Possibile incremento della diffusione dell’AIDS in Africa meridionale

Unicef: «Con La Niña, in Africa 26,5 milioni di bambini hanno bisogno di aiuto»

E in Sudamerica La Niña potrebbe contribuire al diffondersi del virus Zika

[11 luglio 2016]

La Niña

El Niño si è finalmente esaurito ma secondo il rapporto dell’Unicef “It’s not over – El Niño’s impact in children” «Le sue conseguenze sull’infanzia – siccità, carestie, malnutrizione e diffusione delle malattie infettive – sono tuttora in aumento a seguito dell’evento, uno dei più forti mai registrati».  L’agenzia Onu per l’infanzia sottolinea che «c’è un’elevata possibilità che La Niña – la controparte di El Niño, che porta un raffreddamento inusuale delle acque del Pacifico – possa colpire entro l’anno in corso, acuendo ulteriormente una crisi umanitaria che sta già colpendo milioni di bambini in molte delle comunità più vulnerabili».

Il quadro disegnato dal rapporto è davvero preoccupante: Nell’Africa meridionale e orientale – la regione maggiormente colpita – circa 26,5 milioni di bambini hanno bisogno di aiuto, fra cui oltre 1 milione che necessitano di terapie per contrastare la malnutrizione acuta grave, la forma più letale di malnutrizione. In molti paesi, le già poche risorse sono arrivate al limite e le famiglie colpite arrivano a saltare i pasti e hanno esaurito anche gli ultimi mezzi di sopravvivenza – come ad esempio la vendita di beni. Se non saranno garantiti maggiori aiuti, compreso il supporto nutrizionale urgente per i bambini, decenni di progressi potrebbero essere vanificati».

A causa della siccità, molti bambini delle zone più  colpite sono obbligati a percorrere lunghe distanze per cercare l’acqua, invece di andare a scuola,  mentre altri bambini abbandonano le loro case con le loro famiglie perché la siccità ha distrutto i raccolti e ucciso il bestiame. Questi bambini e bambine senza scolarizzazione sono i più esposti a rischi di abusi e sfruttamento e, in alcune regioni, le bambine devono accettare il matrimonio infantile.

Sono diversi i Paesi nei quali El Niño ha reso difficile l’accesso all’acqua potabile, facendo aumentare malattie come dengue, diarrea e colera, che sono i maggiori killer dei bambini. «In Sud America, in particolar modo in Brasile – dice il rapporto –  EL Niño ha favorito le condizioni per la proliferazione delle zanzare che possono trasmettere virus Zika, febbre dengue, febbre gialla e chikungunya.  Se La Niña dovesse svilupparsi, potrebbe contribuire al diffondersi del virus Zika in aree che ad oggi non sono state ancora colpite».

Inoltre «Vi sono serie preoccupazioni che l‘Africa Meridionale, l’epicentro mondiale per la pandemia dell’AIDS, potrebbe assistere a un incremento della trasmissione dell’HIV come conseguenza ultima di El Niño. La mancanza di cibo potrebbe avere infatti effetti sull’accesso alle terapie antiretrovirali (ART), dato che i pazienti tendono a non prenderle a stomaco vuoto, e molte persone impoverite dalla crisi utilizzeranno le loro limitate risorse per procurarsi del cibo anziché per raggiungere le strutture sanitarie. Inoltre, la siccità spesso induce adolescenti e le donne a prostituirsi per procurarsi mezzi per sopravvivere. E anche questo fattore pone un rischio di incremento nella diffusione dell’HIV/AIDS. La mortalità dei bambini che convivono con l’HIV è da 2 a 6 volte più alta per tutti coloro che sono gravemente malnutriti rispetto a coloro che non lo sono».

Afshan Khan, direttore dei programmi di emergenza dell’Unicef è molto preoccupato e mette in guardia la comunità internazionale: «Milioni di bambini, e le loro comunità, hanno bisogno di aiuti per prepararsi a un eventuale effetto de La Niña che potrebbe aggravare le crisi umanitarie già in atto. Gli stessi bambini che sono stati colpiti da El Niño e ora sono minacciati da La Niña, sono in prima linea nell’affrontare gli effetti concreti del cambiamento climatico. Hanno bisogno di aiuto per sopravvivere; hanno bisogno di aiuto per prepararsi all’eventualità che La Niña esacerbi la crisi umanitari; hanno bisogno di aiuto per rafforzare la prevenzione delle catastrofi e l’adattamento ai cambiamenti climatici, che sono la principale causa dell’aumento della frwequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi». .

Il rapporto conclude: «El Niño mostro del 2015- 2016 ha chiaramente dimostrato la necessità di intensificare i nostri sforzi in materia di preparazione in caso di emergenza, di riduzione dei rischi di catastrofe e di adattamento al cambiamento climatico, proprio mentre il cambiamento climatico ha innescato eventi meteorologici estremi sempre più gravi e frequenti». .