Siccità, caldo record e poi il gelo: il meteo stravolge l’agricoltura toscana

Coldiretti: «Siamo di fronte alla conferma che i cambiamenti climatici in atto si stanno manifestando in Italia con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi»

[23 febbraio 2018]

A partire dal fine settimana anche in Toscana le masse d’aria molto fredda di origine artica-continentale causeranno un marcato abbassamento delle temperature, con l’apice del freddo che si attende arriveranno ai seguenti valori termici massimi e minimi: Montagna: -10/-15 °C a circa 1500 metri, -5/-10 °C tra i 600 e gli 800 metri. Collina: -2/-7 °C tra i 300 e i 600 metri. Pianure interne: +2/-6 °C. Nella mattina di mercoledì non si escludono poi valori minimi inferiori ai -10 °C.

Un vero e proprio tracollo delle temperatura, soprattutto tenendo conto dei dati relativi a gennaio che, come ricordano dalla Coldiretti, è risultato termicamente molto più caldo della media, con scarti positivi di circa 3 gradi: è stato registrato, dopo il 2007, il secondo gennaio più caldo almeno degli ultimi 40 anni, che non ha permesso di recuperare il deficit annuo ereditato nel 2017 di oltre 200 millimetri, pari a circa un 30% di precipitazioni in meno.

La mancanza di acqua – sottolinea la Coldiretti Toscana- si fa sentire soprattutto nelle campagne dove le piante da frutto in fase di rigonfiamento delle gemme o già fiorite per effetto del caldo hanno bisogno di acqua, ma in sofferenza c’è anche il frumento ed a rischio ci sono le semine ed i trapianti primaverili come il mais. E anche gli ortaggi – spiega la Coldiretti Toscana – si irrigano come se fosse giugno. Una finta primavera che ha risvegliato gli alberi con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura, che adesso rischiano di essere seriamente compromesse con il gelo in arrivo.

«Siamo di fronte – commentano dalla Coldiretti Toscana – alla conferma che i cambiamenti climatici in atto si stanno manifestando in Italia con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi, con pesanti effetti sull’agricoltura che lo scorso anno ha subito perdite record per 2 miliardi di euro con effetti sull’occupazione e sul carrello della spesa dei cittadini. Per questo motivo è indispensabile lavorare ad un sistema di gestione del rischio efficace per  le uniche imprese che hanno il clima fra i propri “fattori della produzione”».