Stop idrofluorocarburi: le Isole Marshall sono il primo Paese a ratificare l’emendamento di Kigali

La presidente Hilda Heine: «Buono per la nostra gente, per il pianeta e un vantaggio per chi seguirà le nostre orme»

[1 marzo 2017]

Le Isole Marshall sono uno degli Stati più piccoli e remoti del mondo: due arcipelaghi di 29 atolli e di innumerevoli isolotti che sorgono nel Pacifico, tra l’Australia e le Hawaii, e si estendono su appena 181 Km2 (meno dell’Isola d’Elba), ma con 11.673 km2 di lagune paradisiache e una Zona economica esclusiva marina tra le più estese del mondo, ma hanno un record: sono il primo Paese al mondo ad aver ratificato l’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal che punta a ridurre dell’80% nei prossimi 30 anni l’utilizzo di idrofluorocarburi (HFC). Gli HFC sono un gas serra che viene emesso da frigoriferi e condizionatori e l’ United Natoins environment programme (Unep) stima che, grazie all’emendamento di Kigali, entro la fine del secolo la temperatura globale potrebbe essere ridotta fino a  0,5 gradi centigradi.

L’annuncio è stato dato da Hilda Heine, la presidente della Repubblica delle Isole Marshall  – Aolepān Aorōkin M̧ajeļ,  dopo che il Nitijela, il piccolo Parlamento di Majuro, aveva dato il via libera all’unanimità.

Le Marshall (circa 60.000 abitanti) sono un paradiso praticamente sconosciuto che ha subito una sanguinosa storia coloniale e una delle più grandi devastazioni ambientali del mondo: prima sono state colonia tedesca, poi giapponese, durante la seconda guerra mondiale hanno subito bombardamenti devastanti,  dopo sono diventate, fino all’indipendenza del 1991,  territorio fiduciario Usa, dove tra il 1946 ed il 1958  sono state testate 66 bombe atomiche nell’atollo di Bikini.  Ora sono uno dei Paesi più a rischio di essere sommersi dal mare che sale a causa del riscaldamento globale.

La presidente Heine è giustamente orgogliosa del primato del suo minuscolo Stato, che con questa ratifica vuole ricordare che «Il mio paese non sopravviverà senza un’azione urgente per ridurre le emissioni di tutti i paesi e in tutti i settori delle nostre economie, compresi gli HFC. La nostra rapida ratifica dell’emendamento di  Kigali è l’ennesima dimostrazione del nostro impegno per l’accordo di Parigi. Ora abbiamo bisogno che  altri a facciano lo stesso rapidamente,  al fine di contribuire a mantenere l’aumento della temperatura globale entro gli 1,5° C. Questo accordo è un bene per la nostra gente, per il pianeta e vantaggioso per chi seguirà le nostre orme».

Il ministro degli esteri delle Isole Marshall. John Silk, ha detto che depositerà il più presto la ratifica all’Onu.

Dopo che nel 1989 il Protocollo di Montreal aveva avviato la lotta alle emissioni che riducono lo strato di ozono, gli HFC erano diventati un’importante alternativa per la produzione di frigoriferi e condizionatori, ma producono un effetto serra e per questo altri due piccoli Paesi insulari: gli Stati Federati di Micronesia e Mauritius avevano proposto già nel 2009 un emendamento al Protocollo di Montreal per eliminarli, utilizzando tecnologie alternative già esistenti e con costi relativamente bassi. Un emendamento che è stato approvato nel 2016 a Kigali, la capitale del Rwanda, e che ora deve essere ratificato dai Paesi di tutto il mondo.

Silk conclude: «Il mondo ha un grande debito con gli Stati Federati di Micronesia, in particolare per la loro instancabile leadership per garantire questa modifica, a partire dal prima presentazione da parte loro nel 2009. Questo emendamento è uno dei migliori esempi di leadership insulare mai visti».