Temperature come nell’ultimo periodo interglaciale: perché il livello del mare era 6-9 metri più alto?

125.000 anni fa temperature simili a quelle del periodo 1995-2014

[23 gennaio 2017]

Lo studioRegional and global sea-surface temperatures during the last interglaciation” pubblicato su Science da un team di ricercatori composto da Jeremy S. Hoffman e Peter U. Clark dell’Oregon State University, Andrew C. Parnell dell’ University College Dublin e da Feng He dell’University of Wisconsin–Madison, sottolinea che comprendere come gli intervalli climatici caldi del passato abbiano influenzato il  livello del mare è di vitale importanza per prevedere come le attività antropiche influiranno sui livelli del mare in futuro.

Il team statunitense-irlandese guidato da Hoffman, del College of Earth, ocean, and atmospheric sciences dell’Oregon State University , ha raccolto i dati di 104 pubblicazioni sulle temperature marine superficiali rilevate in 83 siti di recupero di carotaggi di sedimenti marini. Poi ha  confrontato i dati di ciascun sito con i dati climatici disponibili per i periodi 1870-1889 e 1995-2014 con quelli dell’ultimo periodo interglaciale, tra circa 129.000 a 116 mila anni fa, e ha scoperto che «I valori annuali medi globali erano ~0.5° C più caldi di quanto non fossero 150 anni fa e indistinguibili dal 1995-2014. Questo è un punto che fa riflettere, perché il livello del mare durante l’ultimo periodo interglaciale era da 6 a 9 m più alto di quanto lo sia ora».

Infatti, 125.000 anni fa le temperature superficiali marine globali erano aumentate di 0,5 gradi centigradi, con un incertezza di 0,3 gradi, raggiungendo livelli che sono difficilmente distinguibili, in media, da quelli del periodo 1995-2014

Le Scienze fa notare che «Per questo motivo, l’ultimo periodo interglaciale rappresenta un riferimento importante per la validazione dei modelli climatologici globali con cui si cerca di formulare previsioni sull’attuale riscaldamento globale e le sue conseguenze, soprattutto per quel che riguarda l’innalzamento del livello dei mari. Purtroppo però le ricostruzioni paleoclimatiche delle temperature di quel periodo non hanno dato risultati concordi. Alcune infatti hanno rilevato una variazione della temperatura media di due gradi centigradi rispetto al tardo Olocene, cioè l’epoca geologica in cui ci troviamo oggi, mentre altre non hanno riscontrato alcuna differenza significativa. Come se non bastasse, le ricostruzioni hanno adottato una metodologia sperimentale molto varia, considerando tutto il pianeta o solo alcune regioni, e trascurando alcune importanti fonti d’incertezza, che riguardano sia le stime temporali sia le registrazioni paleoclimatologiche stesse, cioè i segni delle antiche temperature sull’ambiente che si possono ancora rintracciare, per esempio i sedimenti marini».

La conclusione è che «Complessivamente, questi risultati suggeriscono che le temperature superficiali marine simulate dalla maggior parte dei modelli climatici globali sono troppo basse rispetto alla realtà Inoltre, i dati mostrano che all’epoca l’Oceano atlantico nell’emisfero boreale era più freddo di quello australe».