Trump e i mega-incendi: basterebbe rastrellare il sottobosco. #RakeAmericaGreatAgain

Vigili del fuoco, ambientalisti, scienziati: invece di dire stupidaggini affronti la realtà del riscaldamento globale

[20 novembre 2018]

Negli Usa continua a far discutere quel che ha detto sabato Donald Trump visitando Paradise e le comunità della California incenerite o gravemente danneggiate da tre giganteschi incendi. In California si contano almeno 80 morti, più di 1.000 dispersi e migliaia di case e imprese distrutte, ma Trump – dopo aver detto che più o meno era lì per vedere i pompieri – ha di nuovo negato che il cambiamento climatico c’entri davvero qualcosa con questi incendi innaturalmente grandi e pericolosi, mentre gli stessi vigili del fuoco (i sui idoli)  dicono che la modalità degli incendi è molto cambiata negli ultimi anni e che questo dipende dal riscaldamento globale.

Durante la sua visita a Paradise, una città spazzata completamente via dal  mega-incendio Camp Fire, Trump ha parlato del suo argomento preferito quando si tratta di incendi boschivi: la gestione delle foreste e ha elogiato la Finlandia per il suo approccio alla lotta contro gli incendi boschivi: «Dobbiamo occuparci del sottobosco, conoscere il sottobosco della foresta, è molto importante. Se guardi ad altri Paesi dove lo fanno in modo diverso, è una storia completamente diversa.  Ero con il presidente della Finlandia e ha detto … siamo una nazione forestale, l’ha definita una nazione forestale, e trascorrono molto tempo a rastrellare, pulire e fare delle cose. Non hanno alcun problema e se lo hanno è un problema molto piccolo».

I social media ci hanno messo poco a demolire le dichiarazioni di Trump ed è nato subito l’hashtag “Rake America Great Again”.

Sembra che il presidente Usa si riferisse alla pratica del diradamento del sottobosco che si ricopre di vegetazione dopo decenni di attività anti-incendio, ma il governatore della California, il democratico Jerry Brown, aveva già approvato un finanziamento da 1 miliardo di dollari in 5 anni proprio per progetti di questo tipo. Inoltre, molti esperti hanno fatto notare che equiparare Finlandia e California è una fesseria:  in California, in molte aree, gli incendi non si verificano nelle foreste, bensì nel chaparral, un territorio ricoperto di arbusti che mesi e anni di siccità hanno trasformato in combustibile altamente infiammabile. Invece, le foreste della Finlandia  si trovano  nelle fredde latitudini settentrionali e il Paese è coperta da una fitta – ma più rada –  foresta boreale e ha una stagione degli incendi molto più corta di quella della California. Ma questo non significa, come crede o vuole far credere Donald Trump che la Finlandia non sia stata colpita da giganteschi incendi: solo questa estate in Lapponia (e nella vicina Svezia) hanno infuriato enormi roghi e finlandesi e svedesi sono convinti che dipenda dal cambiamento climatico.

Solo il catastrofico Camp Fire che ha fatto decine di vittime e milioni di californiani stanno respirando ‘aria peggiore del mondo anche a centinaia di Km di distanza dagli incendi, un disastro immane, alimentato da condizioni caldissime, da siccità lunghissime e da venti fortissimi che stanno diventando sempre più comuni con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici. Un altro gigantesco incendio, il Woolsey Fire  ha carbonizzato vaste aree della California meridionale e ad agosto lo stato della California aveva già esaurito il suo budget annuale di 442,8 milioni di dollari destinato alla lotta agli incendi boschivi. Ma Trump incolpa la democratica California di non saper gestire le foreste e, in pieno disastro, minaccia di non stanziare i fondi federali previsti.

Brian Rice, presidente dei California Firefighters, ha sottolineato che «L’affermazione del presidente secondo cui le politiche di gestione forestale della California siano colpevoli di un incendio catastrofico è pericolosamente sbagliata.  Gli incendi si innescano e si diffondono non solo nelle aree boschive, ma nelle aree popolate e nei campi aperti alimentati da vegetazione arsa, venti forti, bassa umidità e dalla geografia. Inoltre, quasi il 60% delle foreste della California è sotto la gestione federale e una perte significativa è controllata privatamente.

Daryl Osby, capo dei vigili del fuoco della contea di Los Angeles, ha risposto duramente a Trump su Twitter: «Siamo nell’epoca dei cambiamenti climatici estremi. [quello che dice [quello che ha detto Trump] E’ molto doloroso per tutti i primi soccorritori che stanno mettendo in gioco le loro vite per proteggere vite e proprietà». Infatti, gli incendi della California meridionale, non hanno mai bruciato una foresta.

A agosto però lo stesso Trump aveva detto che la colpa degli incendi in California era la cattiva gestione dell’acqua e gli scienziati alloro lo avevano descritto come «Comicamente male informato» o addirittura come «Uno schifo totale». Il bioclimatologo Park Williams  del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, ha detto al New York Times «Dietro le quinte di tutto questo, ci sono temperature che sono circa due o tre gradi Fahrenheit più calde di quanto non sarebbe stato senza il riscaldamento globale».

Questo indecente negazionista climatico va avanti per la sua strada come se nulla fosse e ai giornalisti che gli chiedevano se questa tragedia climatica e ambientale non gli avesse fatto cambiare idea sulla scienza del cambiamento climatico ha risposto: »No, no. Ho un’opinione forte. Voglio un clima fantastico, lo faremo e avremo foreste che sono molto sicure … sta accadendo mentre parliamo».

Il deputato democratico californiano Ted Lieu ha commentato sconsolato: «E’ un peccato che abbiamo un presidente che non sembra credere nella scienza. Se prevenire gli incendi fosse facile come rastrellare le foglie, ormai lo avremmo fatto. Ma è un problema complicato. Il cambiamento climatico svolge un ruolo importante».

Trump a un certo punto deve aver capito di averle sparate troppo grosse anche per lui e ha aggiunto: «Dobbiamo fare gestione, manutenzione e lavoreremo anche con gruppi ambientalisti».

A Trump ha risposto Michael Brune, il direttore esecutivo di Sierra Club, la più grande diffusa e autorevole associazione ambientalista Usa, che ha dichiarato: «I nostri pensieri sono con la gente della California che ha e continua a subire perdite inimmaginabili da questa ondata di incendi senza precedenti: siamo grati aii vigili del fuoco, ai primi soccorritori e ai soccorritori sul campo che aiutano coloro che sono stati colpiti e gli sfollati. I nostri amministratori pubblici non possono limitarsi a visite ed espressioni di condoglianze – per non parlare di commenti e delle menzogne ​​senza senso – devono essere intraprese azioni immediate per proteggere le nostre comunità. Man mano che gli sforzi per il ripristino continuano, i nostri leader devono dare la priorità a sforzi di prevenzione intelligenti basati sulla scienza che riconoscano il ruolo svolto dai cambiamenti climatici nell’intensificarsi degli incendi. Invitiamo Donald Trump ad affrontare i fatti. Prenda le misure necessarie per mettere davanti a tutto le persone, le nostre comunità e il loro futuro. Sierra Club resta impegnata ad aiutare le persone colpite dagli incendi della California e ad intraprendere azioni basate sulla scienza per proteggere le persone e le comunità».