Siberia: scoperto un altro gigantesco “buco” nel permafrost e non sembra finire qui [GALLERY]

[30 luglio 2014]

Gli scienziati russi hanno scoperto in Siberia un secondo gigantesco cratere di origine sconosciuta e avvertono che ne potrebbero comparire altri e che alcuni potrebbero costituire una minaccia per la popolazione di alcune aree.

Secondo gli abitanti della regione, il secondo pozzo,  che gli scienziati chiamano “cratere da esplosione di gas”, sarebbe comparso meno di un anno fa a circa 350 Km dal primo scoperto poco tempo fa ma ha un diametro di 4 volte inferiore:  “solo” 15 metri. Gli scienziati non hanno ancora raggiunto la voragine e quindi non si sa ancora quanto sia profonda.

La spiegazione più affidabile dell’origine di questi “crateri” è nelle conseguenze degli imponenti  cambiamenti climatici in atto in Siberia, con lo scioglimento del permafrost, lo strato di terreno ghiacciato “perenne” della regione,  con il cedimento del permafrost  la pressione dei gas in deposito sotterraneo naturale premerebbe sullo strato di terreno indebolito, fino a fuoriuscire violentemente, creando i misteriosi crateri che non presentano segni di “bruciature”.

La fusione del permafrost causata dal global warming potrebbe in alcune aree particolari essere accelerata  proprio dalla c presenza di questi depositi superficiali di gas, la cui temperatura media è di 30 gradi Celsius.

Questo tipo di esplosioni, che i russi definiscono  pneumatiche (senza incendio) si sarebbero verificate  anche 10.000 anni fa, quando il clima era più caldo, ma gli scienziati ancora non sanno ancora spiegare esattamente cosa le provochi e se si possono verificare anche senza i fenomeni  del riscaldamento climatico visibili nell’Artico.

Marina Leibman, del settore siberiano dell’Accademia delle Scienze della Russia, ha detto alla rivista Ogoniok  che «E’ qualcosa di nuovo, quindi, in realtà, è frustrante».

Il primo cratere è apparso meno di 30 Km  da una città dove vivono lavoratori dell’industria petrolifera  e gasiera, mentre il secondo è comparso a 90 km da Antipayuta, un paesino con circa 3.000 abitanti della Siberia più remota. A non è detto che il prossimo non si apra in una zona abitata e che non si producano più crateri in contemporanea.  I ricercatori sono venuti a conoscenza della presenza di 3 o 4 crateri simili relativamente vicini  tra loro.  La Leibman  conclude. «Quando ne capiremo di più sulle esplosioni ed a quali  condizioni avvengono le esplosioni, postremo fare una mappa dei luoghi potenzialmente pericolosi».