Spiagge e dune a rischio per l’aumento di CO2: acidificazione del mare ed erosione costiera

Cnr e Università Ca’ Foscari: nel Mediterraneo possibile calo dei sedimenti del 31% al 2100

[12 novembre 2018]

Secondo lo studio “Impact of ocean acidification on the carbonate sediment budget of temperature mixed beach” pubblicato su Climatic Change da Simone Simeone, Alessandro Conforti e Giovanni De Falco dell’Istituto per l’Ambiente marino costiero del Cnr (Cnr-Ias) di Oristano e da Emanuela Molinaroli del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari di Venezia, «Dune e spiagge potrebbero modificare il loro aspetto per l’aumento di emissioni di anidride carbonica in atmosfera, già tra le concause del cambiamento climatico in atto».

Il caso di studio analizzato dai ricercatori è stata la baia di San Giovanni, lungo la penisola del Sinis, in Sardegna  e al Consiglio nazionale delle ricerche spiegano che lo studio «ha analizzato la catena di effetti innescati dall’aumento di CO2 sull’ambiente marino, stimando che da oggi al 2100 l’accumulo dei sedimenti alla base dei sistemi dunali mediterranei potrebbe calare del 31%, con erosione delle spiagge e maggiori rischi di inondazioni».

Simeone sottolinea che «Lontano dalle foci dei fiumi, i sistemi duna-spiaggia possono essere formati, interamente o in buona parte, da sedimenti carbonatici prodotti dagli ecosistemi marini, ad esempio praterie sottomarine di Posidonia oceanica Tali sedimenti potrebbero essere dissolti dall’acidità crescente dei mari: secondo recenti studi entro fine secolo il pH marino potrebbe scendere di circa 0.4 unità. A provocare l’acidificazione degli oceani, come noto, è l’aumento dell’anidride carbonica in atmosfera».

La ricerca, svolta nell’ambito del progetto “La Ricerca Italiana per il Mare” (Ritmare) finanziato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ha rivelato che «Gli effetti di questo fenomeno possono stravolgere il bilancio sedimentario di un sistema spiaggia-duna» e Simeone aggiunge: «Abbiamo constatato come una quantità rilevante del sedimento che forma il sistema spiaggia-duna sia costituito da resti di organismi vulnerabili agli effetti dell’acidificazione. Una diminuzione del pH potrebbe condizionare in maniera rilevante l’abbondanza di questi organismi negli ecosistemi marini e conseguentemente ridurre i sedimenti carbonatici».

Ma anche i sedimenti sommersi sarebbero a rischio: «Si tratta delle “fondamenta” del sistema spiaggia-duna che potrebbero subire un’inversione del bilancio sedimentario – conclude la conclude la Molinaroli – Alcune spiagge, da ambienti in progressivo accrescimento o in equilibrio potrebbero trasformarsi in ambienti in erosione. Inoltre, la ricerca dimostra come l’effetto dell’acidificazione sul sistema spiaggia-duna, combinato al previsto innalzamento del livello del mare, potrà incrementare sia l’arretramento della linea di riva, che gli effetti negativi delle inondazioni».