Siccità, o troppe piogge: i prezzi alimentari cominciano a risalire

Condizioni meteorologiche avverse spingono al rialzo l’indice Fao

[5 novembre 2015]

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L’Indice dei prezzi alimentari della FAO ha registrato nel mese di ottobre una media di circa 162 punti, un incremento del 3,9% rispetto al mese di settembre, ma ancora in calo del 16% rispetto all’anno scorso. L’ultimo Bollettino mensile sull’offerta e sulla domanda di cereali (Cereal Supply and Demand Brief  in inglese) della FAO ha rivisto leggermente al ribasso le previsioni di ottobre 2015 sulla produzione cerealicola mondiale, ora stimata a 2,53 miliardi di tonnellate, l’1,1% per cento al di sotto rispetto alla produzione record dello scorso anno.

Buona parte del calo delle previsioni riflette aspettative meno brillanti circa la produzione di mais in India e in Ucraina, per lo più dovute a condizioni climatiche avverse.  La siccità in Tailandia ha provocato una riduzione nelle proiezioni del raccolto di riso stagionale. Allo stesso tempo, sono aumentate le previsioni per la produzione mondiale di grano, riflettendo in larga misura raccolti più abbondanti di quanto non fosse stato in precedenza previsto nell’Unione europea.  Le scorte mondiali di cereali dovrebbero mantenersi a un livello da non destare preoccupazioni, con gli stock mondiali di grano in ulteriore aumento, raggiungendo il livello più alto in 15 anni.

L’Indice dei prezzi dello zucchero della FAO ha trainato l’aumento complessivo, un’impennata del 17,2% rispetto al mese di settembre, per il timore che le piogge molto abbondanti nelle principali aree produttive del Brasile possano avere un impatto sul raccolto della canna da zucchero, oltre a notizie di siccità in India e in Tailandia. Il brusco picco ha invertito il declino del sotto-indice registrato sin dal mese di febbraio.

Gli aumentati timori che El Niño possa ostacolare la produzione di olio di palma del prossimo anno in Indonesia, insieme a progressi lenti nella semina di soia in Brasile, dovuti a condizioni meteorologiche sfavorevoli, hanno determinato un aumento del 6,2% dell’Indice dei prezzi degli oli vegetali della FAO.

L’indice dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è salito del 9,4% rispetto al mese di settembre per il timore che la produzione di latte in Nuova Zelanda potrebbe diminuire. L’indice dei prezzi della carne è rimasto stabile. Anche l’Indice dei prezzi cerealicoli ha registrato un aumento, seppur di un modesto 1,7%,  dovuto in parte alle crescenti preoccupazioni circa la siccità che ha colpito le coltivazioni di grano in Ucraina e nel sud della Federazione russa.

di Fao