Sta arrivando El Niño, e sarà “sostanzioso”

I ricercatori australiani: l'Enso non sarà “debole” come prevedeva la Noaa

[12 maggio 2015]

L’ultimo aggiornamento del Bureau of Meteorology  dell’Australia sulla El Niño–Southern Oscillation (Enso) ha confermato che, per la prima volta dal marzo 2010, nel Pacifico tropicale sono stati raggiunti i livelli di temperature necessari per innescare  El Niño.

Il vice direttore per i  Climate Information Services  del Bureau of Meteorology  dell’Australia, Neil Plummer, ha spiegato che «El Niño è spesso associata a precipitazioni inferiori alla media in tutta l’Australia orientale nella seconda metà dell’anno ed a temperature medie diurne più caldo oltre la metà meridionale del paese. L’inizio di El Niño in Australia nel 2015 è un po’ prima del solito. Tipicamente gli eventi di El Niño iniziano tra giugno e novembre. Condizioni prolungate simili a quelle di El Niño hanno fatto sì che alcune aree siano più vulnerabili all’impatto delle temperature più calde ed alle condizioni di siccità. La mancata stagione delle piogge del nord nel 2012-13, aggravata dalle cattive stagioni delle piogge nel 2013-14 e 2014-15, hanno contribuito alla siccità in alcune zone dell’entroterra del Queensland e nel nord del New South Wales».

Plummer sottolinea che «Mentre si prevede di El Niño si rafforzi durante l’inverno, la forza di un El Niño non corrisponde necessariamente con il suo impatto sulle precipitazioni in Australia L’Australia ha sperimentato una siccità diffusa nel corso di una debole El Niño nel 2006-07, mentre gli eventi più forti come l’evento di El Niño nel 1997-98 hanno avuto un impatto modesto sulla pioggia australiana».

Anche le recenti forti precipitazioni e inondazioni lungo la costa orientale dell’Australia non hanno portato la pioggia fino alle regioni interne e quindi non sono state utili ad alleviare la siccità nelle zone più colpite. .

Mentre El Niño aumenta il rischio di siccità, non necessariamente la provoca: dei 26 eventi di El Niño avutisi dal 1900, 17 hanno portato una diffusa siccità in Australia.

L’Enso ha origine dalle variazioni nelle temperature dell’oceano e addirittura luglio ed agosto in Australia potrebbero essere più umidi della media proprio per il riscaldamento dell’Oceano indiano, ma El Niño, anche se è ancora nelle sue fasi iniziali,  può causare condizioni meteorologiche estreme in tutto il mondo.

Già ad aprile la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) Usa aveva annunciato l’arrivo di El Niño, ma lo aveva descritto come “debole” , invece, secondo i modelli elaborati dagli scienziati australiani, si potrebbe rafforzare a partire da settembre, ma è troppo presto per stabilire con sicurezza quanto forte potrebbe essere.

David Jones, direttore climate monitoring and prediction del Bureau of Meteorology dell’Australia, conferma che «Si tratta di un vero e proprio effetto di El Niño, non è un debole. Sappiamo che ci sono sempre un po’ di dubbi quando si tratta di fare previsioni sull’ intensità, ma attraverso i modelli nel loro complesso  suggeriamo che questo sarà un evento di El Nino sostanzioso».

El Niño era già stato previsto anche nel 20214 che ha battuto il record delle temperature,  ma poi non si è concretizzato. L’ultimo El Niño di 5 anni fa ha causato forti monsoni nel sud est asiatico, siccità nel sud dell’Australia, nelle Filippine e in Ecuador, tempeste di neve negli Stati Uniti, ondate di caldo in Brasile ed inondazioni devastanti  in Messico.

La ricerca scientifica suggerisce che gli eventi meteorologici estremi come El Niño diventeranno più intensi con l’aumentare delle temperature globali.