Social Forum Mondiale, l’ambiente è già protagonista. La diretta da Tunisi (Fotogallery)

Maurizio Gubbiotti in esclusiva per greenreport dalla capitale della Tunisia

[25 marzo 2015]

La “grande marcia dei popoli contro il terrorismo” ieri pomeriggio ha dato ufficialmente il via al Social Forum Mondiale, che fino al prossimo sabato si svolgerà al Campus Farhat Hached El Manar di Tunisi, e al quale è previsto parteciperanno circa 70.000 persone: per orientarsi il solito giornalone di oltre cinquanta pagine nelle quali un migliaio di seminari, convegni, assemblee, convegni, eventi culturali, affrontano tutti i principali temi dell’altermondialismo.

Quella di ieri è stata una manifestazione sotto l’acqua, a volte scrosciante, che a pochi giorni dall’attentato terroristico si è snodata da Piazza Bab Saadoun fino al museo del Bardo, accompagnata dagli slogan “I popoli di tutto il mondo uniti per la libertà, l’uguaglianza, la giustizia sociale e la pace. In solidarietà con il popolo tunisino e tutte le vittime del terrorismo, contro ogni forma di oppressione”.

Giustizia sociale e fiscale saranno gli argomenti fortemente al centro dell’attenzione, ma come annunciato i temi ambientali sono stati già molto protagonisti. La “Coalition Climate 21”, ossia la promotrice della due giorni che ha preceduto l’apertura del Forum, ha discusso a lungo di contenuti e di come preparare la mobilitazione in occasione della prossima Conferenza delle Parti sui mutamenti climatici, la COP21 che si terrà da fine novembre a Parigi. In quell’occasione particolarmente importante – perché lì si vedrà se concluso definitivamente, com’è oggi, il Protocollo di Kyoto – ci sarà un nuovo accordo multilaterale nei binari delle Nazioni Unite. In attesa di quest’evento fondamentale si inizia già a percepire un po’ l’effetto COP di Copenaghen: una mobilitazione sociale fortissima senza alcuna distinzione tra ambientalisti e le altre realtà sociali.

Per quanto riguarda i dibattiti proposti dalle associazioni tunisine, qui si concentreranno soprattutto sulla lotta contro la violenza economica e fisica e l’uguaglianza tra uomini e donne. Una delle novità di quest’edizione è “la tavola della controversia”, attività quotidiana nella quale, attraverso diverse conferenze, degli specialisti affronteranno tematiche economiche e politiche presentando tesi, antitesi e il fatto. Le attività e i laboratori quest’anno si terranno per 4 giorni consecutivi e non più tre, mentre solitamente l’ultima giornata veniva dedicata interamente alla chiusura e alle assemblee generali. Questa mattina inoltre,  dalle 11.30 (presso il Dipartimento di scienze), si dipana anche una delle attività di Legambiente e della “Environmental Alliance for a sustainable and fair Mediterranean”, dal titolo “Mediterranean people and Climate Change”.

di Maurizio Gubbiotti, responsabile dipartimento internazionale di Legambiente