Variabilità climatica e eventi estremi a scala locale: il caso del Nord Adriatico

[13 febbraio 2014]

L’interesse nei confronti della variabilità climatica e delle sue mutazioni su scala locale, negli ultimi anni, si è allargato ben oltre la comunità scientifica, per coinvolgere in maniera sempre più diretta le amministrazioni locali. Gli eventi estremi, come nel caso delle intense precipitazioni che hanno recentemente colpito l’area metropolitana di Roma, generano gravi ripercussioni sulle infrastrutture, sui trasporti e sulla sicurezza dei cittadini. Attraverso l’attività di ricerca e lo sviluppo di proiezioni climatiche su scala territoriale è possibile contribuire alla pianificazione di interventi preventivi, superando la logica dell’emergenza.

L’ENEA, che dal 2011 coordina il progetto europeo sui servizi climatici nell’area del Mediterraneo, denominato CLIMRUN (Climate Local Information in the Mediterranean region: Responding to User Needs), sta realizzando una serie di studi e prodotti informativi riguardanti gli eventi intensi nelle proiezioni climatiche future. In particolare, per rispondere alle esigenze delle autorità locali, l’ENEA, in collaborazione con l’International Centre for Theoretical Physich (ICTP) di Trieste e con il CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), ha elaborato uno studio riguardante le variazioni climatiche nell’area del Nord Adriatico.

Partendo dalle proiezioni climatiche regionali prodotte nel precedente progetto  europeo ENSEMBLES, ENEA ha messo a confronto gli eventi intensi di precipitazioni giornaliere nel Nord Adriatico del periodo 2041-2050 con quelli del periodo 1971-1980.

Gli eventi intensi riportati nel grafico sono i giorni in cui le precipitazioni giornaliere sono superiori ad una certo valore, scelta in questo caso come due deviazioni standard rispetto al ciclo stagionale di riferimento nel clima presente (1971-1980). Le barre rappresentano i cambiamenti nella frequenza di eventi intensi sulla regione del Nord Adriatico in ogni simulazione regionale per ogni stagione.

Il quadro che emerge dalle simulazioni mostra un aumento di eventi intensi in primavera e in inverno, mentre gran parte delle proiezioni evidenzia una diminuzione di tali eventi in estate e in autunno. Questa varietà di informazione climatica è facilmente riproducibile in altre zone della Penisola caratterizzate da un’elevata vulnerabilità rispetto agli eventi estremi.

I Modelli Climatici Regionali (MCR) qui analizzati permettono di produrre scenari climatici ad alta risoluzione per una determinata area e migliorano la qualità delle proiezioni climatiche rispetto ai Modelli Climatici Globali soprattutto in zone a orografia complessa e in prossimità delle aree costiere.

Enea