Si riallarga il buco dell’ozono in Antartide: a ottobre 28,2 milioni di km2

Colpa della stratosfera troppo fredda. Ma il Protocollo di Montreal funziona bene

[30 ottobre 2015]

Ozono 2015

Lo strato di ozono stratosferico, che si trova a circa 25 Km di altezza, ci protegge dai raggi nocivi del sole. La diminuzione dello strato di ozono – che si verifica ogni anno durante la primavera dell’emisfero meridionale – è causata da temperature estremamente fredde nella stratosfera e dalla presenza nell’atmosfera di gas mangia-ozono,  come il cloro e il bromo. Secondo il nuovo WMO Antarctic Ozone Bulletin no. 4, 2015, «La superficie del buco dell’ozono antartico nel 2015 è tra le più grandi osservate». La World Meteorological Organization (WMO) dice che il fenomeno è causato  dalle condizioni meteorologiche di alta quota (stratosferiche) che sono state più fredde del normale. La WMO sottolinea che «Le condizioni della temperatura nella stratosfera antartica variano da un anno all’altro, in modo che in alcuni anni il buco nell’ozono è relativamente piccolo e in altri anni relativamente grande. Nel complesso, tuttavia, questo non inverte il previsto recupero a lungo termine nei prossimi decenni».

Comunque, il 2 ottobre il buco dell’ozono ha raggiunto la sua massima estensione del 2015, con una superficie di 28,2 milioni di km2 e, in base ai dati della Nasa, «è il più grande buco dell’ozono mai misurato in questa data specifica». Dal 2 ottobre l’area del buco dell’ozono calcolata dalla Nasa è stato la più grande mai registrata in questo periodo.  La media della maggiore estensione per oltre 30 giorni consecutivi è di 26,9 milioni di km2. Quindi, questo è il terzo più grande buco nell’ozono osservato dopo i record del 2000 e del 2006.

Geir Braathen, lo scienziato dell’Atmospheric and Environment Research Division della WMO che cura l’ Antarctic Ozone Bulletin, dice che «Questo ci dimostra che il problema buco dell’ozono è ancora con noi e che dobbiamo restare vigili. Ma non c’è motivo di allarme eccessivo».

Braathen. Spiega che «Il Protocollo di Montreal  del Braathen.sulle sostanze che riducono lo strato di ozono ha gradualmente eliminato le sostanze chimiche più pericolose, come i CFC o clorofluorocarburi, che venivano utilizzati negli impianti di refrigerazione e isolamento. Come risultato di un ampio rispetto del Protocollo e dello sviluppo dell’industria di sostituti “ozono-friendly” e dei prodotti chimici ormai controllati, l’accumulo totale mondiale di Ozone Depleting Substances (ODS) ha rallentato ed è iniziato a diminuire. Il recupero sostanziale dello strato di ozono è previsto per la metà del XXI secolo, anche se sopra l’Antartide avverrà dopo,  probabilmente circa nel 2070. Il Protocollo di Montreal è a posto e funziona bene. Ma potremmo continuare a vedere grandi buchi di ozono antartici fino a circa 2025, a causa delle condizioni meteorologiche nella stratosfera e perché le sostanze chimiche dannose per l’ozono persistono nell’atmosfera per diversi decenni dopo che sono state eliminate».

La WMO pubblica l’Antarctic Ozone Bulletin ogni  due o tre settimane, da agosto a novembre. I bollettini si basano su dati forniti dal Global Atmosphere Watch network  WMO che opera nelle stazioni di monitoraggio di ozono nell’emisfero meridionale.

La WMO spiega che «Durante l’inverno dell’emisfero sud, l’atmosfera sopra il continente antartico è tagliata fuori dagli scambi con l’aria delle medie latitudini dai venti conosciuti come vortice polare: l’area nella quale si verifica la maggior parte della distruzione  chimica dell’ozono. Il vortice polare è caratterizzato da temperature molto basse che portano alla presenza delle cosiddette nuvole stratosferiche polari (polar stratospheric clouds – PSC).  Quando arriva la primavera polare, a settembre o a ottobre, la combinazione del ritorno della luce solare e della presenza di nubi stratosferiche polari porta ad un rilascio di radicali del cloro, altamente reattivi con l’ozono, che distruggono l’ozono».

Quest’anno l’ozono sora l’Antartide ha iniziato a ridursi relativamente tardi, perché il vortice polare è rimasto nella notte polare tutto luglio e per la maggior parte di agosto. Ma quando il sole è tornato ad affacciarsi nella regione polare, alla fine di agosto, lo strato di ozono si è ridotto rapidamente. La stabilità del vortice ha portato a basse temperature nella stratosfera e l’acido nitrico ha interessato una superficie superiore alla media delle  nuvole stratosferiche polari nei mesi di agosto e settembre.

Il massimo dell’estensione de buco dell’ozono raggiunto nel 2015 è molto simile a quello del 2008. «La differenza – dice la WMO – è che nel 2015 il vortice è rimasto freddo e stabile e c’è stato un trasporto molto limitato di aria ricca di ozono dalle medie latitudini».

In alcune delle recenti stagioni del buco dell’ozono antartico c’è stato un sostanziale trasporto di ozono al di sopra del livello di altitudine buco dell’ozono ( circa 12 – 21 km) e questo negli ultimi anni ha portato spesso la colonna dell’ozono totale sopra  le 220 Dobson Units (la soglia di dichiarazione delle condizioni di buco dell’ozono), nonostante il fatto che nella regione a 12 – 21 km si sia sostanzialmente ridotto. Nel 2015 non è stato ancora osservato questo flusso di aria ricca di ozono sopra il range dell’altezza dell’ozono impoverito. La stabilità del vortice causala persistenza del low ozone  e questo in un periodo dell’anno in cui l’ozono totale normalmente sale e le dimensioni dell’area del buco nell’ozono calano.