Via libera a nuove iniziative Ue per cambiamenti climatici e sostenibilità nei Paesi partner

Ma l’Ue finanzia anche progetti delle monarchie assolute del Golfo e il Ccs in Cina

[15 novembre 2016]

La Commissione europea ha annunciato oggi di aver approvato 8 nuovi progetti, per un totale di oltre 32 milioni di euro,  nel quadro dello strumento di partenariato al fine di rafforzare la cooperazione con i Paesi partner in settori prioritari. Lo strumento di partenariato finanzia progetti che consentono all’Unione europea di essere fautrice del cambiamento a livello globale e di promuovere i suoi valori fondamentali. Si tratta di uno degli strumenti che l’UE ha iscritto a bilancio per finanziare la propria azione esterna nel periodo 2014-2020. Nel quadro di questo strumento, l’Ue coopera con partner di tutto il mondo per far fronte a sfide globali e trovare soluzioni condivise su questioni di interesse comune. Lo strumento di partenariato finanzia attività all’insegna delle priorità dell’UE e che trasformano gli impegni politici in misure concrete. L’attuale programma si basa sui precedenti piani d’azione annuali adottati dalla Commissione. Per promuovere gli interessi strategici dell’UE, negli ultimi due anni e mezzo sono stati stanziati in totale oltre 315 milioni di euro.

Brasile, Cina, India, Giappone, Repubblica di Corea e Stati Uniti figurano tra i paesi partner dei progetti incentrati sul mercato digitale finanziati nel quadro dello strumento di partenariato. Una maggiore cooperazione e nuove iniziative nel settore dell’aviazione civile sono previste, a livello regionale, con America del Sud e Asia sudorientale e, a livello bilaterale, con Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam.

La Commissione Ue spiega che «I progetti sosterranno gli obiettivi strategici dell’Unione europea nelle relazioni esterne mediante partenariati più forti a livello mondiale con i paesi terzi e riguarderanno questioni fondamentali quali i cambiamenti climatici, la sostenibilità, l’agenda digitale internazionale e l’aviazione civile.

Il nuovo pacchetto comprende anche un ambizioso programma che rientra nella dimensione esterna della strategia Ue per il mercato unico digitale (8 milioni di euro) e attraverso il quale l’Ue intende rafforzare la cooperazione con i partner principali in ambiti quali la protezione dei dati personali, la fiducia e la sicurezza nel ciberspazio, l’accesso transfrontaliero al materiale probatorio elettronico e la normazione delle TIC». Ma con il grosso dei finanziamenti l’Unione europea punta  a promuovere «una dimensione più ecologica delle economie, prassi ambientali sostenibili e la lotta contro i cambiamenti climatici».

Per realizzare questi obiettivi  l’Ue avvierà una serie per «Ridurre missioni di particolato carbonioso nell’Artico (1,5 milioni di euro); aiutare i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (3 milioni di euro) a diversificare le loro economie, riducendone la dipendenza, spesso quasi esclusiva, dall’estrazione di idrocarburi; migliorare le tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (1 milione di euro) in Cina al fine di ridurre le emissioni di CO2 delle centrali elettriche a carbone».

La commissione assicura che «Queste azioni contribuiranno ad attuare il primo accordo universale giuridicamente vincolante sul clima, firmato a Parigi nel dicembre 2015 e entrato in vigore il 4 novembre 2016 in seguito alla recente ratifica da parte dell’Unione europea», ma probabilmente diverse associazioni avrebbero qualcosa da eccepire, visto che i finanziamenti ai Paesi del Golfo vanno a ricche petromonarchie assolute – come gli Emirati Arabi Uniti –  che investono già per conto loro – a volte massicciamente – nelle energie rinnovabili, anche in Paesi terzi, e che i finanziamenti alla Cina riguardano la contestata tecnica del Carbon capture an storage (Ccs) che molti ambientalisti considerano pericolosa e che è ancora molto costosa e realizzata in qualche progetto pilota, non sempre con successo. .

Ma la Commissione Ue sottolinea che ci sono anche altre misure certamente più gradite agli ambientalisti: n «Lo strumento di partenariato favorirà inoltre la cooperazione tra l’Unione europea e la Cina attraverso nuove iniziative intese a promuovere politiche e leggi ambientali più attente all’ecologia (3 milioni di euro) sulla base delle buone pratiche dell’Ue e a combattere i traffici illegali di specie selvatiche. Cercando di promuovere le norme europee sull’aviazione e di ridurre l’impatto del trasporto aereo sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, lo strumento continuerà a incoraggiare i partenariati politici, economici e ambientali nel settore dell’aviazione civile. Sulla base della cooperazione in atto con la Cina e l’India, rispettivamente dal 2014 e dal 2015, lo strumento di partenariato amplierà ora il proprio campo d’azione all’America latina (7 milioni di EUR) e al Sud-Est asiatico (7,5 milioni di euro) Infine, 1,2 milioni di euro saranno destinati a rafforzare il dialogo politico con i partner strategici dell’UE, ma anche con altri paesi, su una vasta gamma di settori, tra cui la governance democratica, la tutela dei consumatori, i cambiamenti climatici, la protezione ambientale, la crescita economica e la sostenibilità. Ciò rafforzerà la nostra capacità di definire e attuare approcci e risposte comuni alle sfide globali».