I suicidi di quasi 60.000 contadini indiani legati al cambiamento climatico

Dal 1995 in India si sono suicidati più di 300.000 agricoltori e lavoratori agricoli

[2 agosto 2017]

Lo studio “Crop-damaging temperatures increase suicide rates in India”, pubblicato su PNAS da Tamma Carleton dell’Università della California Berkley, parte dalla constatazione del fatto che il suicidio è un chiaro indicatore del fatto che un essere umano è in grave difficoltà, ma a differenza dei Paesi ricchi, nei Paesi in via di svilyuppo sono spesso causati non da problemi psicoogici personali, ma da cause che sovrastano e colpiscono intere popolazioni e categorie.

La Carleton, esperta di risorse agricole ed economiche che lavora anche al Global Policy Lab della  Goldman school of public policy di Berkley,  analizza la situazione dell’India, dove si verificano un quinto dei suicidi di tutto il  mondo,  e dimostra che«Iil clima, in particolare la temperatura, ha una forte influenza sulla  crescente epidemia di suicidi».

Analizzando 47 anni di dati sui suicidi e e di dati climatici, lo studio dimostra che «Le alte temperature fanno aumentare i tassi di suicidio in India, ma solo durante la stagione della crescita agricola, quando il caldo riduce anche i rendimenti delle colture».  La Carleton sottolinea: «I miei risultati sono coerenti con le teorie del suicidio economico in India. Inoltre, questi risultati hanno importanti implicazioni per i futuri cambiamenti climatici; Ho stimato che i trend al riscaldamento delle temperature negli ultimi tre decenni sono già state responsabili di oltre 59.000 suicidi in tutta l’India».

Le cifre sono impressionanti: «Per temperature superiori a 20° C, un aumento di 1° C in una singola giornata produce in media 70 suicidi».  Un aumento di 5 gradi rispetto alla media porterebbe a 335 suicidi.

Il trend dei suicidi di contadini in  India presenta un incremento del  6,8%  rispetto al tasso complessivo. «Questi risultati – dice la Carleton –  forniscono prove quantitative su larga scala che collegano il clima e il reddito agricolo ai suicidi in un Pese in via di sviluppo».

Nel 2016 i suicidi dei contadini indiani sono diminuiti, ma restano a livelli  epidemici in alcuni Stati come il Maharashtra  colpito dalla siccità, dove sono stati censiti ufficialmente 852 suicidi di agricoltori nei primi quattro mesi di quest’anno, mentre nel 2015, uno degli anni più caldi in India, si uccisero circa 12.602 agricoltori. Dal 1995 in tutta l’india si sono suicidati  più di 300.000 agricoltori e lavoratori agricoli.

La disperazione è così forte che die manifestanti provenienti dal lontano Tamil Nadu, uno Stato che soffre la peggiore siccità degli ultimi 140 anni, hanno deposto le ossa e i teschi degli agricoltori che si sono uccisi a Jantar Mantar, a New Delhi, a poca distanza dal parlamento indiano.

Agricoltori disperati per i cambiamenti climatici che sono strozzati dalle banche perché non riescono a restituire prestiti di circa mille euro, tanto che nel 2016 il governo indiano ha avviato un regime assicurativo per proteggere i contadini dai mancati raccolti e cercare di dimezzare suicidi di agricoltori e lavoratori agricoli. Il Maharashtra, il Punjab e l’Uttar Pradesh stanno investendo forti cifre per aiutare il settore agricolo, che ha  una forte influenza politica.

La Carleton ha detto a The Guardian che la sua ricerca dimostra che i contadini  indiani stanno facendo poco per cambiare le loro pratiche agricole: «Senza interventi che aiutino le famiglie ad adattarsi a un clima più caldo, è probabile che vedremo un numero crescente di vite perdute a causa di suicidio, in quanto il cambiamento climatico in India sta peggiorando. La vera percentuale di suicidi è probabilmente più elevata, perché in India i decessi sono generalmente sottostimati e, fino al 2014, il suicidio era onsiderato un crimine, scoraggiando i rapporti onesti.  Questa tragedia è in atto oggi. Questo non è un problema delle generazioni future. Questo è un nostro problema, adesso».