We are still in: 1.219 leader politici, economici e scientifici Usa contro Trump e per l’Accordo di Parigi

La dichiarazione rappresenta 120 milioni di americani e 6,2 trilioni di economia Usa

[7 giugno 2017]

1.219 tra governatori di Stati, sindaci, imprese, investitori e college e università di tutti  gli Stati Uniti o con grossi interessi negli Usa, hanno firmato la dichiarazione “We are still in” con la quale affermano di voler continuare ad assicurare che gli Usa rimangano uno dei leder globali nella riduzione delle emissioni di carbonio.

Si tratta di un segnale forte alla comunità internazionale e alle  194 parti dell’Accordo di Parigi, per rassicurare il mondo che, nonostante la decisione di Donald Trump di uscire dall’Accordo di Parigi, le comunità locali, imprenditoriali e scientifiche statunitensi lavoreranno insieme perché il loro Paese continui a partecipare alla lotta contro i cambiamenti climatici, espimendo localmente una leadership ormai assente a livello federale.

I firmatari della dichiarazione si impegnano ad attuare concreti tagli delle emissioni di gas serra che permetteranno di mantenere, almeno in parte, gli impegni che Barack Obama aveva preso sottoscrivendo e promuovendo insieme alla Cina l’accordo di Parigi.

Tra i firmatari ci sono i leader di 125 città, 9 Stati, 902 imprese e investitori e 183 college e università. I governatori che hanno firmato “We are still in”  rappresentano 120 milioni di americani e contribuiscono per 6,2 trilioni di dollari all’economia statunitense. Inoltre, della coalizione pro Accordo di Parigi fanno parte metropoli come New York, Los Angeles e Houston e città più piccole come Pittsburgh e Dubuque. Aderiscono all’iniziativa sia università private che pubbliche. Le imprese e gli investitori firmatari  rappresentano un fatturato totale annuo di 1,4 trilioni di dollari e comprendono oltre 20 compagnie della classifica Fortune 500, tra cui Apple, eBay, Gap Inc., Google, Intel, Microsoft e Nike, oltre alle centinaia di piccole imprese che hanno anche firmato la dichiarazione.

Secondo la  dichiarazione, «L’annuncio dell’amministrazione Trump mina un pilastro fondamentale nella lotta contro il cambiamento climatico» e non è al passo con i tempi e con quel che succede negli Usa.

Tutti i firmatari sono convinti che l’Accordo di Parigi creerà occupazione, stabilità e  prosperità globale e che per gli Usa accelerare la transizione energetica pulita  è un’’occasione, non un vicolo, per  creare posti di lavoro, stimolare l’innovazione, promuovere il commercio e garantire la competitività americana. Cioè il contrario di quanto affermano Trump e la sua Amministrazione di negazionisti climatici.

Dichiarando We are still in”, politici, imprenditori e scienziati dicono di fare al  meglio gli interessi dei loro elettori, clienti, studenti e delle loro comunità, assicurando l resto del mondo che la leadership americana sul cambiamento climatico va ben oltre del governo federale.

In aggiunta a questa dichiarazione, subito dopo la decisione di Trump di uscire dall’accordo di Parigi, 211 Climate Mayors hanno adottato gli obiettivi dell’accordo di Parigi per le loro città, 13 governatori hanno costituito la bipartisan US Climate Alliance, e 17 governatori si sono espressi in difesa dell’Accordo di Parigi.

La Dichiarazione “We are still in” sottolinea la rapida crescita di un movimento di leader politici e della società civile che si fanno avanti contro le politiche anti-climatiche di Trump e che indicano una strada da percorrere insieme.