica questa piattaforma è il fattore tempo: la frequenza delle immagini permette di registrare in maniera costante ogni cambiamento del territorio, di confrontare l’evoluzione di fenomeni come i movimenti del suolo in diverse zone dell’arco alpino. In caso di catastrofi naturali è possibile sovrapporre immagini di periodi diversi per valutare i danni. Il Sentinel Alpine Observatory è una piattaforma aperta e collabora con altri network internazionali, come l’Earth observation data centre e il Virtual alpine observatory L’idea dei ricercatori è far conoscere il più possibile questa piattaforma, in modo che diventi uno strumento per incentivare le attività di ricerca sull’ambiente alpino. Per favorire questo networking i ricercatori pubblicheranno i loro lavori ultimati e in corso sul blog http://sao.eurac.edu/blog».