In Toscana mai così poco miele da 50 anni, colpa dei cambiamenti climatici

Confagricoltura: «Produzione giù del 50%, stiamo esaurendo le scorte»

[9 settembre 2016]

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Secondo le stime diffuse oggi da Confagricoltura Toscana in merito alla produzione di miele sul territorio regionale, quest’anno il calo rispetto al 2015 sarà del 50%, con danni ingenti per i produttori locali. Una primavera fredda e piovosa e i cambiamenti climatici «negativi», sottolineano da Confindustria, hanno fatto registrare un duro colpo per l’apicoltura toscana con «la peggior produzione degli ultimi 50 anni».

«A causa di queste condizioni atmosferiche le api sono uscite di meno e per questo hanno raccolto meno polline. Stiamo esaurendo le scorte e già oggi, ad Arezzo, il primo polo produttivo della Toscana (30% della produzione regionale) trovare il miele d’acacia – commenta amaro Gianluca Ghini, dell’associazione apicoltori toscani di Confagricoltura – è diventata una missione impossibile».

In Toscana sono presenti 92 mila alveari, 30 mila quintali di miele prodotto (2015), il 20% degli apicoltori è professionista. Le produzioni tipiche presenti sono: acacia, castagno, melata, erica, medica, corbezzolo, sulla, trifoglio e girasole, con una notevole crescita per la domanda della produzione di polline fresco.

«La qualità del prodotto – spiega Ghini – resta per fortuna molto elevata e questo permette alle aziende di difendersi da questa crisi ma è evidente che fra non molto sarà necessario un intervento ad hoc da parte della Regione per tutelare il prodotto, eccellenza del nostro territorio».