Sport e cambiamento climatico: a rischio i green del golf. E calcio e cricket non sono messi bene

L’industria sciistica scozzese potrebbe sparire completamente entro 50 anni

[9 febbraio 2018]

Secondo il nuovo rapporto “Game Changer – How climate change is impacting sports in the UK” della  Climate Coalition, realizzato in collaborazione con  il Priestley International Centre for Climate  dell’università di Leeds, «Gli inverni più umidi e l’erosione costiera legata al cambiamento climatico stanno minacciando lo sport del golf». Commentando “Game Changer”, la presidente di UK Sport, Damie Katherine Grainger, ha detto che «Questo rapporto illustra come alcuni degli sport britannici più iconici siano minacciati dal clima che cambia. Tempeste e alluvioni stanno devastando i campi di calcio e di  cricket in tutto il paese, gli storici  campi da golf stanno soccombendo all’innalzamento dei mari e alle mareggiate e gli sport invernali sono minacciati dalla riduzione della neve».

il principale autore del rapporto, Piers Forster, direttore del Priestley International Centre for Climate, spiega: «Dal 2000, abbiamo assistito a 6 dei 7 anni più piovosi registrati e ad inverni umidi record nel 2014 e nel 2016, con il 150% per cento delle precipitazioni normali. Questo, combinato con l’innalzamento del livello del mare e l’aumento delle mareggiate, significa che il cambiamento climatico sta già influenzando lo storico  gioco storico del golf nel suo luogo di nascita. Senza tagliare le emissioni di carbonio che portano al  cambiamento climatico, il livello del mare aumenterà di oltre un metro e gli inverni estremamente umidi diventeranno la norma. Molti aspetti delle nostre vite, incluso il gioco del golf, avrebbero difficoltà ad adattarsi a un mondo così cambiato».

Naturalmente quel che in Gran Bretagna – come prevedevano i climatologi – vale per l’aumento delle precipitazioni, in altri Paesi vale per l’aumento della siccità e delle temperature. Quel che è certo è che nel Regno Unito il cambiamento climatico sta peggiorando le condizioni meteorologiche estreme, causando l’interruzione e l’annullamento di attività sportive all’aperto sempre più spesso e per periodi più lunghi.

Nell’area di Greater Glasgow, durante la stagione golfistica britannica 2016/17 si è giocato il  20% di tempo in meno rispetto a dieci anni prima.

Steve Isaac, direttore per la stagione golfistica di R & A – l’organo di governo del golf nel Regno Unito che ha  sostenuto il rapporto Game Changer  – ha detto: «Non c’è dubbio che [il cambiamento climatico] stia diventando un fattore enorme. Credo che il golf, oltre allo sci, sia più influenzato dal cambiamento climatico rispetto a qualsiasi altro sport. Lo capiamo ora con l’aumento delle buche ingiocabili, le chiusure invernali dei campi e le interruzioni dei tornei professionistici. E le minacce future sono molto reali».

Ad essere colpiti non sono solo i campi da Gol di Donald Trump, che da Presidente Usa fa il negazionista climatico e da proprietario di campi da golf in Irlanda e Gran Bretagna invoca misure contro l’innalzamento del livello del mare, anche uno dei campi da golf più antichi del mondo, quello di Montrose, è stato gravemente danneggiato. Negli ultimi 30 anni, il Mare del Nord è avanzato 70 metri verso il campo, costringendo i gestori a riallineare alcune buche e ad abbandonarne altre. E non è solo Montrose a essere in pericolo: un sesto dei campi da golf scozzesi è sulla costa ed è a rischio innalzamento del mare. Solo un piccolo aumento del mare metterebbe a repentaglio tutte le gare di livello mondiale entro il 2100.

Ma il cambiamento climatico avrà conseguenze anche per sport più popolari, come il calcio e il cricket. Il rapporto fa l’esempio del Bromley Heath United FC che ha dovuto interrompere le partite per tre mesi a causa del peggioramento del tempo, mentre la Football Association  ha investito 48 milioni di sterline per adattare alcuni campi ai cambiamenti climatici. Naturalmente le grandi squadre delle categorie superiori, con i loro campi coperti e attrezzati non hanno grandi problemi, ma l’impatto è fortissimo nelle categorie minori, dove un club medio perde cinque settimane ogni stagione a causa del maltempo.

Anche il cricket, molto popolare in Inghilterra e praticamente sconosciuto in Italia (dove è ancora uno sport per immigrati dal subcontinente indiano) è influenzato dal cambiamento climatico: dal 2000 ad oggi il 27% degli England’s home One Day Internationals ha subito riduzioni a causa di interruzioni dovute alla pioggia, e dal 2011 le partite funestate da acquazzoni sono raddoppiate. Il maltempo è costato all’England and Wales Cricket Board 1 milione di sterline in  sovvenzioni di emergenza nel 2016 e 1,6 milioni nel 2017. Un trend che ha costretto la federazione del Cricket a mettere in bilancio 2,5 milioni di sterline all’anno per aiutare i club dilettantistici a continuare a giocare.

Ma è lo sci che potrebbe scomparire dal FRegno Unito. Infatti il rapporto afferma che «Il Met Office ha avvertito che l’industria sciistica scozzese potrebbe crollare entro 50 anni, dal momento che gli inverni diventano troppo miti per averenevicate regolari. Negli ultimi 40 anni sono state osservate continue diminuzioni del manto nevoso, con tre delle principali località scozzesi che hanno speso più della metà dei loro bilanci operativi per produrre innevamento artificiale».

Il rapporto fa parte della campagna Show The Love di The Climate Coalition, che celebra tutto ciò che amiamo ma che potremmo perdere a causa dei cambiamenti climatici: se le manifestazioni sportive devono chiudere per pioggia o le bellezze naturali vengono  danneggiate da un aumento delle inondazioni. «Questi eventi  – dicono alla Climate Coalition  – sono un promemoria puntuale delle minacce ben più gravi poste dai cambiamenti climatici a ciascuno di noi, sia nel Regno Unito che all’estero».

The Climate Coalition è composta da più di 100 organizzazioni che rappresentano oltre 15 milioni di persone, che vanno dal Wwf Uk al Women’s Institute e a ONG come Cafod, Christian Aid e Oxfam.

La direttrice del Wwf UK, Tanya Steele, ha sottolineato che «Il cambiamento climatico non lascerà intatto  alcun aspetto delle nostre vite, nemmeno gli sport che amiamo. Il nostro rapporto dimostra che il golf, il calcio e il cricket – tre sport nel cuore della cultura britannica – saranno tutti irrevocabilmente cambiati. Questo dovrebbe essere un altro campanello d’allarme per tutti noi. Dobbiamo abbassare le nostre emissioni e rispettare gli obiettivi dell’Accordo sul cambiamento climatico di Parigi».

La Grainger conclude: «Spetta a tutti noi, in tutte le sfere della vita, agire per affrontare la crescente sfida dei cambiamenti climatici. In questo rapporto Ci sono alcuni esempi eccellenti su come sport e club stanno affrontando questa sfida: riducendo le emissioni di carbonio e lavorando per migliorare la resilienza dei loro sport. Ora dobbiamo vedere questa azione per la sostenibilità salire di livello e che tutti gli sportivi e le società sportive facciano la loro parte».